Qualcuno impallinò Valentina alle primarie del Cinque Stelle

Valentina Corrado finisce deferita al collegio dei probiviri del Movimento 5 Stelle: tanti erano pronti a votarla per la candidatura a Governatore del Lazio M5S. Ma le cordate sono vietate. Pochi giorni fa il fango per il cugino.

Davide Barillari pronuncia su facebook il suo verdetto politico: «Le regole devono valere per tutti: sindaci e singoli meetup non possono assolutamente influenzare il voto, altrimenti la votazione non e’ trasparente ne’ regolare. Ho chiesto di prendere provvedimenti perche’ nel M5S non sono ammesse cordate».

La cordata è quella che punta su Valentina Corrado, consigliere regionale del Lazio uscente, presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile, fiera avversaria di Mauro Buschini in Commissione Bilancio.

Il consigliere Valentina Corrado si è candidata alle elezioni primarie con cui il M5S sceglierà il candidato da contrapporre a Nicola Zingaretti nelle prossime elezioni regionali. Ma a quelle primarie si è candidato anche il suo collega di gruppo Davide Barillari. E si è iscritta anche la parlamentare Roberta Lombardi.

A spingere per Valentina Corrado è stato il sindaco di Pomezia Fabio Fucci. In una mail riservata agli iscritti li ha invitati »a votare Valentina Corrado per esportare il modello Pomezia in tutta la Regione».

Ma le cordate sono vietate nel MoVimento. Al punto che sul blog di Beppe Grillo è apparso in mattinata un post dedicato all’argomento. Nel quale si dice

 

«Il MoVimento 5 Stelle prende le distanze da tutti coloro mettano in atto endorsement, cordate o altri tipi di promozione tipici dei vecchi partiti. Questi metodi non ci appartengono. Pertanto, chi viene a conoscenza di azioni di questo tipo é invitato a segnalare chi le compie affinché possano essere presi i provvedimenti opportuni nei confronti dei responsabili.

Si ricorda, inoltre, che l’utilizzo degli strumenti ufficiali di comunicazione nella disponibilità dei portavoce del MoVimento 5 Stelle per sponsorizzare i candidati si configura come “compimento di atti diretti ad alterare il regolare svolgimento delle procedure per la selezione dei candidati”, pertanto vietati dal regolamento e passibili di sanzione disciplinare.

Il collegio dei probiviri ha avviato istruttoria per accertare i fatti».

 

Il fatto è che Valentina Corrado stava raccogliendo molti consensi nella base. Ben più di quelli che una parte del MoVimento si aspettasse. Gli endorsement a suo favore sono stati più di uno. E senza fare pubblicità. Al limite con il passaparola o le mail. Come in questo caso.

Il deferimento al collegio dei probiviri rischia di mettere in discussioni i risultati della prossima settimana,

 

Nei giorni scorsi la presidente del Co.Re.Co.Co. era già stata presa come bersaglio. Su Facebook erano stati pubblicati alcuni episodi infamanti che riguardano la sua famiglia. Qualcuno rimasto ancora sconosciuto ha pubblicato la storia di un cugino della Consigliera M5S accusato di omicidio.

 

Una notizia diventata virale nel giro di poco tempo, complice soprattutto la campagna elettorale interna di queste settimane. Al punto che Valentina Corrado era stata costretta a prendere posizione su Facebook: raccontando che non ha contatti da tempo con quel cugino e che quell’episodio non ha nulla a che vedere con la sua attività politica e di consigliere regionale del Lazio.

 

Una macchina del fango. Partita dall’interno per colpire un’avversaria scomoda? Valentina Corrado nei giorni scorsi ha commentato dicendo che si trattava di affermazioni «che calpestano l’umanità, che mostrano il lato truce di chi non ha argomenti con cui affrontarmi lealmente».

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