Formazione, chiude l’Agenzia ma non sarà indolore

CESIDIO VANO per LA PROVINCIA QUOTIDIANO

Da Azienda speciale a Istituzione. E’ questo il futuro immaginato per l’Agenzia Frosinone Formazione che entro l’anno dovrebbe cessare l’attività.

Non sarà un processo indolore. Per voltare pagina, la Provincia dovrà mettere sul piatto, solo per iniziare, circa 2,5 milioni di euro per la fase liquidatoria. Nell’immediato è stato autorizzato il pagamento di 1,2 milioni di euro. Poi c’è la necessità di una serie di consulenze e collaborazioni, che però sarà direttamente il collegio di liquidazione a nominare, con l’obbligo di non superare il monte spese già preventivato per il contenzioso legale.

Il collegio di liquidazione, presieduto da Giuseppe Poggiaroni, ha infatti ricevuto, all’atto di nomina, anche l’incarico di studiare il percorso migliore per archiviare la non felice esperienza con l’Agenzia di Formazione e ripartire con un nuovo soggetto giuridico che possa garantire lo svolgimento dell’attività formativa in modo efficiente ed efficace.

Nel corso dell’ultimo consiglio provinciale, l’assise ha preso atto delle proposte e delle richieste formulate dall’organo di liquidazione. L’ipotesi, che va approfondita e ben soppesata, è quella di erogare il servizio di formazione, per il futuro, tramite l’ente strumentale previsto dall’articolo 114 del testo unico degli enti locali, l’Istituzione appunto, che si presenta come quello più semplice e agile.

Nella fase di transizione, tra il vecchio soggetto e l’Istituzione, dovrebbe essere lo stesso collegio di liquidazione a farsi carico contemporaneamente, in tale delicato momento, di chiudere la precedente attività e di avviare la nuova, per poi la sciare ai nuovi organi che saranno individuati dalla Provincia la guida dell’Istituzione.

Il medesimo collegio, come detto, potrà costituire un tavolo tecnico professionale di esperti che lo affianchi nella complicata fase della liquidazione e soprattutto nel computo definitivo del debito accumulato dall’agenzia.

L’operazione, ad ogni modo, secondo quanto ha indicato il Consiglio provinciale dovrà avvenire garantendo tutti gli attuali posti di lavoro e ion accordo con le sigle sindacali.

 

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