De Angelis: «I 150 milioni per Vdc? Non sono per noi»

Il presidente Asi Francesco De Angelis risponde alle critiche del consigliere regionale Daniela Bianchi: i 150 milioni? Non erano per noi. La vendita? Seguita l'unica strada concessa dalla Regione.

Il presidente del consorzio Asi Francesco De Angelis non ci sta. Rispedisce al mittente le accuse fatte nel pomeriggio dal consigliere regionale Daniela Bianchi. Che gli aveva contestato d’avere messo in vendita l’ex stabilimento Videocon: “La Regione non diede Vdc ad Asi per vendere il sito e incassare 8 milioni. Doveva essere la prima “cellula” di un progetto di sviluppo dell’intera Valle del Sacco, in cui accogliere imprese e centri ricerca legati alla chimica verde, alle nuove tecnologie, anche sfruttando le risorse regionali del Piano sulla reindustrializzazione da 150 milioni di euro”. (leggi qui il precedente)

 

Perché Asi ha venduto? E perché non ha realizzato invece un centro di ricerca ed un incubatore di imprese green? Perché non ha sfruttato il bando da 150 milioni? «Perché i 150 milioni non ci sono e la vendita è esattamente quello che la Regione ci ha detto di fare»: Francesco De Angelis replica con una versione del tutto opposta a quella di Daniela Bianchi.

 

Gli unici soldi a disposizione dei Consorzi Industriali per favorire la reindustrializzazione «erano previsti in solo bando – sostiene il presidente Asi – noi abbiamo risposto ed abbiamo ottenuto il finanziamento, gli unici nel Lazio». Quel bando porta circa 400mila euro all’Asi: non tutti e subito ma spalmati su tre anni; possono essere usati per le spese vive: il pagamento delle bollette o della guardiania, ad esempio. Inoltre, una volta venduto il sito da reindustrializzare, i soldi vanno restituiti alla Regione Lazio.

 

E i 150 milioni ai quali fa riferimento Daniela Bianchi? «Esistono ma non sono accessibili ai Consorzi Industriali, ne potranno usufruire quelli che compreranno Vdc» dice ora De Angelis.

 

La consigliera regionale ha contestato la vendita ed il modo in cui è stata fatta. «La procedura di gara seguita è quella che ci ha indicato la Regione Lazio. E’ stata la Regione ad individuare la strada: l’unica percorribile, altrimenti ne avremmo potuto rispondere sia in sede penale che di fronte alla Corte dei Conti». Francesco De Angelis avrebbe voluto vendere di fronte all’offerta economica più vantaggiosa.   Ma non si può fare. «L’unica strada è la vendita ad asta pubblica, partendo dal prezzo stabilito in una perizia giurata»

Che nel caso di Vdc è stato fissato intorno agli otto milioni di euro.

 

 

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