Venti di guerra nel Pd

Cosa c'è dietro al tesseramento del Pd a Cassino. Come si leggono i numeri. E cosa accadrà al prossimo congresso. I rischi di arrivare ad una conta. Il ringhio di Salera. "Spalancherò le porte del Purgatorio”

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Il circolo del Pd di Cassino si riconosce nel nuovo corso avviato dal segretario nazionale Nicola Zingaretti. Ma non è affatto scontato che nella città martire si celebri un congresso unitario. Sotto la cenere cova ancora il fuoco acceso a marzo dello scorso anno dall’ex segretario Marino Fardelli che si dimise dalla carica al termine di una burrascosa riunione con il segretario regionale Bruno Astorre. (leggi qui Pd in crisi epilettica: dimissioni, anzi ritiro, anzi no. Astorre: Primarie e basta giochi).

Enzo Salera e Nicola Zingaretti

Marino Fardelli rassegnò le dimissioni e si ritirò a Caira. Spianando la strada alla candidatura del fratello Luca come consigliere nella lista dell’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone, avversario del candidato Dem Enzo Salera. Marino però evitò di partecipare ad iniziative pubbliche contro il Pd ed i suoi uomini. Ora ha rinnovato la tessera del Partito: lo ha fatto on line e su di lui non ci saranno veti. Anche Luca ed altri che non appoggiarono Salera hanno seguito la stessa strada: c’è già il niet del sindaco “a norma di Statuto perché si è candidato contro il Pd”.

Il fuoco di Sarah

Il fuoco di Marino Fardelli non è l’unico sotto la cenere Dem. C’è anche quello dell’ex consigliere comunale Sarah Grieco. Un anno fa anche lei ha tentato di fermare la corsa di Enzo Salera. Ma lo ha fatto a viso aperto: prima cercando un accordo con Petrarcone (rinunciando quando lui non ha voluto rispettare lo Statuto Pd e non si è sottoposto alle Primarie). E poi contrastandolo in prima persona proprio alle Primarie.

L’unico rimprovero che ora le muovono è che dopo la sconfitta alle Primarie ha deciso di non candidarsi: venendo meno agli impegni presi prima delle consultazioni.

Sarah Grieco

Per questo è rimasta fuori da tutti gli incarichi politici. Ora, forte anche del sostegno del presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, prova a ritagliarsi un ruolo politico all’interno del Pd. E sa che lo deve fare ora: in questo mese che porta al Congresso. Altrimenti rischia di restare fuori anche dal Partito, oltre che dal Comune.

Per questo ha già avviato le contromosse. Per contrastare Enzo Salera e Barbara Di Rollo che adesso vogliono mettere la ciliegina sulla torta del Partito, prendendone il controllo politico. Piazzando ai vertici dei Democrat i loro uomini di fiducia.

La conta delle tessere

Venerdì scorso, 7 febbraio, il commissario del circolo cittadino Romeo Fionda ha depositato le tessere in Federazione: gli iscritti al Partito Democratico che hanno fatto la tessera in sede entro il termine del 31 gennaio sono 163: sono loro ad aver diritto al voto nel congresso che verosimilmente si celebrerà nella prima decade di marzo. Eleggerà il nuovo segretario cittadino e i delegati per il congresso di Federazione che è già stato fissato al 5 aprile. (leggi qui Tesseramento Pd: ‘Effetto Zingaretti’ sulle tessere).

Ecco cosa c’è dietro i numeri di Cassino: circa una cinquantina sono rinnovi di tesserati storici e meno storici. Ma il dato interessante è un altro: quasi i due terzi degli iscritti sono persone nuove, tra loro anche molti giovani, che per la prima volta hanno deciso di iscriversi al Partito. E lo hanno fatto spontaneamente, non si è registrato il fenomeno di “pacchetti” di tessere.

Romeo Fionda e Simone Costanzo

Il nuovo corso avviato da Zingaretti sta quindi dando i suoi frutti anche sui territori: per dare un’idea l’anno scorso i tesserati erano 58, due anni fa 96. Un caso completamente a se stante quello del 2016 quando i tesserati sfondarono quota 1.200: il Pd si trovò ad avere, quell’anno, più iscritti che votanti. Tre anni fa s’è rischiato di non votare proprio a causa di un tesseramento gonfiato all’inverosimile: fino a diventare un caso nazionale. (leggi qui Pd, respinto il ricorso sul tesseramento boom a Cassino).

Ora tornano i numeri della “Ditta”, quelli storici della sinistra: i Ds in città hanno sempre avuto un numero di iscritti che oscillava tra i 150 e i 170. Quelle di quest’anno sono insomma tessere “vere” e nessuno di coloro che si sono candidati alle elezioni comunali di maggio contro il Pd hanno preso la tessera. Almeno in sezione.

Le tessere on line

Ma a quelle fatte in sede si vanno ad aggiungere quelle fatte online. Per ora sono cinque (ma potrebbero aggiungersene altre perchè i numeri dell’online non sono ancora definitivi) e tra queste ci sono quelle di: Marino Fardelli, Luca Fardelli e Jole Falese.

Difficile poter negare la tessera all’ex consigliere regionale Marino: ha fatto campagna elettorale per Petrarcone, vero, ma lo ha fatto in totale discrezione ed ufficialmente non era candidato. A differenza del fratello Luca e di Jole Falese. A loro due la tessera non potrà essere convalidata.

L’ex componente dell’Assemblea nazionale Pd Salvatore Fontana, l’ex dirigente di Circolo Armando Russo e l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone non hanno invece neanche fatto domanda per rinnovare la tessera: Russo ha aderito a Italia Viva di Matteo Renzi, i due consiglieri comunali probabilmente lo seguiranno a breve.  

I Giovani di Fantini

Luca Fantini

La platea dei votanti al congresso del Pd si allarga poi ai Giovani Democratici: il circolo è intercomunale e tutti coloro residenti a Cassino hanno diritto di voto dunque il numero totale dei votanti è stimato attorno ai 180, a meno che non ci sia un boom inaspettato di tessere online.

Con questi numeri dovranno confrontarsi i candidati. Così come accaduto a livello provinciale con la designazione di Luca Fantini anche a Cassino si potrebbe andare verso un congresso se non unitario quantomeno pacificato. Ma non è scontato. Né a Frosinone né a Cassino.

I numeri sono tutti dalla parte dell’amministrazione. E non è un mistero che Enzo Salera si fidi molto di Romeo Fionda. L’attuale commissario lo ha infatti sostenuto sin dal primo momento, ha la giusta esperienza ed è una garanzia per tutti. In caso di congresso unitario sarà lui il candidato segretario.

Fernando Cardarelli, anche lui citato tra i papabili, è un altro fedelissimo del sindaco: come ha già fatto più volte potrebbe andare a ricoprire la carica di presidente.

Sarah ed il pitbull

A quel punto la terza casella, quella del vice segretario, potrebbe andare a Sarah Grieco o a una persona a lei vicina: proprio per incarnare quello spirito unitario invocato da Nicola Zingaretti e che il segretario regionale Bruno Astorre prova a mettere in pratica sui territori. Tant’è che il sindaco Enzo Salera avrebbe spiegato ai vertici provinciali del Pd che è ora di smetterla di fare la guerra. “Enzo Salera è il sindaco più importante che ha il Pd a Sud di Roma: se decidete di spaccare tutto vi prendete le vostre responsabilità” avrebbe spiegato a chi di dovere con i suoi modi non proprio da lord inglese che lo contraddistinguono. Ci prova il suo staff ad addolcirlo: inutile, non riesce a governare il pitbull che è in lui

Sarah Grieco all’epoca delle Primarie

Enzo Salera sa che il ferro va battuto finchè è caldo e quindi è questo il momento per andare all’incasso. Barbara Di Rollo ha messo su la lista del Pd dopo che Sarah Grieco aveva rischiato di far naufragare tutto, figurarsi se ora vogliono lasciare spazio libero a chi li ha ostacolati durante la campagna elettorale. E forte anche del sostegno dei Giovano Democratici puntano ad andare all’incasso.

Impresa che appare facile, ma facile potrebbe non essere più. Perchè Sarah Grieco ha in serbo la mossa a sorpresa. “Insomma ragazzi, siamo seri: qui qualcosa non va. Ci accingiamo a fare un congresso unitario a livello provinciale proponendo un giovane per dare un segno di svecchiamento al Partito e a Cassino facciamo il processo di restaurazione della vecchia Ditta? Questa cosa è da pazzi. Nulla contro Romeo Fionda – si è sfogata con i suoi fedelissimi – ma se vogliamo seguire lo stesso ragionamento anche a Cassino dobbiamo puntare anche noi su un volto nuovo, su un giovane brillante che dia veramente il segno della svolta“. Altrimenti, è il non detto, se Enzo Salera e Barbara Di Rollo insistono su Romeo Fionda, toccherà andare allo scontro.

Un Pontone per dividere

Perché Sarah Grieco il nome da tirare fuori al momento opportuno già lo ha. Sa che è in minoranza quindi non può puntare sui giovani della sua associazione “La città che vorrei”, molti dei quali iscritti al Pd, perchè non avrebbe alcuna chances.

Quindi il ragionamento è il seguente: se proprio sei in minoranza, prova almeno a spaccare la maggioranza. E Sarah Grieco la mossa per spaccare la maggioranza ce l’ha: candidare un giovane che alle primarie ha sostenuto Enzo Salera – e in tal modo mette in difficoltà il sindaco -, che nel 2016 era nelle fila di Francesco Mosillo – quindi anche Di Rollo non avrebbe nulla da obiettare sul suo nome – e non da ultimo ha messo la sua candidatura a disposizione del Pd nelle elezioni dello scorso 26 maggio ma non riuscendo a centrare l’elezione: quindi ben visto da tutti all’interno del Partito.

Pierluigi Pontone e Enzo Salera

L’identikit corrisponde a quello di Pierluigi Pontone, classe 1988, che farebbe il paio con Luca Fantini. “Se vogliamo essere seri bisogna puntare su un giovane,  altrimenti voglio vedere come fanno a giustificare che vogliono Romeo Fionda e non un ragazzo che tra l’altro li ha sostenuti” va spiegando in questi giorni alla sua cerchia di fedelissimi Sarah Grieco.

Le porte del Purgatorio

La sua mossa – probabilmente studiata insieme al presidente del consiglio regionale Mauro Buschini – potrebbe mettere in seria difficoltà l’amministrazione comunale e far saltare tutti i piani e le trame che Di Rollo e Salera stanno tessendo in questi giorni. Perchè se da un lato è vero che hanno i numeri dalla loro parte, dall’altra dovrebbero giustificare ad Astorre e Buschini il perchè dello scontro.

Lo Statuto, il Codice Etico e la Carta dei Valori sono le fondamenta del nuovo corso zingarettiano del Partito. Devono essere loro a governare il dibattito ed i processi elettorali all’interno del circolo Pd di Cassino. Ma per pitbull Salera vale sempre lo stesso ragionamento. Lui è il sindaco più importante che il Pd ha nel Lazio Meridionale. Se i vertici provinciali e Sarah Grieco vogliono lo scontro è pronto a dimostragli ancora una volta chi vince. E nessuna pietà per chi perde. Per loro ci saranno solo le porte del purgatorio. Che è anche peggio dell’Inferno.

Francesco De Angelis

E in un mini vertice con il suo ristretto gruppo ha iniziato a ringhiare mettendo in guardia anche il commissario di circolo: “Intanto iniziamo a vedere se Sarah Grieco può avere la tessera, visto che non ha rispettato l’impegno di candidarsi alle elezioni dopo aver perso le primarie, cosa che ha invece fatto Luigi Maccaro. E poi parliamo dei suoi ipotetici candidati. A pagare il prezzo dell’esclusione non può essere alla fine solo Luca Fardelli, sono stati tanti quelli che, all’interno del Pd, hanno lavorato contro di me e quindi contro il Partito“.

Barbara Di Rollo, al suo fianco, ascoltava. E annuiva. Musica per le sue orecchie.

Il grande paciere

A mettere mano alla situazione potrebbe essere, in silenzio ed al buio, Francesco De Angelis. Il padre nobile di Pensare Democratico, la componente Dem maggioritaria in provincia, gode di molta considerazione nelle file di Enzo Salera. “Perché lui, a differenza di Buschini, è stato di parola: ha detto che si sarebbe tenuto fuori dalla scorsa campagna elettorale, non ci avrebbe ostacolato né agevolato. Abbiamo avuto riscontro concreto che è stato così”.

Mauro Buschini e Sarah Grieco fanno parte di Pensare Democratico. Francesco De Angelis potrebbe essere chiamato ad occuparsi con discrezione di Cassino. Per evitare un’escalation difficilmente governabile. Come sempre quando accadono cose nel Pd di Cassino.

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