Venti minuti maledetti da lasciarsi alle spalle

È stata la partita dei paradossi. Contro il Monza si è visto per 70' un Frosinone tra i più belli della stagione. Ma ci sono stati anche 20 minuti senza freschezza fisica e mentale.

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Manca già parecchio al Frosinone dopo 17 giornate di campionato, non fosse altro perché quel ‘parecchio’ in termini di punti li aveva meritati. Mancano ad esempio punti pesanti, da rovistare nei tanti pareggi (10). E nella sconfitta più cocente della 21 giornate della gestione-Grosso, la mamma di tutte le vittorie in tasca, quella di sabato scorso a Monza. (Leggi qui Frosinone, doppia beffa in venti minuti).

Finale rocambolesco, nemmeno una mano ferma e di parte sarebbe riuscita a disegnarlo così a favore del Monza dopo il raddoppio da cineteca di Zerbin. Se furono solo 20’ stregati o totalmente sbagliati dei giallazzurri, ai posteri come sempre l’ardua sentenza.

Per 70’ in campo si è visto un Frosinone bellissimo, forse solo leggermente al di sotto della prestazione di Benevento (0-4) e di quella con il Brescia in casa (2-2) al netto della disattenzione finale. Ma le partite – se prima potevano cambiare volto ma pur sempre nel limite definito dai 3 cambi – dopo la ripresa dei campionati, con le 5 sostituzioni che permettono alle squadre di ribaltare lo schieramento iniziale, diventano tante nella stessa.

E a recitare un ruolo importante sono sia la freschezza fisica che quella mentale. (Leggi qui Errori e blackout frenano il Frosinone).

ALLE SPALLE QUEI 20’

(Photo 228603163 © Ettoregriffoni | Dreamstime.com)

È necessario mettersi rapidamente tutto alle spalle come un incidente di percorso sul quale prestare la massima attenzione per il futuro. Perché, quanto di buono il Frosinone ha fatto vedere per 16 partite e nei 70’ della 17ma non può certamente essere inficiato da un finale di gara all’U-Power che ha rimesso sulla cresta dell’onda un Monza tutt’altro che irresistibile.

Il paragone con il passato anche recente (prima parte della stagione 2020-‘21 positiva, poi il tracollo lento e progressivo) mette sul chi va là ma porta a pensare che le differenze con la situazione odierna siano ben marcate: oggi c’è un gioco, che prima non c’era; c’è un organico abbastanza brillante che a gennaio dovrà trovare delle naturali rimodulazioni nella struttura generale; ci sono giocatori sulla rampa di lancio e comunque in larghissima parte funzionali al progetto tecnico di mister Grosso.

SPAL DA TRASFERTA

La sfida di Ferrara

La prossima in casa si chiama Spal. Una partita alla volta, come sempre. Senza fare i conti con il pareggio oggi e la vittoria domani. I ferraresi non stanno attraversando un momento positivo ma fuori casa hanno un cammino nettamente più positivo rispetto a quello interno. Nelle ultime 4 gare ne hanno vinte 3 e pareggiata 1.

I precedenti del Frosinone con le pericolanti in ogni caso obbligano ad allertare tutti i sensori del caso. Il rientro in difesa di Gatti dovrebbe ridare stabilità strutturale al reparto difensivo che è apparso in debito di centimetri quando il Monza ha iniziato a giocare sulle palle alte. Un campanello d’allarme già negli ultimi 20 secondi del primo tempo.

Tra le poche cose positive di una giornata da cancellare (ma della quale far tesoro…) compreso l’infortunio di Charpentier, ci sono nell’ordine: la prestazione di Ciano da ‘sottopunta’, il grimaldello che ha mandato in confusione metà campo del Monza; la prova di Zerbin in versione tuttocampista e goleador; c’è il ritorno in campo dal 1’ di Gori, da centrale di difesa; c’è un centrocampo che ha retto l’urto e dominato la scena per oltre un’ora; c’è Zampano che deve essere giudicato per lo stakanovismo e non certo per uno sfortunato rimpallo sul braccio.

LE ALTRE

Foto SeppH / Pixbay

Il Pisa vince la quarta partita nelle ultime 5, decide la sfida con il Lecce un eurogol di Sibilli, figlio d’arte, e resta in vetta alla classifica (35). Il padre del golden boy neroazzurro, Salvatore Sibilli è stato attaccante di razza, quasi 150 gol in serie C. Quando sangue non mente, si dice.

Risale sull’onda, sfrutta il passo falso del Lecce che non perdeva da Cremona ad inizio campionato e si insedia al secondo posto il Brescia che vince 2-0 sul campo della Spal che al momento si fa notare più per le iniziative lontano dal campo di gioco che per le prodezze degli uomini di Clotet, prossimi avversari del Frosinone al ‘Benito Stirpe’. In gol per le Rondinelle il baby Tramoni, scuola Cagliari che adesso Cellino vorrebbe riscattare e Bisoli.

Un’altra vittoria per il Benevento, 2-0 sul campo della Ternana: doppio Lapadula, un gol su rigore e sanniti al quarto posto, con i grifoni che viaggiano a 22 punti, a braccetto con la Reggina che sta per dare il benservito al tecnico Aglietti dopo lo 0-4 traumatico in casa con l’Alessandria. L’ex Corazza lascia il segno ma soprattutto è giornata da dimenticare per il portierino scuola Sassuolo, Turati, totalmente in bambola, come del resto tutti i compagni di squadra. Cinque sconfitte nelle ultime 5 gare confermano quanto la serie B sia infida. Da un allenatore all’addio, Alfredo Aglietti, ad un altro, Pasquale Marino che ha già salutato dopo la sconfitta 3-2 del Crotone a Cremona. Torna Modesto per una mission complicata.

BUON GIOCO MA POCHI PUNTI

Foto: CoxinhaFotos / Pixabay

Come quella del Vicenza di Brocchi che macina gioco ma perde ancora, in casa con il Como che a sua volta ritrova la vittoria grazie ad una staffilata di Vignali, l’ex spezzino che frustrò al 93’ le speranze del Frosinone di salire in serie A nella sfida di ritorno al ‘Picco’.

A pari punti con il Crotone (8) c’è il Pordenone che non cambia passo e fa 1-1 in casa con il Cosenza che a sua volta ha cambiato tecnico, passando da Zaffaroni ad Occhiuzzi. Zona retrocessione in blocco staccata di 12 punti dalla coppia ‘americana’ Parma-Spal che oggi sarebbero salve.

A proposito di Parma, Iachini spedisce in campo il neo arrivato Rispoli ma cambia poco: 1-1 in casa col Perugia che nella ripresa domina e sfiora il colpo ed entra in zona playoff. Da dove è invece uscito anche l’Ascoli a favore del Cittadella che, grazie ad una doppietta di Baldini, sale al settimo posto. Per una classifica che cambia sembianze e umori di settimana in settimana.

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