Venturi se ne va, il sindaco respinge le dimissioni

Dopo il caso sollevato da Alessioporcu.it l'assessore Venturi rassegna le dimissioni. Respinte da tutta la maggioranza. Ma ora tocca al sindaco Salera formalizzare l'atto. Ed a Renato De Sanctis chiarire la sua posizione con l'amministrazione. Intanto Evangelista si prepara a scendere dal Carroccio. Per abbracciare i Fratelli d'Italia. E Ruspandini...

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Anticipa tutti sul tempo: ancor prima di attendere come finirà la partita tra il “suo” sindaco Enzo Salera e il “suo” consigliere di riferimento Renato De Sanctis, l’assessore Emiliano Venturi rassegna le dimissioni.

Lo fa con una lettera in cui elogia l’operato della maggioranza per il lavoro svolto. E promette di restare sempre il primo tifoso dell’amministrazione comunale che da un anno guida la città di Cassino, anche se lui non ne dovesse più farne parte. Riconosce i meriti dei suoi colleghi e dei tanti consiglieri, oltre quelli del sindaco Salera, per questo ha ritenuto di condividere la lettera di commiato con tutti loro.

Lo ha fatto nel modo più facile e veloce possibile: ovvero inviando la lettera sulla chat dell’amministrazione comunale nella notte tra venerdì e sabato, poche ore dopo che Alessioporcu.it aveva rivelato dello scontro scoppiato in maggioranza sul “caso De Sanctis“. (leggi qui Esplode il caso De Sanctis e la sua lotta ad Acea. La maggioranza lo mette ad un bivio).

Dimissioni respinte

EMILIANO VENTURI – ASSESSORE ALLA MANUTENZIONE DEL COMUNE DI CASSINO

Ma la pratica è stata archiviata nel giro di poche ore. Tutti, all’unisono, in primis il sindaco Enzo Salera, hanno infatti rispedito al mittente le dimissioni.

Emiliano Venturi gode della piena fiducia di tutti, non è considerato un ospite, ma è anzi uno dei pilastri della giunta Salera. Glielo hanno scritto con chiarezza sulla chat e non solo.

Il bagno di fiducia giunto da consiglieri e assessori ha certamente rinvigorito Venturi. Ma oltre la piazza virtuale, c’è quella reale che conta davvero. E ora dovrà essere il sindaco Enzo Salera, al netto della fiducia social, a notificare ufficialmente all’assessore Venturi il respingimento delle sue dimissioni, rinnovandogli formalmente le deleghe e la fiducia.

Lo farà molto probabilmente già nella giornata odierna. Lo farà a prescindere da come finirà la vicenda con Renato De Sanctis. Il consigliere che, postando sui social l’articolo di Alessioporcu.it, ha lanciato sabato un altro guanto di sfida all’amministrazione: “Saranno i cittadini a giudicare chi verrà meno al rispetto del contratto“, il monito indirizzato a Salera.

Ma vale lo stesso discorso delle dimissioni di Venturi: non sarà la piazza virtuale a dirimere la questione: il consigliere De Sanctis dovrà dire chiaramente al sindaco e ai capigruppo di maggioranza se intende ancora valido l’accordo sottoscritto prima del ballottaggio, o se intende strapparlo.

Indietro non si torna

IL SINDACO ENZO SALERA CON RENATO DE SANCTIS

La maggioranza da parte sua nel vertice di giovedì scorso ha già stabilito che più di quello che è stato fatto non si può fare, per quel che riguarda la questione Acea. Dunque nessuna retromarcia: anche l’ipotesi di rivedere il contratto sembra non appare tecnicamente realistica alla maggioranza; rischia di essere solo fumo negli occhi dei cittadini.

Prendere o lasciare, per De Sanctis. Comunque vada Venturi resterà al suo posto: più forte, se De Sanctis siglerà la tregua, decisamente più debole, in caso di addio. E non è quindi escluso che Venturi possa attendere l’esito del vertice De Sanctis-Salera per valutare se le sue dimissioni siano o meno irrevocabili.

In ogni caso con il suo gesto Emiliano Venturi ha dimostrato di avere una concezione della politica molto alta e poco comune. Ha anteposto la correttezza dinanzi a tutto: non resta insomma aggrappato all’incarico e alla poltrona a qualsiasi costo.

Tutta la maggioranza ha fatto quadrato attorno all’assessore e appare quindi difficile, nel breve termine, una sua sostituzione in giunta. Ora tocca però a De Sanctis la mossa decisiva per rafforzare o indebolire politicamente la posizione dell’assessore: una decisione definitiva è attesa a breve.

Franco scende dal Carroccio?

FRANCO EVANGELISTA CON GABRIELE PICANO

Intanto qualcosa si muove anche sul fronte del centrodestra: dopo l’incontro tra Gabriele Picano e Franco Evangelista sembra accreditarsi sempre di più l’ipotesi secondo cui il capogruppo leghista possa scendere dal Carroccio per unirsi ai Fratelli d’Italia, costituendo il gruppo di FdI in Consiglio. (leggi qui Opposizione divisa, leader cercasi. Mario è fuori moda).

Un ulteriore indizio arriva dall’ultima mozione presentata dal consigliere Evangelista: chiede all’amministrazione comunale “di impegnarsi a collaborare con gli enti preposti affinchè il Governo italiano chieda alle istituzioni egiziane di favorire le indagine per trovare i colpevoli dell‘omicidio di Giulio Regeni” e di “inviare la mozione“, che verrà portata nel prossimo Consiglio comunale, “al Presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio dei ministri affinchè, sensibilizzati, possano assumere ogni iniziativa di competenza utile affinchè si pervenga alla verità“.

Una mozione che stride, e non poco, con quanto dichiarato dal leader della Lega Matteo Salvini che in veste di ministro dell’Interno così si espresse sul caso Regeni: “La richiesta di verità e giustizia per il giovane ricercatore è una questione della famiglia, per l’Italia sono più importanti i rapporti con l’Egitto“. Mentre la leader di FdI Giorgia Meloni negli stessi giorni dichiarava: “Dopo tre anni il popolo italiano reclama il diritto di sapere la verità e conoscere chi è responsabile del sequestro, della tortura e dell’omicidio di un nostro connazionale. Basta omertà: l’Italia pretende risposte immediate“.

Massimo Ruspandini © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Evangelista sembra decisamente più in sintonia con Meloni, che con Salvini. Certamente è più in sintonia con Gabriele Picano che con Michelina Bevilacqua la sua collega leghista in Consiglio Comunale.

Le trattative dunque sono in corso, ora c’è bisogno del sigillo dei vertici provinciali all’operazione. E, ovviamente, del senatore Massimo Ruspandini. Che con un colpo solo piazzerebbe un uomo di FdI nella massima assise civica della seconda città della provincia, scippandolo ai “cugini” leghisti.

Il rapporto Lega-FdI in Consiglio a Cassino passerebbe insomma dall’attuale due a zero, all’uno a uno. Libidine!

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright