Tutto il confronto minuto per minuto (e più di qualcuno ha strologato)

Il confronto tra i candidati sindaco di Veroli c'è stato. Preceduto da trattative che, al confronto, quelle di Camp David nel '78 furono una disputa da bocciofila. Acuti e bassi: ecco la cronaca

Monia Lauroni
Monia Lauroni

Scrivere per descrivere

Alla fine l’hanno fatto. Con il nume tutelare della par condicio a vegliare e dopo un parto più travagliato di quello con cui Alcmena diede i gemelli Eracle ed Ificle a quel vecchio satiro di Zeus. Il confronto a tre dei candidati a sindaco di Veroli che si è tenuto nell’Aula Magna del Comune era stato esso stesso parto complicato. Aveva presentato difficoltà a paragone delle quali gli accordi di Camp David del ’78 per declinare i passi della pace fra Egitto e Israele e le beghe sull’ordine degli interventi di Sadat, Begin e Carter parevano una disputa da bocciofila.

I candidati di M5S e del centrodestra, Fabrizio Cretaro e Marco Bussagli non si erano sentiti garantiti dalla prima bozza dell’evento in quanto ad imparzialità del moderatore; mentre l’uscente Simone Cretaro aveva glissato su ogni pelosità e si era detto disponibile da subito. Bando ai cavilli e facciamolo, era stato il sunto.

Salvo riservarsi una stoccatina finale sulla falsariga di “chi di par condicio ferisce…“. In un post pubblicato poche ore prima dell’ora X il sindaco uscente Simone Cretaro si è spolverato via dalla giacca con noncuranza la tigna dei suoi avversari. Invitando i cittadini a partecipare sebbene l’incontro fosse “organizzato da un editore locale che è manifestamente schierato a sostegno di un altro candidato e che, nei cinque anni passati attraverso la sua testata on line, ha avuto un costante atteggiamento critico e ostile nei confronti dell’amministrazione comunale“.

Lui, ad andare a tenzone, non ha problemi. E giù il carico: “Tali circostanze dovrebbero indurmi a non accettare l’invito. Invece ho accettato senza porre alcun tipo di condizione, perché sono fermamente convinto che il problema non è mai rappresentato dal contenuto delle domande o da chi le pone, come erroneamente hanno ritenuto gli altri due candidati in occasione del precedente incontro“.

Affondo di lama, rinfodero e vai col mercurocromo sulla bua, touché.

Alla fine dunque lo hanno fatto con regole capestro, sacrosante ma grevi, e un nuovo vigilante: Alessio Brocco, redattore politico di Ciociaria Oggi. AlessioPorcu.it si era reso disponibile alla bisogna, fresco di riabilitazione del Movimento 5 Stelle che ha ritirato la scomunica e si è presentato al secondo confronto tra i candidati di Cassino trasformando il veto sul direttore in un placet. Ma fra tintinnare di bicchieri e tentennare di Zicchieri della cosa non se n’è fatto nulla (la Lega ha annunciato un’interrogazione parlamentare sul direttore, leggi qui: Le amnesie della Lega sul caso Cassino. E l’ossessione di Zicchieri per il blog).

Aula piena, posti in piedi, luci basse, timer arcigno e candidati in spolvero sui grandi temi della politica verolana e sul loro grip da matita elettorale. E di quelli che domenica impugneranno le loro matite per dire chi governerà Veroli nei prossimi cinque anni ce n’erano davvero tanti.

Riscaldamento congiunto per i due Cretaro, che hanno parlucchiato un po’ fra di loro, con un Bussagli più defilato e in conciliabolo con i suoi e, alle 18.21 ora ernica, fuoco alle polveri. Un fuoco subito smorzato dal minuto di mesto silenzio per onorare l’avvocato Paolo De Simone.

Start da fulmicotone: Sanità, Cultura, Sport e Trasporti con un minuto a testa e sorteggio un filino cavilloso per i posti a sedere. Manco a farlo apposta, Marco Bussagli è finito fra i due Cretaro e chi crede nei segni ha strologato in silenzio.

Prima delle domande toccava snocciolare i programmi: Fabrizio Cretaro, sciolto e padrone assoluto di tempi e sintassi, ha lanciato le sue bordate: democrazia diretta, piano ambientale, turismo 2.0, valorizzazione delle periferie, rappresentanti di contrada e sportello Europa.

Simone Cretaro, esperto e con la flemma sorniona di chi deve snocciolare il già fatto e non disegnare il da farsi, ha calato poi i suoi, di assi: voce di spesa maggiore per il sociale, potenziamento centro diurno, assistenza ai disabili nelle scuole, riqualificazione del monumento ai Caduti e altre aree verdi, isole ecologiche, interventi a Prato di Campoli, turismo e poli museali. Ad un certo punto la batteria del microfono che impugnava ha cileccato, e chi crede nei segni ha strologato in silenzio.

Marco Bussagli ha alzato gli occhi dai suoi appunti e si è accorto che toccava a lui, poi, ripuntando lo sguardo sul brogliaccio, è partito: guardia medica, turismo religioso, assessorato ai finanziamenti europei, turismo stanziale, carenza idrica nei mesi estivi (nota dolentissima e atavica) e scuole professionali di recupero ed avviamento.

Fuori, cielo sempre più cupo e acqua come nella Genesi e chi crede nei segni ha strologato in silenzio.

Con compostezza si è passati poi alle domande sui grandi temi, che hanno risentito non solo delle “ricette” locali ma anche, velatamente, delle impostazioni legate alle dinamiche dei Partiti: spopolamento del centro storico e commercio, sanità e guardia medica, sport e turismo.

Alle 19.02 ora ernica, con il sindaco uscente che ha dato più volte l’impressione di “puntare” gli occhi dritti in quelli di un Marco Bussagli a tratti nevrile e con un Fabrizio Cretaro sfacciatamente a suo agio, si è passati all’ambiente, con gli argomenti clou della raccolta differenziata, le isole ecologiche e il compostaggio. Siparietto ridanciano fra moderatore e Cretaro F., chiamato in equivoco “Fabrizio Cristofari” (e chi crede nei segni ha strologato in silenzio) e giù in full immersion sul tema dei trasporti.

Tracimare da questi ultimi a sport e cultura (leggi casi Palacoccia e Palazzo Campanari) è stato un attimo, una volta presi abbrivio e ritmo giusto per la serata. Anche il pubblico si è scaldato e ad un certo punto ha sparato un “Bravo!” guareschiano a Bussagli che, alle 19.18 ora ernica, ha fatto passare gli animi dal caldo al bollente. Instant flash: sul tema Simone Cretaro replica a voce alta a Bussagli, che dribbla il sudore, passa da nevrile a olimpico e gli fa capire che non è sordo.

Il tema del tempo libero è arrivato a ossigenare il clima come l’aria alpestre di Prato di Campoli. Fra pascolo e turismo montano si è imboccata la dirittura d’arrivo con le domande dei sostenitori. Agli appelli finali ci si è giunti un po’ con rammarico, un bel po’ con sollievo.

Simone Cretaro ha giocato sapiente: saper conoscere il bilancio e non i social. Marco Bussagli ha fatto il concreto: conoscere le situazioni e le grandi realtà esterne. Fabrizio Cretaro ha fatto il Cinquestelle: palla ai cittadini che hanno il potere di cambiare le cose a Veroli e non ai politicanti. L’impressione è stata quella che da sempre si accompagna alle parti “parlate” dei cimenti d’urna: uno stallo messicano in cui tutti hanno ragione e tutti cileccano un po’, ma è la democrazia baby.

Alle 19.40 ora ernica tutti a sciamare fuori nell’aria tiepida di una primavera ancora grigia, e chi crede nei segni, quelli che il cielo manda e quelli che le matite lasceranno sulle schede domenica, ha strologato a voce alta: “Che ci sarà per cena?“. Dopo tutto Veroli è pur sempre Italia.