Verso l’inevitabile resa dei conti tra Tajani e Fazzone

Il coordinatore nazionale ha debuttato nel ruolo ottenendo un successo nella difficile partita della nomina dei sottosegretari. Ora metterà mano alla riorganizzazione del partito. In provincia di Frosinone il grande gelo con il senatore e coordinatore regionale va avanti da tempo. Cosa può succedere

Il primo colpo battuto da Antonio tajani come coordinatore nazionale del Partito è stato fortissimo. Questa la squadra dei sottosegretari di Forza Italia nel Governo Draghi: Deborah Bergamini ai rapporti con il Parlamento, Giuseppe Moles all’editoria, Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, Giorgio Mulè alla Difesa, Gilberto Pichetto Fratin viceministro allo Sviluppo Economico, Francesco Battistoni all’Agricoltura. (Leggi qui  (Leggi qui Il trionfo di Ilaria: al Governo con Durigon).

Peso e centralità

Antonio Tajani si è calato in un ruolo che nella sostanza svolge da anni. Lo ha fatto nel pieno raccordo con il presidente e fondatore Silvio Berlusconi, interfacciandosi con l’eterno Gianni Letta, ma guardando soprattutto ai gruppi parlamentari. E se la nomina del fedelissimo Francesco Battistoni è una sottolineatura che ne evidenzia il “peso” personale, Giuseppe Moles all’editoria e Francesco Paolo Sisto alla Giustizia danno la dimensione della centralità degli “azzurri” in questo Esecutivo.

Francesco Battistoni (Foto: Benvegnu Guaitoli / Imagoeconomica)

Adesso Antonio Tajani potrà dedicarsi al Partito, alla riorganizzazione e alla definizione di caselle fondamentali. Il Lazio, e in particolare la provincia di Frosinone, rientrano tra i punti che il neo coordinatore nazionale dovrà affrontare.

I rapporti con il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone non sono idilliaci “storicamente”. Negli ultimi mesi però il grande gelo è stato totale. Tajani aveva provato il “blitz” cercando di piazzare Alessandro Battilocchio come commissario provinciale di Forza Italia in Ciociaria. Si era perfino arrivati ad una definizione, poi però la controffensiva fazzoniana fece saltare tutto. (Leggi qui Fazzone lascia Frosinone? Forza Italia a Battilocchio).

Un equilibrio Tajani – Fazzone

Adesso la situazione è cambiata e, al di là delle competenze specifiche, Tajani ha un ruolo fondamentale, apicale.

In provincia di Frosinone la situazione è la seguente. Da una parte ci sono il coordinatore regionale Claudio Fazzone, con tutti i suoi fedelissimi. A cominciare dai sub commissari Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli. Dall’altra ci sono i consiglieri provinciali Gianluca Quadrini e Gioacchino Ferdinandi, schierati con Tajani. E’ ancora fresca la “ferita” dell’uscita dal partito di Anselmo Rotondo, sindaco di Pontecorvo approdato nella Lega.

L’attuale fase della pandemia non consente la celebrazione del congresso in presenza, come chiesto da Quadrini a ripetizione. Dunque, o l’assemblea si celebra in videoconferenza oppure bisognerà rimandare ancora.

Claudio Fazzone, Gianluca Quadrini, Alessandro Battilocchio

Difficile però che Antonio Tajani non ponga a Claudio Fazzone perlomeno il tema della guida politica in provincia di Frosinone. Finalizzata a raggiungere una pacificazione tra le due aree. Potrebbe tornare attuale la nomina di Alessandro Battilocchio. Tra lui ed il senatore Fazzone c’è sintonia piena: l’altro giorno hanno firmato insieme la nota con cui hanno commentato la caduta politica dell’amministrazione comunale di Frascati. E insieme, Fazzone e Battilocchio hanno gettato le basi per le prossime elezioni mandando segnali chiari alle altre forze.

Quello che occorre a Frosinone in questa fase è un punto di mediazione. Che potrebbe essere rappresentato da una figura estranea agli scontri in atto ma non certo terza per appartenenza. Ad esempio Beppe Incocciati, fedelissimo di Tajani, con un ruolo diplomatico per la ricomposizione dell’unità.

Resta da vedere quale sarebbe la risposta di Claudio Fazzone: trovare un’intesa o andare allo scontro? Il senatore di Fondi ha la forza politica per un braccio di ferro con Tajani, ma inevitabilmente il Partito ne uscirebbe diviso.

Però è questione di tempo. La resa dei conti si avvicina.

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