Via alla cancellazione del passato nel M5s

Il M5S vara la sua 'damnatio memoriae'. E rinnega i risultati raggiunti da Roberta Lombardi e Valentina Corrado. Cancella i cinque anni di governo con Zingaretti. Attaccando i suoi stessi totem. Ad impugnare la clava è Virginia Raggi. La coordinatrice regionale Corrado si dimette.

Come se non avessero governato cinque anni il Lazio insieme a Nicola Zingaretti. Come se non avessero scritto insieme buona parte delle leggi regionali varate dal 2018 in poi. A partire da quella che ha bloccato la costruzione di nuovi termovalorizzatori, quella che ha riformato il diritto allo studio, istituito parchi. Il Movimento 5 Stelle avvia la demolizione del suo passato.

Lo fa cancellando le tracce delle sue stesse decisioni, rinnegando i provvedimenti che avevano approvato altri leader del MoVimento: quelli che si erano formati nei primi semiclandestini MeetUp ed avevano preso coraggio con i Vaffa Day. Quelli che nessuno aveva sentito arrivare per davvero.

Via tutto. Come se fossero statue di Saddam in piazza Firdos a Baghdad, come fasci littori scalpellati via dai palazzi del potere. Ma qui non c’è un Saddam da rinnegare non c’è un 8 settembre. Eppure nel giro di poche ore il M5S in Regione Lazio scatena tutta la sua furia iconoclasta: rinnega le scelte concordate da Roberta Lombardi e induce la coordinatrice Valentina Corrado a guadagnare l’uscita. Entrambe erano state assessori nella giunta di Nicola Zingaretti.

La negazione del piano

Nicola Zingaretti con Roberta Lombardi e Valentina Corrado (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Non è un caso che ad impugnare l’ascia sia stata Virginia Raggi, l’ex sindaca di Roma che Roberta Lombardi comprese subito avesse più limiti che pregi e la fece circondare da un direttorio. Non lo ha mai dimenticato. E ora che l’ex assessore regionale alla Transizione Ecologica è a casa, la (ex) sindaca avvia la distruzione delle cose che ha realizzato.

Lo fa annunciando “Bene l’abolizione degli Egato, gli Enti per la gestione integrata dei rifiuti urbani, che la precedente Giunta regionale del Lazio aveva fortemente voluto per creare il solito poltronificio”. Peccato che di quella giunta facessero parte due assessori a 5 Stelle: peccato che un ruolo centrale nella definizione del Piano regionale dei rifiuti lo abbia avuto proprio il MoVimento.

Non basta. Come i Romani quando cassavano i nomi dalle lapidi ai condannati alla Damnatio memoriae, come nella più contemporanea Cancel Culture: Virginia Raggi rinnega il Movimento 5 Stelle che ha governato il Lazio. E dice “La gestione ottimale dei rifiuti è un tema centrale e gli investimenti devono riguardare sistemi di raccolta e smaltimento innovativi ed a basso impatto ambientale, per la chiusura del ciclo, e non devono servire a pagare gli stipendi dei soliti noti“. Tanto per essere chiari: lo dice il sindaco che non ha risolto il problema dei rifiuti a Roma ma ha lasciato Frosinone senza una discarica provinciale. Roccasecca sarebbe durata due anni in più se non ci fossero state le immondizie della capitale. San Vittore del Lazio ha lavorato a pieno regime con i rifiuti romani.

Le dimissioni di Valentina

Virginia Raggi (Foto: Andrea Giannetti / Imagoeconomica)

È un chiaro segnale di quello che sta accadendo nel Movimento 5 Stelle. E che Elly Schlein non ha ancora minimamente capito. Lo ha capito bene invece Valentina Corrado, assessore al Turismo nello Zingaretti II e Coordinatore regionale del M5S. Legge la nota, capisce che tutto è finito e su Facebook scrive: “Ho comunicato al presidente Giuseppe Conte le mie irrevocabili dimissioni da coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle”.

Il suo è un post denso di amarezza, intriso di delusione. “Più di dodici anni fa scelsi di mettermi a disposizione di una comunità, sconosciuta ai più, che io stessa ho contribuito a far crescere. Ho dato sempre il massimo in termini di impegno fisico, economico, politico. A qualsiasi livello, nonostante una malattia cronica e degenerativa che mi accompagna dall’età di 11 anni che non mi ha reso, e tutt’ora non mi rende, la quotidianità facile. Nei miei ruoli istituzionali ho lavorato notte e giorno, prodotto atti e ottenuto risultati alcuni dei quali, con immensa soddisfazione, rimarranno per sempre alla collettività”.

Forse il vero problema sono stati proprio quegli atti. Perché Giuseppe Conte dovrebbe spiegare come mai ha scelto una strategia che ha avuto il solo risultato di consegnare il Lazio alle destre. Perché ha scelto di smontare un Campo Largo che numeri alla mano, fino all’ultimo giorno, il senatore Bruno Astorre ostinatamente ha cercato di far capire che era in partita. Ha smontato quel campo illudendo gli elettori che ci fosse una leader presa dalla Tv e poi sparita senza nemmeno fare un solo giorno d’Aula in Regione.

Volto pagina

Valentina Corrado con Mauro Buschini

Scrive Valentina CorradoConsapevole del valore del tempo, scelgo di voltare pagina e di lasciare andare ciò che non posso contribuire a migliorare. Non voglio vivere una vita inquinata da negatività, da ipocrisie e dagli effetti delle frustrazioni altrui; non voglio assistere impotente all’affermazione della mediocrità, dell’incapacità e di quelle ingiustizie che dagli scranni istituzionali ho combattuto”.

È in atto la demolizione degli idoli e la negazione del passato. Il progetto è chiaro. Qualcuno lo spieghi ad Elly Schlein.

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