Il viadotto chiuso, l’incognita Scalo e il Frosinone che deve vincere (di L. D’Arpino)

Il viadotto chiuso: è la terza volta che accade a Frosinone. Nessuno azzarda date per la riapertura. La città è divisa tra zona alta e bassa. ma anche tra centro e periferia: nonostante la promessa di restituire i 18 milioni che il governo ha tolto: prima bisogna vederli.

Luciano D’Arpino

per IL MESSAGGERO

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I frusinati sono di nuovo orfani del viadotto Biondi. L’importante strada di collegamento tra la parte bassa e quella alta del capoluogo è stata di nuovo chiusa al traffico. È la terza volta che capita nel giro di 29 anni. La prima fu il 26 maggio del 1989 quando franò il versante collinare sottostante piazzale Vittorio Veneto. La seconda il 15 marzo del 2013 dopo l’ultimo grande smottamento. La terza chiusura, speriamo l’ultima, c’è stata mercoledì scorso per smontare il ponte Bailey e permettere così alla Regione di ultimare la bonifica della frana e la ricostruzione della parte di viadotto crollata.

Nessuno si sbilancia sulla data di riapertura anche se al Comune è stato assicurato che avverrà entro il 31 gennaio prossimo. In pochi ci credono, anche se lo sperano. Intanto i primi effetti negativi sul traffico sono iniziati a farsi sentire e, sicuramente, la situazione peggiorerà nel periodo natalizio.

Frosinone è tornata così a sentirsi e a rappresentarsi come una città divisa in due: tra parte alta e parte bassa, ma anche tra periferia e centro.

Non ha scaldato più di tanto, infatti, l’annuncio fatto dal presidente dell’Anci (l’associazione nazionale dei Comuni italiani) di aver convinto il Governo a stanziare di nuovo i milioni di euro che erano stati cancellati per riqualificare le periferie. Per Frosinone ne sarebbero stati recuperati 18. Ma, prima di cantare vittoria, il sindaco Ottaviani vuole vedere il nuovo stanziamento nero su bianco, anche perché sugli interventi strutturali nel quartiere Scalo ha puntato buona parte del suo secondo mandato di Governo.

Non poterli effettuare, infatti, sarebbe uno smacco grandissimo avendo già affidato anche i primi incarichi per i progetti.

Divisi, infine, sono i tifosi del Frosinone che oggi sperano di vedere allo stadio Stirpe la prima vittoria dei giallazzurri in questo secondo campionato di Serie A.

Sono divisi tra chi sostiene a spada tratta la società e il tecnico Longo, nonostante le 7 sconfitte su 8 partite di campionato e chi, al contrario, pensa che ci sia bisogno di azzerare tutto per poter ancora sperare nella salvezza.

Ha provato lunedì scorso il presidente Stirpe a dare una scossa all’ambiente affermando che sul Frosinone continuerà a metterci: «Anima, cuore e portafogli fino a quando sentirò attorno alla squadra il giusto clima, altrimenti sarò il primo ad andare via».

Infine ha fatto un invito a tutti: «Non facciamoci del male da soli». Staremo a vedere.

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Crediti: Foto: copyright Giornalisti Indipendenti