L’indispensabile necessità di una visione di sistema

L'Accordo di Programma e l'imminente cessione della ex Videocon vanno inseriti all'interno di una strategia. Senza la quale c'è il rischio di interventi spot: isolati, senza la capacità di portare sviluppo in maniera continua

Seduta in seconda fila, all’ingresso della sala, l’avvocato Sarah Grieco assiste alla conferenza con cui viene presentato nella Camera di Commercio a Frosinone l’Accordo di Programma capace di rivoluzionare il territorio. (leggi qui Di Maio e Zingaretti firmano l’accordo: via all’Area di Crisi Complessa). Assiste all’annuncio dell’imminente assegnazione di Videcon, programmata per le prossime ore (leggi qui È fatta: Videocon viene assegnata giovedì e tornerà a produrre).

L’avvocato e consigliere comunale d’opposizione a Cassino è nella ristretta rosa dei papabili Segretario Provinciale Pd di Frosinone. Nel cerchio l’hanno portata le sue idee e le sue visioni non scontate; rischia di tenerla fuori invece la sua inattitudine all’intrigo sottobanco: necessità fondamentale in politico.

 

È lei, terminata la Conferenza, ad individuare subito il rischio: sia quello nell’operazione da 50 milioni siglata al ministero, sia quello nella vendita della Vdc.

«Serve una visione d’insieme, una strategia in grado di legare tutto questo. Altrimenti resteranno interventi isolati e non porteranno effetti a lungo».

È come una doccia di realismo gelato nel pieno del piacevole tiepido della vittoria. Cosa intende dire l’avvocato Sarah Grieco?

Un esempio aiuta a capire: «A Copenhagen hanno realizzato piste ciclabili, intorno alle quali hanno costruito un nuovo modello di città. Se fai solo le piste e non le rendi utili a nessuno, non verranno utilizzate».

È lei ad avere scomodato i suoi amici professori nelle università di mezza Italia per capire in che modo rendere moderna Cassino. Tutti le hanno risposto che «è il bisogno a creare la necessità, l’infrastruttura porta la risposta: se è efficace viene utilizzata subito da tutti senza bisogno di alcuna educazione ai consumatori».

L’Accordo di Programma, i 10 milioni del bando che sta per definire Invitalia (l’agenzia per l’attrazione degli investimenti), i 50 milioni che saprà mobilitare attraverso i privati, la cessione di Vdc ed il suo ritorno alla produzione, possono ridisegnare il futuro industriale nella parte nord della provincia di Frosinone solo se ci sarà un disegno di insieme.

E non se resteranno interventi scollegati, senza una regia capace di mettere a sistema l’intero sviluppo.

Un concetto che viene approfondito in mattinata da Corrado Trento su Ciociaria Oggi. Nel suo commento analizza che

È un punto di partenza. Guai a considerarlo di arrivo. Perché adesso l’intera classe dirigente di questa provincia deve rendere “attrattivo” il territorio, con progetti in grado di intercettare le risorse e creare occupazione vera. Altrimenti, quella di ieri sull’Accordo di programma resterà l’ennesima pagina del libro dei sogni (e delle incompiute) della Ciociaria.

Serve una visione di sistema, che tenga tutto insieme: le proposte industriali con l’ambiente, la riqualificazione del sistema infrastrutturale con l’economia circolare, la ricerca con l’innovazione.

Una sfida ambiziosa, che però il territorio stavolta non può perdere. È l’ultimo treno. Sul serio. Non ci sarà l’avverbio… eventualmente.

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