Videocon, troppi misteri dietro alla nuvola nera

Troppi misteri. Restano tutti annidati come fantasmi tra le macerie dello stabilimento Videocon. Soprattutto ora che si è diradato il fumo nero e denso, sprigionato ieri dall’incendio che ha devastato l’area industriale. (leggi qui il precedente)

Non è stato un corto circuito. Con (quasi) certezza è stato un incendio appiccato. Da chi e per quale motivo, stanno cercando di capirlo i carabinieri. Che tra le macerie bagnate stanno tentando di dare un corpo a quei fantasmi. Sono troppe le cose che non quadrano.

Il primo mistero. La corrente elettrica in quell’impianto è staccata da anni. Come è possibile immaginare che ad innescare l’incendio sia stato un corto circuito? E anche se ci fosse stata energia elettrica: da dieci anni, ogni genere di banda ha saccheggiato i cavi in rame dell’impianto elettrico. Che – nei fatti – non esiste più.

Il secondo mistero. Cosa è bruciato. In teoria cartoni e polistirolo, alimentati dall’altezza dei capannoni che ha garantito un’ampia ossigenazione al fuoco. Ma cartone e polistirolo non generano fumo nero e denso come quello che si è generato sabato mattina. Allora cosa c’era nell’area andata a fuoco?

Il terzo mistero. O la sfortuna ha una mira infallibile (se è stato un incidente) oppure (se non è stato un incidente) chi ha agito sapeva cosa fare. Le fiamme hanno distrutto la Clean room. E’ l’area sterile nella quale fare le produzioni elettroniche di altissima precisione, dove non può entrare nemmeno un granello di polvere. La Clean room era l’unico gioiello rimasto nella ex Videocolor: il vero potenziale capace di attirare acquirenti dal settore industriale. Una camera sterile è molto costosa per progettazione, realizzazione, manutenzione. Averla, fa alzare il prezzo dello stabilimento ed individua acquirenti da un settore industriale ben particolare. Non averla più manda all’aria un tipo di piano di rilancio. Impone di scriverne uno nuovo e completamente diverso. Senza Clean Room niente acquirenti del ramo elettronico o Chimico Farmaceutico.

E allora: chi aveva interesse ad evitare che Vdc avesse un nuovo futuro industriale?

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