Villa all’angolo, studia da ‘dimissionaria’

Lunedì il nuovo step nella crisi che ha lasciato Formia senza una maggioranza: Forte formalizza le dimissioni. La sindaca tenta di ricomporre i cocci. Ma rischia di finire ostaggio. Il fallimento del civismo

Prendere tempo potrebbe servire a poco. In questo momento la responsabilità deve essere accompagnata da una buona dose di coraggio. Coraggio che, a volte e non spesso, aiuta gli audaci. Il sindaco di Formia Paola Villa era incredibilmente serena durante vertice di maggioranza che ha dovuto convocare venerdì sera. Quello nel quale fare il punto dopo l’ondata di defezioni che l’hanno lasciata senza una maggioranza. Appesa all’appoggio esterno concesso dai fuoriusciti. Per ora. (Leggi qui Ripartiamo… senza sindaco: la civica molla Paola Villa).

Come Alessioporcu.it aveva anticipato, i dissidenti non hanno partecipato al vertice. Non c’erano gli uomini della Civica Ripartiamo con Voi. L’altro giorno hanno salutato gli assessori Pasqualino Forte (Lavori Pubblici, rimasto solo per l’espletamento di alcuni impegni ancora aperti) e Alessandra Lardo (allo Sport, già dimessa). Si sono dichiarati indipendenti Ida Brongo, Lino Martellucci e Dario Colella di Ripartiamo con voi ed il capogruppo di Formia Vinci Antonio Capraro.

I quattro “aventiniani”, come il primo indipendente della maggioranza, l’ex Pd Giovanni Costa, venerdì sera hanno preferito restare lontani dal palazzo municipale dove si tenerva il vertice di maggioranza. Tuttavia qualcosa hanno detto sia il primo cittadino che alcuni dei consiglieri che le sono rimasti fedeli.

L’incontro con il dubbioso Colella

Il sindaco di Formia, Paola Villa

Il sindaco Villa ha chiesto di attendere lunedì per incontrare il capogruppo di Ripartiamo con Voi, Dario Colella.

Figlio d’arte, papà Giulio è stato sindaco nei primi anni ’80. Il medico chirurgo avrebbe espresso alcune perplessità. A detta di Paola Villa le avrebbe espresse sulla decisione della sua componente civica di lasciare la maggioranza. O, meglio, avrebbe dichiarato di non sapere nulla del contenuto del documento che il suo coordinatore politico Joseph Romano aveva protocollato al Comune.

La professoressa Villa non pensa di avere la capacità di convincere Colella per restare al suo posto. Però intende incontrarlo. Questo per capire, cosa significhi “appoggio esterno”. È un dubbio che tormenta il sindaco: il rischio è quello di finire ostaggio di Ripartiamo con Voi. Che di volta in volta potrebbe decidere cosa approvare e su cosa far mancare i numeri.

In questo modo il vero ago della bilancia sarebbe proprio il gruppo civico.

Nessun appoggio azzurro

Cosmo Mitrano con Claudio Fazzone e Pino Simeone

Nessun appoggio esterno arriverà dai banchi delle minoranze. Non dal capogruppo di Formia con te Gianfranco Conte.

Nemmeno dal gruppo consiliare di Forza Italia: lo ha escluso il sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano che dialoga con il senatore Claudio Fazzone Coordinatore del Partito nel Lazio.

La soluzione? Dimissioni pilotate

Ad ogni modo i dubbi del sindaco Villa sono diventati più profondi. Questo quando nel corso del vertice di maggioranza alcuni consiglieri che “guardano a destra” le avrebbero proposto dell’altro. Di valutare cioè l’ipotesi di rassegnare le dimissioni non irrevocabili dall’incarico.

Questo con l’obiettivo di imporre una scadenza alla crisi: nei 20 giorni successivi alle dimissioni Paola Villa ha la possibilità di ritirarle. Se in quelle tre settimane non viene a capo della situazione può staccare la spina in maniera definitiva.

Insomma le dimissioni avrebbero lo scopo di mettere tutti di fronte alle loro responsabilità. Altrimenti, tutti a casa.

Quelle tre settimane si sono rivelate salvifiche per l’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo nel suo quarto ed ultimo mandato.

In quei 20 giorni ci sarebbe lo spazio politico per un reset, un azzeramento, la ricostituzione dell’intera Giunta. E essa anche delle Commissioni consiliari, comprese le rispettive presidenze. Quest’ultimo step, a prescindere, dovrà essere ridefinito sulla scorta delle dichiarazioni di indipendenza del consigliere Capraro. Dimissioni già protocollate il 27 agosto. In più, di quelle che dovranno essere formalizzate dai vari Brongo, Martellucci e Colella.

Un segnale… Forte atteso lunedì

Pasqualino Forte

Un ulteriore step della crisi ci sarà lunedì quando rassegnerà le dimissioni anche l’assessore ai Lavori Pubblici Lino Forte .

Per senso di responsabilità aveva partecipato ad una giunta poco prima del vertice di maggioranza di venerdì sera. Ha portato a termine il suo lavoro votando la richiesta alla Regione Lazio dei contributi per manifestazioni natalizie in programma dal 15 novembre 2020 al 10 gennaio 2021. In più ha approvato il progetto collegato denominato “Vitruvio e Raffaello”.

Rocco e Cardillo severissimi

Intanto per le minoranze Lega e Fratelli d’Italia la situazione che si è venuta a delineare è simile all’affondamento del Titanic. “Ma l’orchestrina continua a suonare senza sosta”. Il riferimento è andato ad una precisa strategia comunicativa del sindaco. Che venerdì ha annunciato l’inaugurazione per lunedì mattina del nuovo asilo nido nel quartiere di San Pietro. Con essa il tombinamento di un fossato nella frazione di Penitro.

Una forma di distrazione di massa” dicono ora le opposizioni. “Sono due interventi importanti. Ma – ha osservato il capogruppo della Lega Antonio Di Rocco – il primo è stato finanziato nel 2011 dalla Giunta Regionale. Lo fu su richiesta dell’allora assessore Udc ai servizi Aldo Forte. Finanziato tra gli strilli della presidente Renata Polverini solo perché si era vista arrivare da Formia un’alta proposta di contributo. Il secondo è dell’ultima Giunta Bartolomeo e solo ora diventa cantierabile».

Pasquale Cardillo Cupo Foto © Giornalisti Indipendenti

Il capogruppo e consigliere provinciale di FdI Pasquale Cardillo è ancor più severo. Lo è stigmatizzando il fallimento delle civiche in provincia di Latina. Fallimento che, iniziato ad Aprilia è terminato a Formia passando per il comune di Latina.

Per Cardillo Cupo quel fallimento del civismo ha una causa. «E’ determinato dalla mancanza programmatica. E dall’aver assorbito il più becero correntismo dei Partiti. La proposta di cambiamento si è trasformata in immobilismo, incapacità e danno. Quindi dando conferma di quello che in modo chiaroveggente afferma il principe Tancredi ne ‘Il Gattopardo’. Cioè ‘cambiare tutto per non cambiare nulla’».

«Su Formia mi chiedo da tempo: dove sono le politiche di sviluppo edilizio? Dov’è una programmazione per le politiche turistiche e culturali? Dove sono i punti di un manifesto chiaro per tutti riguardo all’emergenza sanitaria? Come si vuole affrontare la criticità della scuola nel periodo Covid-19.

I partiti tornano tra la gente

Claudio Marciano, consigliere comunale Pd di Formia

Questo terremoto che ha investito l’amministrazione comunale un effetto, positivo, l’ha creato. Quello per cui i partiti a Formia sono tornati ad incontrare i cittadini. Venerdì, mentre era in corso il vertice di maggioranza nell’iperblindato palazzo municipale, il ristorante “I due monelli” si è rivelato troppo piccolo. Per cosa? Per accogliere il popolo della Lega.

La nuova sede del Pd in via Divisione Julia ospitava una numerosa assemblea organizzata dal capogruppo Claudio Marciano. «Il più grande motivo di soddisfazione? Vedere cittadini che votavano noi e nel 2018 l’hanno fatto per la Villa. Ora abbiamo un lasso di tempo abbastanza ampio. Lo abbiamo per consentire la costruzione di una piattaforma politica alternativa alle destre. Abbiamo il compito, come coalizione progressista, di metterci a disposizione delle energie sociali e politiche cittadine. Coerenti con le nostre idee e le nostre pratiche. Di errori ne abbiamo fatti molti, ma siamo anche un bacino notevole di competenze, esperienze. E di buoni risultati raggiunti. Vinceremo, perderemo? Si vedrà. L’importante è avere la testa e provarci».

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