Vinciguerra pronto alle dimissioni: per aiutare il sindaco

Si lavora all'ipotesi di dimissioni del dottor Vinciguerra. per spianare la strada ad un consigliere più 'favorevole' all'amministrazione. Le variabili. E gli interrogativi

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Il dottor Augusto Vinciguerra è pronto a dimettersi da consigliere comunale di Sora . Si sta lavorando per fare in modo che ad entrare al suo posto non sia il primo dei non eletti Francesco Conte, bensì il secondo, Lorenzo Mascolo. Che sarebbe già pronto a sostenere la risicata maggioranza del sindaco Roberto De Donatis.

Augusto Vinciguerra

Raccontata così non rende. Supponete di essere stati determinanti con i vostri voti per l’elezione di un sindaco, ad un certo punto della sua azione non vi riconoscete più in lui e passate in opposizione. Ma se ad un certo punto della storia quel sindaco è in bilico che si deve fare, dal momento che lo avete fatto eleggere ed avete il dovere morale di sostenerlo, non vi riconoscete in lui ed avete il dovere morale di non sostenerlo?

Ecco, la storia è questa. I numeri dicono che il dottor Augusto Vinciguerra fu determinante con i suoi voti per l’elezione a sindaco di Roberto De Donatis. Poi però lasciò la maggioranza: nessuno dell’amministrazione comunale di Sora gli diede il proprio voto quando il chirurgo si candidò alle provinciali. Ora che L’amministrazione De Donatis rischia di saltare? Augusto Vinciguerra ha deciso di essere coerente fino in fondo. (leggi qui Effetto Provinciali/ Le conseguenze su Sora).

La tela di Roberto

Da settimane gli “alleati” dell’Amministrazione comunale stanno lavorando a testa bassa, ciascuno per la propria strada, per tessere la trama di quelle che saranno le coalizioni per le prossime elezioni a Sora. Tutte le trame degli alleati hanno un comune denominatore: non prevedono la candidatura bis del sindaco uscente. Insomma: no alla riedizione di quel patto civico che quattro anni fa portò ad ammainare le bandiere dei Partiti ed eleggere Roberto De Donatis. Fratelli d’Italia si sta sganciano e sta tessendo la sua tela intorno al nome del dottor Marco Mollicone. Dal centrodestra la Lega vuole l’unità ma sta costruendo la sua trama intorno al nome di Luca Di Stefano.

Roberto De Donatis

Il primo cittadino? Non sembra affatto interessato alle elezioni. Ma pensa a rafforzare la sua maggioranza, retta ufficialmente da appena un voto in più. In realtà però è tecnicamente sostenuta anche dalla consigliera comunale di minoranza Maria Paola D’Orazio, del Pd. 

Roberto De Donatis sta da tempo lavorando per agevolare l’uscita dal Consiglio comunale del dottor Augusto Vinciguerra e fare in modo che venga sostituito in Assise da uno dei non eletti che sia vicino all’attuale coalizione di Governo.

Il riassetto

Del resto Augusto Vinciguerra sedeva già fra i banchi della maggioranza e aveva addirittura un assessore, quello alla Cultura, nella persona del dottor Sandro Gemmiti. Che starebbe ora per lasciare il posto a Natalino Coletta, capogruppo di Patto Democratico.

Appare sempre più probabile che Gemmiti rimanga: non come assessore ma come consulente nello staff del sindaco di Sora. La vicenda di Gemmiti è ormai nota: l’assessore alla Cultura è rimasto “orfano” in Consiglio comunale proprio per via del passaggio all’opposizione deciso dal dottor Augusto Vinciguerra. (leggi qui Nove a otto: la maledizione colpisce ancora il Consiglio).

Floriana de De Donatis con l’assessore Gemmiti ed il sindaco

Ne è seguita una querelle che va avanti almeno da giugno, quando si è cominciato a parlare di rimpasto. Inizialmente Gemmiti sembrava essere stato “adottato” da Floriana De Donatis (Sora che verrà). La quale, invece, ha rivendicato un proprio assessore visto che, pur rappresentando una delle liste che ha preso più voti alle consultazioni del 2016, tutt’ora non ha alcun rappresentante in Giunta. (Leggi qui A.A.A. Cercasi lista che adotti assessore politicamente orfano).

Nel frattempo è spuntata anche la necessità di un assessorato per Natalino Coletta, del gruppo “Patto Democratico” che tuttavia un rappresentante in Giunta lo esprime già: si tratta dell’assessore al Bilancio Maria Gabriella Paolacci.

Nelle scorse settimane si era parlato di un escamotage per non perdere la professionalità dell’assessore Gemmiti, che starebbe molto a cuore al sindaco De Donatis, forse quasi quanto quella dell’assessore Paolacci. Ed ecco dunque trovata la soluzione: Gemmiti nello staff, Coletta in Giunta; lascia il suo posto in Consiglio comunale al primo dei non eletti e cioè Maria Gabriella Paolacci che però non fa nemmeno in tempo a sedersi in Aula perché viene richiamata in Giunta ma questa volta in quota Floriana de Donatis: in pratica per lei una porta girevole. In Consiglio al suo posto entra il secondo dei non eletti, Bruno Caldaroni, anche lui fedelissimo del sindaco. (leggi qui tutti i dettagli Cinque nomi ed una ‘sliding door’ per la nuova giunta).

La variazione sul tema

Ora, mentre Coletta attende ancora di essere nominato assessore alla Cultura dal sindaco, trapela questa notizia che va a rafforzare la tela che il primo cittadino sta tessendo, ormai dall’inizio dell’estate, per tenere in piedi la sua Amministrazione e completare il mandato arrivando al 2021.

Il consiglio comunale di Sora

 Ecco su cosa stanno lavorando: il consigliere comunale ora di opposizione Augusto Vinciguerra sarebbe pronto a dimettersi. Le indiscrezioni dicono che non sarà nemmeno presente al prossimo Consiglio comunale in cui la maggioranza dovrà far passare la gestione in house della farmacia comunale. 

La sua assenza, insieme al voto favorevole di Maria Paola D’Orazio, neutralizzerebbero le posizioni “ostili” della stessa maggioranza: Floriana De Donatis che già si è detta ufficialmente contraria alla gestione in house, e Alessandro Mosticone che  ancora aspetta di vedere le carte. 

Il passaggio per Milano

Tuttavia le dimissioni di Vinciguerra non risolverebbero automaticamente il problema. Anzi potrebbero peggiorare il già fragile equilibrio dei numeri. Il primo dei non eletti, infatti, è Francesco Conte, candidato nella lista “Cambiamo Insieme”, nel 2016 a sostegno proprio del candidato sindaco Augusto Vinciguerra

Ma Francesco Conte non è un fedelissimo del sindaco. Anzi, non sarebbe affatto disposto a sostenere un’Amministrazione con al suo interno il gruppo di Fratelli d’Italia. 

Per ovviare a questo problema il sindaco e Vinciguerra stanno valutando il fatto che Conte è a Milano per lavoro. Potrebbe decidere di ricoprire il ruolo di amministratore comunale. O di rinunciare. Spianando la strada all’ingresso in Consiglio comunale del secondo dei non eletti, Lorenzo Mascolo. Con cui il sindaco avrebbe già avuto un incontro e che sarebbe invece pronto a sostenere l’attuale compagine amministrativa. 

I conti senza l’oste

Il sindaco Roberto De Donatis con la sua maggioranza © AG IchnusaPapers

Ma starebbero facendo “i conti senza l’oste” come si suol dire: non vi è, infatti, alcuna certezza che Conte possa dimettersi a sua volta dopo Vinciguerra. Con il rischio che De Donatis, al posto di un Vinciguerra che spesso è assente, potrebbe trovarsi seduto tra le fila dell’opposizione il “consigliere Francesco Conte” più agguerrito che mai. Politicamente parlando, ovvio. 

E poi. Perché Vinciguerra dovrebbe mettere in moto questa giostra di dimissioni, rinunce e surroghe? Il tutto, quando potrebbe invece dare il suo voto favorevole pur rimanendo all’opposizione. Scelta di vita: pare abbia deciso di dire basta con l’esperienza amministrativa.

Resta da chiarire per quale oscuro motivo il consigliere Vinciguerra, dopo aver così osteggiato la maggioranza, debba ora invece agevolare il primo cittadino. Vedi sopra: chi lo conosce dice che intenda riprendere le sue battaglie per l’ospedale di Sora e le sue missioni umanitarie nel terzo mondo.