Virginia, il circo equestre, Matteo e le candidature a Frosinone

Il pasticcio di Roma con la sindaca Virginia Raggi ha messo in evidenza che il vero leader dei Cinque Stelle era Gianroberto Casaleggio. Beppe Grillo non riesce a farsi ascoltare, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono in conflitto permanente effettivo. Non solo: il primo dei due ha scoperto di non essere buono nemmeno per leggere una mail e di fronte alla frase «Muraro ha chiesto la certificazione ai pm e risulta indagata da aprile per reati ambientali» lui ha capito una cosa per un’altra. Si è confuso, ha detto. Figuriamoci se lo fanno premier e deve leggere i trattati internazionali,

 

Virginia Raggi ed il un circo equestre a Cinque Stelle (copyright by l’ex sindaco di Salerno e ora Governatore della Campania Vincenzo De Luca) hanno scoperto che governare è una cosa diversa da protestare. E che se non si sbriga a mettere su almeno una squadra di governo rischia di finire arsa nel rogo che lei stessa ha acceso.

 

La conseguenza principale è quella che nelle ore scorse sul Alessioporcu.it ha illustrato il sindaco Arturo Gnesi (leggi qui l’intervento di Gnesi): non ci sarebbe proprio niente da gioire in casi di autoaffondamento della sindaca di Roma. Perché sarebbe una sconfitta per tutti coloro che vogliono un rinnovamento profondo del sistema politico italiano, a prescindere che poi quella voglia di rinnovamento li porti a votare Cinque Stelle, Partito Democratico, Fratelli d’Italia o Forza Italia.

 

Questo comporterà conseguenze anche in provincia di Frosinone.

 

Infatti. Matteo Renzi ha tirato un sospiro di sollievo: il vento sta cambiando, ma sul referendum può succedere di tutto. Il No è in vantaggio secondo i sondaggi e questo potrebbe comportare elezioni anticipate alla Camera. E, a quel punto, con il referendum bocciato, anche per il Senato.
 Per questo si sono messi tutti in moto. Nel Partito Democratico ci sarebbero spazi per tutti.

 

Già. Ma tutti chi? Quale scenario ci consegnerebbe un eventuale collasso politico romano di Virginia e del circo? Il Movimento Cinque Stelle, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, da circa 25 anni ci stanno ripetendo che bisogna rottamare, rinnovare, svecchiare, sfanculare (a seconda della declinazione politica sceglietevi il verbo).

 

Però all’estero continuano a votare sempre gli stessi: consultare gli annuari del Parlamento Europeo e leggere quanti anni di politica hanno alle spalle quelli che mandano in Ue i nostri competitors europei. Mandano quelli con più esperienza, non buttano il bambino insieme all’acqua sporca dopo avere fatto il bagnetto.

 

Il pasticcio a Cinque Raggi ci consegnerà un Italia che vuole ancora rottamare o che si affiderà all’esperienza?

 

Da quella risposta dipenderà se ci verranno candidati Francesco Scalia e Maria Spilabotte confermati in corsa per il Senato, Francesco De Angelis, Nazzareno Pilozzi e Sara Battisti in campo per la Camera. Ma attenzione al presidente della Provincia Antonio Pompeo e all’ala (mezzala, siamo onesti) cassinate capeggiata da Giuseppe Golini Petrarcone.
 Il leader socialista Gianfranco Schietroma potrebbe concorrere in un altro collegio., oppure tutta la corsa che sta facendo compiere ora a Vincenzo Iacovissi per le Comunali di Frosinone potrebbe essere solo un allenamento per puntare a Montecitorio.

 

Sul fronte opposto, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani avrebbe un’autostrada per la candidatura alla Camera, ma a quel punto, in quota rosa, ci proverebbe anche il sindaco di Torrice Alessia Savo. Al Senato potrebbe andare Mario Abbruzzese, che però preferirebbe la Regione Lazio.

 

In mezzo c’è il deputato Luca Frusone: il grande assente nel dibattito politico in provincia di Frosinone. Sopratutto dopo la vittoria del MoVimento nelle elezioni romane: lo hanno smentito sulla questione dell’acqua e dei rifiuti, lui intelligentemente tace e aspetta gli eventi all’interno per schierarsi, un po’ come fece cinicamente Palmiro Togliatti (non se ne abbia il Migliore per l’accostamento) di fronte alle sparizioni notturne che avvenivano nell’Hotel Lux di Mosca negli anni in cui era riifugiato presso Stalin. A seconda di come si muove, Frusone rischia di essere catalogato tra quelli che stanno con Di Maio o con quelli che stanno con Di Battista. E giocarsi il futuro.

 

Esperienza o rinnovamento? I nomi si sceglieranno anche in conseguenza di come risolverà il pasticcio romano Virginia e se riuscirà a dare una parvenza di ordine al circo romano.

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