Virginia Raggi, la mina vagante sull’alleanza tra Zingaretti e Di Maio

I Cinque Stelle insistono sulla ricandidatura a sindaco di Roma. Il segretario del Pd non può cedere su questo, ma deve guardare anche alle prossime regionali. Situazione non semplice, che può mandare a casa il Governo.

Luigi di Maio sta lavorando alla candidatura bis di Virginia Raggi a Roma. E ha ottenuto l’apertura di Vito Crimi, reggente del Movimento Cinque Stelle. Che ha detto: «Penso che si debba discutere della permanenza del vincolo per chi amministra. Abbiamo sindaci al secondo mandato a Roma, Torino, Marino e Vimercate. Chi amministra dovrebbe poter lavorare in un’ottica pluriennale, quindi una riflessione va fatta. Il mondo cambia e dobbiamo tenerne conto».

Dalla candidatura a sindaco di Roma dipenderanno i destini della maggioranza giallorossa, adesso però che il Governo regga fino a quella data.

Virginia Raggi e Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Al momento però la situazione è paradossale. Perché contro il Raggi bis si è espresso il presidente della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Ma ha detto no anche Roberta Lombardi, capogruppo pentastellato alla Regione Lazio. (leggi qui Zingaretti: «Virginia bis? È una minaccia». E leggi anche qui Lombardi dice no al Raggi bis).

In Emilia Romagna, a fine gennaio, i Cinque Stelle non hanno sostenuto Stefano Bonaccini, il candidato alla presidenza del Partito Democratico. All’interno del Governo le liti tra i due principali alleati sono all’ordine del giorno. E il Campidoglio è troppo importante per passare in secondo piano.

Come tre ministeri

Secondo gli esperti veri di politica lo scranno di sindaco della città eterna vale tre ministeri pesanti. E non potrebbe essere altrimenti.

Walter Veltroni ha detto: «Mi auguro che il cammino, a cui abbiamo partecipato anche io, Rutelli e Marino, possa riprendere il suo corso». Un no secco all’opzione di un secondo mandato per Virginia Raggi. Dal quale Nicola Zingaretti non vuole e non può prescindere. Poi c’è la situazione alla Regione Lazio, con i Cinque Stelle che alla fine sono rimasti nel guado sul sostegno esplicito al Governatore in carica.

Enrico Letta Foto © Imagoeconomica / Alessia Mastropietro

Adesso però Roma è diventata una questione nazionale, con la discesa in campo a favore della Raggi di Luigi Di Maio. Il fatto però è che manca tempo, tanto tempo. E nessuno oggi può scommettere sul fatto che il Governo possa reggere, perlomeno con questo assetto, fino a quell’appuntamento.

Fra l’altro Nicola Zingaretti sarebbe perfino favorevole ad elezioni anticipate, soprattutto se la situazione non dovesse migliorare.

Intanto Enrico Letta in queste ore si è tirato fuori dalla corsa per il Campidoglio. Rispondendo così alla domanda se sarà lui il candidato sindaco di Roma: «Non sarò io».

Il fatto è però che Zingaretti sa che stavolta la vittoria o la sconfitta a Roma saranno determinanti anche per la corsa alle Regionali. Se il centrodestra trova l’unità su una candidatura unitaria sarà complicato per Pd e Cinque Stelle essere competitivi. Virginia Raggi però punta al bis. È questo il problema politico più difficile da risolvere per Nicola Zingaretti.

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