Virginia ‘scansate’: è il Movimento che te lo chiede

L'ostacolo all'intesa M5S - Pd su Roma Capitale è Virginia Raggi. Un suo impiego nel Governo, con il prossimo rimpasto, risolverebbe il problema a tutti. A partire dal Movimento. Che manda a dire alla sindaca: 'scansate'

Ne sono sicuri tutti: il vero nome del candidato sindaco del Pd uscirà dalla crisi di Governo e dal successivo rimpasto. E difficilmente, ci sarà spazio per Carlo Calenda. L’uscita di Italia Viva dalla maggioranza e l’indisponibilità di Azione a dialogare con Conte rendono impossibile qualsiasi ipotesi di alleanza su Roma. Nella Capitale e nelle grandi città l’alleanza di governo rosso-gialla non potrà essere messa in discussione. A Napoli, Milano e Torino, Pd e M5S già lavorano per andare insieme. Nel capoluogo lombardo si va verso l’appoggio pentastellato al sindaco uscente Beppe Sala.

A Roma il problema è Virginia

Carlo Calenda e Virginia Raggi

A Roma però esiste un problema che si chiama Virginia Raggi. La sindaca ha annunciato da mesi la propria ricandidatura e l’assoluzione in appello sul caso Marra ne ha rilanciato le ambizioni. Il MoVimento sperava sotto sotto in una condanna per togliersela di torno e convolare a nozze col Pd. Ma così è costretto a sostenerla, rompendo il fronte di governo. (Leggi qui Il ‘Daje’ di Beppe Grillo benedice il terzo giro di Virginia Raggi).

Così è partito il pressing su Virginia. Il capo politico reggente Vito Crimi da settimane le sta spiegando che non sarebbe il caso di insistere. Ma l’avvocata del popolo romano non sembra sentirci. A convincerla del contrario è il suo cerchio magico: i numeri ed i giudizi che le riferiscono assicurano che lei sia la più brava e che anche da sola andrà al ballottaggio. E vincerà. Fuori dal cerchio l’opinione è leggermente diversa.

Di Maio & Co. non la pensano così. Dunque, cambio di strategia. Si mandano avanti i consiglieri comunali “dissidenti”, quelli che col cerchio magico di Virginia non hanno nulla a che fare.

Serve una figura diversa

Eloquenti le loro parole. “Le prossime elezioni amministrative del 2021 costituiscono una grande opportunità per Roma. Serviranno per rafforzare l’azione di governo locale e nazionale portando avanti le attività del Movimento 5 Stelle. Lo faranno in un perimetro che consenta di coinvolgere le altre forze politiche e sociali della città in un progetto che metta al centro i temi, che a noi piace chiamare il Piano di Roma, valorizzando il lavoro e le esperienze positive di questi anni”.

La piazza del Campidoglio

Affinché ciò possa concretizzarsi serve un candidato sindaco capace di unire, una figura terza rispetto alle varie forze politiche in campo e di alto profilo istituzionale, in grado di incarnare al meglio il ruolo di guida in una consiliatura costituente, replicando lo schema del livello nazionale su Roma”. A dirlo sono i consiglieri capitolini grillini dissidenti Marco Terranova, Enrico Stefàno, Donatella Iorio, Angelo Sturni e Alessandra Agnello in un post pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo “Il Piano di Roma”.

Per questo motivo – spiegano – non possiamo immaginare che dopo mesi di veti incrociati, anatemi lanciati all’insegna del mai con tizio o mai con quel partito, si possa pensare di riuscire a costruire una maggioranza promossa da figure divisive. Figure che hanno imposto dall’alto la propria candidatura. C’e chi da tempo e responsabilmente sta provando a costruire un nuovo scenario fatto di idee e progetti condivisi per la nostra città e rimaniamo convinti che su queste basi, e non altre, vada proseguito il percorso”.

Virgì vattene

Virginia Raggi (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Tradotto: non va bene né la Raggi né Calenda. Firmato M5S dissidente a Palazzo Senatorio ma allineato con Palazzo Chigi. Che a questo punto potrebbe sfruttare il rimpasto di governo e l’allargamento del numero di ministri e sottosegretari per chiamare in squadra Virginia Raggi, offrirle altri sette anni di vita politica ad alto livello tra governo e sicura elezione in Parlamento, liberando così la strada per un’intesa rosso-gialla alle amministrative.

Un bel regalo al M5S e al Pd e un altro sgambetto a quei simpaticoni di Renzi e Calenda. Tanto che l’uscita “spintanea” dei consiglieri M5S dissidenti pare sia stata molto gradita al Nazareno.

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