Vittorio Di Carlo in barca verso le comunali: 4 liste e quel segnale che non arriva

Ha trascorso il pomeriggio in barca (quella di amici) al largo delle azzurre coste di Terracina. Vittorio Di Carlo e la sua comitiva pensavano di essere al sicuro, lontani da occhi e soprattutto orecchie indiscreti. Ed allora ha parlato con tranquillità, l’ex vice sindaco di Sora nonché attuale consigliere provinciale delegato alla ‘programmazione delle opere pubbliche e delle infrastrutture’ ed alla ‘valorizzazione degli immobili scolastici’.

Vitto’ perché state a fà casino alla Provincia, tu e Gianluca Quadrini?‘ gli domanda qualcuno. Senza nemmeno spostare lo sguardo dall’orizzonte, mani fisse al timone, Vittorio sentenzia: ‘Perché con questi chiari di luna, opere pubbliche da programmare non ci stanno: in Provincia non c’è un euro nemmeno per piangere, visto che ci vado e pure gratis almeno mi facessero fare qualcosa, tutte le deleghe se l’è prese Danilo Magliocchetti‘.

Vabbè, ma così stai a fà la guerra a Mario Abbruzzese‘ stuzzica qualcun altro degli amici. Vittorio solleva i Ray Ban e dice: ‘La colpa non è la mia: Mario ha fatto un accordo all’Asi che ha tagliato Sora fuori dal Consiglio d’Amministrazione, noi gli abbiamo posto un problema politico ma lui è andato alla rottura‘. A complicare le cose è il carattere dei due protagonisti, entrambi sanguigni: ma Mario ha il cinismo del ragionamento politico, in genere evita di agire a caldo sull’onda dell’emozione; Vittorio invece è più ‘di pancia’ e quindi si aspettava un segnale, un gesto che indicasse la volontà di ricucire. Che al momento non c’è stato. ‘Anziché ricucire, Mario sta accelerando lo stappo‘ è la certezza di Vittorio.

Inevitabile che si finisse a parlare delle elezioni Comunali. ‘Tu che fai Vittò?“. ‘Quattro liste‘ è la risposta a bruciapelo. “

Ma hai letto il blog di Porcu? Dice che Abbruzzese vuole ricompattare il centrodestra in tutti i Comuni: propone un conclave tra tutti quelli che vogliono candidarsi a sindaco in modo che decidano loro chi deve andare avanti, oppure facessero le primarie con regole scritte da loro” (leggi qui il precedente). Vittorio non si scompone e individua con lo sguardo il punto dove gettare l’ancora: “A Frà, io ci ho già provato: ho proposto da mesi di fare una coalizione importante, mettendo insieme tutti quelli che oggi stanno in opposizione: daremmo un segnale di forza e di unità al popolo e a quel punto a Tersigni lo asfalteremmo. Sono Enzo Di Stefano e Roberto De Donatis che non hanno voluto. Per me si doveva fare la coalizione tutti uniti e poi il popolo sceglieva il candidato sindaco con le primarie, niente da fare“.

L’impressione è che la rottura con Abbruzzese non sia insanabile. Anzi. “Però a me quasi quasi sta cosa mi stimola… Se andiamo alla conta non lo so a chi conviene: alle Europee scorse Antonio Tajani a Sora ha preso mille preferenze, siamo stati il secondo Comune per numero di voti che gli abbiamo portato, solo Frosinone ne ha portati cento in più ma hanno votato novemila elettori in più, come percentuale siamo stati i più alti in tutta la Provincia. Ed avevamo il sindaco contro, che faceva campagna elettorale in prima persona“.

Poi, qualcuno apre il vassoio con i babà al rum ed in pochi minuti spariscono. E con loro anche la microspia. Fine delle trasmissioni.

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