Cosa è il totem del 3% e perché ci condiziona la vita (€conomia)

Il piccolo vocabolario con cui capire in modo semplice le parole che ci rifilano ogni giorno, sicuri che tanto non ci capiamo niente e ci fanno credere ciò che vogliono. Invece, noi vi spieghiamo cosa si unifica quel dannato totem del 3 per cento

Antonello Antonellis
Antonello Antonellis

Economista - Già consulente del Ministro delle Finanze

Il 3%. Ormai è il numero più ascoltato, nominato, contestato nei bar, sui treni, nei supermercati, anche in Ciociaria.

È la soglia che ogni Paese dell’Unione Europea non deve superare, nel rapporto Deficit/Pil: cioè il rapporto tra ‘quanto vado sotto con i conti del Paese‘ e ‘quanta ricchezza genera il Paese tenendo conto di tutte le merci e tutti i servizi che produce

Se si sfora quel rapporto (vado troppo sotto con i conti, in rapporto a quanta ricchezza produco) scatta l’applicazione di severe sanzioni, anche se non vi è mai stato questo automatismo e le sanzioni non sono mai state erogate.

Diciamo che è come “l’uomo nero” di quando eravamo bambini, il cattivo che non c’era mai…Però il 3% è scritto e condiziona la nostra vita quotidiana.

Immaginate come sarebbe bello se lo Stato potesse spendere senza limiti: tutti in pensione a 50 anni, soldi a tutti, meno tasse, aiuti per le vacanze. L’Italia ha fatto così per un certo periodo della sua storia…certo, qualcuno poi avrebbe chiesto il conto.

Dal 1992, però, a Maastricht fu deciso di mettere questo limite, ma non nel Trattato, bensì fu inserito l’anno dopo, nell’allegato, per specificare l’articolo 104, comma c, che definiva il rapporto Debito/Pubblico al 60%: il 3% rappresenta il 5% di 60%, ovvero, il 5%, il massimo che uno Stato poteva pagare per gli interessi.

Ai tassi attuali, molto più bassi, il numero magico dovrebbe essere 0,5%…quindi meglio non parlare e tenersi il 3%…

Ma, allora, possiamo spendere di più, di quello che abbiamo fatto in questi anni? C’è un però: il 3% è il tetto massimo ma vi è anche l’obbligo di scendere al pareggio nel rapporto, a 0.

Certo, bisogna tendere al pareggio, ma bisogna farlo, altrimenti non è Bruxelles che ti multa ma è lo spread, questo nostro nemico, che vuole più soldi d’interesse perché non si fida più di te, perché stai spendendo di più di quello che potresti.

Ed allora sui mercati di piazza in Ciociaria ritorna il fantasma dello spread, questo sì “l’uomo nero”… (leggi qui Se lo spread si alza è più difficile far funzionare l’ospedale di Frosinone)