“Vota Antonio”. E se poi viene ‘bruciato’?

Il nome in pectore per l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri è quello di Antonio Tajani. Perché Silvio Berlusconi non lo sta dicendo in modo esplicito. E cosa può accadere ai Tajani boys in provincia di Frosinone

L’ipotesi di Antonio Tajani candidato premier di Silvio Berlusconi è ormai il segreto di Pulcinella. Silvio Berlusconi, evidentemente fermo ad una comunicazione da 1995-1996, continua a parlare di un nome «importante», che «assicurerà all’Italia splendidi rapporti con l’Europa», che sarà «la migliore soluzione» per ottenere dall’Unione quello che non si è ancora ottenuto. «Un nome – sottolinea il Cav (ma è ex Cav o solo Cav?) – che anche Salvini conosce, e che non può essere rivelato perché l’interessato ha tanti impegni e preferisce attendere per l’ufficializzazione». (leggi qui A Silvio dicci il premier) L’identikit è quello di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, al quale Berlusconi ha chiesto la disponibilità all’iscrizione alla corsa per Palazzo Chigi, “ricevendone in cambio – scrive il Corriere della Sera –  un sì ma evitando di mettere nel frullatore il nome almeno fino al voto”. In realtà nel frullatore quel nome c’è già da mesi.

Quello che però Silvio Berlusconi sembra non considerare è che Matteo Salvini e Giorgia Meloni non sono Umberto Bossi e Gianfranco Fini. Fanno parte di un’altra generazione politica, non amano i tatticismi e neppure le “meline” da Prima Repubblica. A Salvini e Meloni il nome di Antonio Tajani non sta bene. Forse per “digerirlo” chiederanno tanti e tali di quei ministero che alla fine all’interno di Forza Italia scoppierà una rivolta. Intanto però: sicuri che il nome di Tajani stia bene a Niccolò Ghedini, Gianni Letta, Renato Brunetta, Paolo Romani e Giovanni Toti? Forza Italia non ha più percentuali del 35-40%, al massimo può arrivare al 18%,mentre Lega e Fratelli d’Italia insieme superano quella soglia.

Sì, ci sono quelli di Noi con l’Italia: Fitto, Lupi e Cesa. Ma se Berlusconi si sposta su di loro Salvini e Meloni mandano in pezzi la coalizione in un tempo massimo di quattro secondi.

In provincia di Frosinone ovviamente in tanti guardano ad Antonio Tajani: Mario Abbruzzese e Beppe Incocciati innanzitutto. Ma pure il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, il quale ad una candidatura alle europee (si vota nel 2019) guarda da tempo. Tajani ha la necessità di rafforzarsi nel Partito e anche per questo alle comunali di Ferentino vuole un candidato sindaco competitivo.

Intanto però dovrà “sopravvivere” alla battaglia più difficile, quella interna. Salvini e Meloni non lo vogliono, in Forza Italia invidie e colpi bassi tra generali e colonnelli sono micidiali. Certo il presidente del Parlamento Europeo ha la protezione politica di Silvio Berlusconi. Potrebbe non bastare però.

E se Tajani viene “bruciato” anche i Tajani boys pagheranno un prezzo politico.

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