Voto pontino, a ricucire gli strappi ci pensa Calandrini

Il senatore e coordinatore provinciale di FdI non smentisce la sua fama di mediatore. Ed a Zicchieri e Fazzone chiede rotta unitaria e sintesi. A Terracina (come vogliono loro) ma anche a Fondi (come chiede in cambio FdI). Con qualche deroga fondana a Italia Viva di Renzi. Alla fine è il vecchio gioco di chi si prende il cerino acceso.

«È necessario che anche Forza Italia prenda una posizione. Questo affinché le forze del centrodestra possano ritrovare una definitiva unità». Traduzione dal linguaggio della politica: se volete un accordo Lega – Fratelli d’Italia nella roccaforte FdI di Terracina deve salire a bordo anche Forza Italia. Che dovrà accettare di estendere il patto anche alla sua roccaforte Fondi.

Il senatore Nicola Calandrini è un paziente mediatore. Per questa sua dote è stato voluto al timone provinciale dei Fratelli d’Italia a Latina. A lui è stata affidata da giorni la delicatissima mediazione con gli altri due ‘alleati’ dopo che il caso Terracina è diventato nazionale: otto giorni fa Matteo Salvini ne ha parlato con Giorgia Meloni. E subito dopo si è aperto un canale di dialogo a Terracina: l’ex sindaco ed ora parlamentare Ue Nicola Procaccini all’inizio della settimana ha risposto finalmente alle telefonate del coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri, oggi vice capogruppo a Montecitorio ma fino a qualche tempo fa suo alleato in Consiglio Comunale. Prima che i rapporti politici si incrinassero. (leggi qui Clamoroso a Terracina: una telefonata spiana l’intesa tra FdI, Lega e FI. Tutti con Tintari. O forse no).

NICOLA CALANDRINI

Con curiale pazienza, Nicola calandrini ha intessuto la sua tela. Fissando un punto fermo. L’unità “a tutti i costi” non può essere una variabile applicata in una sola realtà territoriale. Il 20 a 21 settembre non si vota soltanto a Terracina per il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Si voterà anche a quindici chilometri di distanza, in  una delle ultime enclave di Forza Italia che si conoscano: Fondi.

La disponibilità del Carroccio e di Forza Italia a sostenere la candidatura del vice sindaco uscente di Terracina Roberta Tintari passa per un dialogo esteso anche a Fondi. E per un approfondimento su tre livelli: locale, provinciale e  nazionale.

Il livello locale. Un si od un no all’intesa deve arrivare dalla Tintari. Questo perché, in caso di vittoria elettorale, toccherà a lei e alla sua coalizione garantire la giusta governabilità a Terracina. Tradotto: assegnare gli incarichi in giunta dividendo le sfere di competenza e quindi di potere.

Calandrini e il gentleman’s agreement

Nicola Calandrini

Tuttavia Calandrini ha voluto subito mettere un chiaro un aspetto di un possibile accordo tra galantuonimi. «Quella della Lega per una più ampia composizione possibile tra i movimenti politici di centrodestra è un’apertura importante. Ne prendiamo atto. Testimonia la volontà della Lega di superare certi pregiudizi nei confronti di una candidata. Candidata che era ed è assai credibile sul piano personale prima che politico».

Il senatore Calandrini non ha mai creduto che in politica possa esserci per la logica dei “due pesi e delle misure”. Se il centro destra deve trovare la giusta sintesi lo sforzo va compiuto, come si sta facendo, all’ombra di Monte Giove. Ma anche nella vicina Fondi, dove da tempo lo schieramento ufficiale è diviso a metà coma una mela.

A Fondi c’è una situazione speculare a quella di Terracina. Lì sono Forza Italia e Lega unite nel sostenere l’erede dell’amministrazione uscente. Anche a Fondi il sindaco Salvatore Di Meo ha lasciato la fascia tricolore per andare al parlamento Europeo. Esattamente come ha fatto Nicola Procaccini a Terracina.

A Terracina l’erede designata e Roberta Tintari (Fratelli d’Italia e Civiche), a Fondi l’erede è Beniamino Maschietto (Forza Italia e Lega). A Fondi Fratelli d’Italia da quindici giorni punta sul penalista Giulio Mastrobattista.

Da qui l’invito, dritto dritto, del coordinatore provinciale di FdI Nicola Calandrini al dominus locale e regionale degli azzurri, il senatore Claudio Fazzone. Chiamato a riformulare un processo politico che non riveda la candidatura, ormai nota, di Maschietto. Ma che punti a tracciare ex novo e tutti insieme una solco che abbia (eventualmente) lo stesso  obiettivo.

La sintesi costruttiva del cdx

Claudio Fazzone. Foto © Imagoeconomica / Stefano Carofei

Ancora Calandrini: «E’ necessario che anche Forza Italia prenda una posizione. Questo affinché le forze del centrodestra possano ritrovare una definitiva unità. È mio auspicio che ciò possa avvenire anche per le elezioni amministrative di Fondi. Ritengo si tratti di passaggi essenziali che devono vedere impegnati noi di Fratelli d’Italia, insieme agli amici della Lega e di Forza Italia. Impegnati a realizzare una sintesi coerente e costruttiva. Questo se davvero vogliamo fornire risposte unitarie alle istanze dei cittadini. Istanze di essere guidati da amministrazioni competenti, responsabili e attenti alle esigenze della collettività». 

Si passano il cerino?

Pronto il guanto di sfida di Calandrini a Claudio Fazzone. E’ una provocazione? Cioè un modo politicamente corretto per restituire al mittente il cerino accesso da Zicchieri nell’ormai famosa telefonata a Nicola Procaccini?

La sortita del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia non ha scosso più tanto la base fondana. Una base composto anche dal folto gruppo uscito nei mesi scorsi dalla Lega proprio perché contrario ad appoggiare “a scatola chiusa” il medico Beniamino Maschietto. (leggi qui Rottura ufficiale: il direttivo della Lega entra in FdI).

Proprio gli ex leghisti hanno una certezza: a Fondi Claudio Fazzone non concederà un solo centimetro della sua roccaforte. Non sacrificherà neanche un pezzo di bastione sull’altare dell’alleanza a Terracina. Per questo continuano a lavorare per il raggiungimento dello storico obiettivo del ballottaggio. Un esito che il gruppo monolite di Forza Italia a Fondi non ha mai permesso.

«Se parteciperemo a quella partita, come io penso, si partirà da 0 a 0 e ci sarà da divertire». Insomma Giulio Mastrobattista, che ha già inaugurato il proprio point elettorale, non  ha interesse a fermare «un treno già in corsa. Anche perché non saprei come fare».

Di Manno, Renzi e l’endorsement a FdI

Giulio Mastrobattista

Che il penalista originario di Lenola voglia allargare il perimetro della coalizione lo conferma la mitica arena di basket “Filippo Mallozzi” di Scauri.

Arena dove l’altra sera c’era un suo emissario, l’ex sindaco Bruno Di Manno. A far cosa? Ad ascoltare ed incontrare di persona Matteo Renzi nell’ambito del suo tour per la presentazione del libro, ospite del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli. Unico sindaco pontino nel cerchio del senatore di Pontassieve.

Di Manno avrebbe chiesto all’ex premier e segretario nazionale di Italia Viva di avere il nulla osta per presentare la lista di “Italia Viva” alle amministrative di Fondi A favore di chi? Dell’avvocato Giulio Mastrobattista, candidato sindaco di Fratelli d’Italia.

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