I nemici dell’innovazione

A Lisbona oltre 30mila al summit per l'innovazione. Da noi si crede che una pizzeria appena aperta sia una Start Up. La follia dei fondi annunciati tre volte. E mai stanziati. In Portogallo il premier: "Benvenuti nel paese che ammira gli imprenditori e celebra l’innovazione". Da noi no.

Benvenuti nel Paese che ammira gli imprenditori e celebra l’innovazione”: António Luís Santos da Costa è il Primo ministro del Portogallo. Lunedì scorso ha accolto i trentamila arrivati a Lisbona da tutto il mondo per partecipare al Web Summit. È l’evento nel quale riunire le Start Up, parlare in modo concreto di innovazione e futuro, fare il punto e confrontarsi. Non è una fiera nella quale presentare telefonini o spacciare per innovazione un banale software. Non è un evento per ragazzi: lì di giovane c’è l’idea e non la data di nascita scritta sul passaporto.

Tony Blair. Foto © Cody Glenn/Web Summit

Chi c’è stato giura che il contributo più interessante sia arrivato dall’ex premier britannico Tony Blair. Ha presentato uno studio per sostenere che “Serve una nuova generazione di politici”, capace di capire i cambiamenti della rivoluzione digitale, “tecnicamente preparati, per imporre regole nuove“.

Lisbona esce da una crisi economica fortissima. Lo ha fatto rinnovandosi. E dandosi stabilità unita alla competenza. Il premier da Costa è in carica dalla fine del 2015. È persona di esperienza: prima è stato ministro dell’Interno per due anni e conosce le difficoltà che ci sono nell’amministrare i territori perché stato sindaco di Lisbona dal 2007 al 2015.

Basta questo per poter fare un confronto.

A Frosinone, in Italia, che fa sempre parte dell’Unione Europea, se vai a chiedere di poter accedere ai fondi per le Start Up innovative annunciati nel 2018 dall’allora ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, scopri che non sono stati ancora messi a disposizione. Eppure dovevano servire per evitare che i nostri giovani cervelli finissero all’estero. Quei due miliardi di euro dovevano fare in modo che i nostri talenti potessero sviluppare in Italia le loro idee.

Il ministro Luigi Di Maio

Gli uffici di Profima (che è uno dei principali player nazionali nel settore dei fondi alle imprese) ti dicono che del bando “Non parto più” hanno perso le tracce. È stato annunciato tre volte dal ministro Di Maio. Ma non è ancora partito.

Non solo. Scopri che in buona parte dell’Italia chi ha preso altri fondi o le agevolazioni fiscali per le Start Up innovative, dalle parti nostre li sta già restituendo. A reclamare indietro il denaro è l’Agenzia delle Entrate. A queste latitudini c’è un concetto un po’ labile di ‘innovazione‘: in molti si sono convinti che per essere una Start Up bastasse partire. Dopotutto “start up” significa “partenza“. Peccato che i fondi fossero destinati alle nuove attività ma ‘innovative‘. E che in quelle attività, d’innovativo ci fosse nulla.

La verità è che oltre a politici per nulla efficaci come Luigi Di Maio ci sia anche una carenza di idee imbarazzante.

Il sampietrino di Roccasecca

Alla quale vanno aggiunti i disastri di una burocrazia barocca, nemica dell’innovazione e della crescita. Solo per fare un esempio, gridano vendetta i tre anni di sperimentazione imposti per la nascita del sampietrino sul quale è stata costruita la resurrezione della ex ideal Standard di Roccasecca: a fare la produzione sperimentale è bastato mezzo turno di lavoro, per analizzarla ci sono voluti un po’ di giorni, scrivere le relazioni nelle tre università incaricate non ha richiesto molto di più. Tre anni di progetti rallentati. Inutilmente.

Gridano vendetta le decine di ricorsi che si stanno presentando alla Commissione Tributaria per le pratiche bocciate alle Start Up: va bene quelli che hanno aperto la pizzeria sostenendo che fosse un’attività innovativa, ma a quelli che l’innovazione tecnologica e scientifica l’hanno portata perché bocciare la pratica? Ci sono decine di esempi di innovazione d’eccellenza, storie di successo, molte delle quali nate attraverso le nostre università. Cassino è una di queste: ha istituito uno sportello con il quale aiutare i ragazzi a trasformare in impresa una loro idea. La Banca Popolare del Cassinate ha iniziato a finanziare praticamente senza garanzie le buone idee imprenditoriali: scommettendo sul loro successo.

Se però si vuole provare il significato della parola ‘sconforto‘ basta andare a cena con qualcuno degli imprenditori: ai quali lo Stato ha mandato a dire che devono restituire i soldi delle agevolazioni. A qualcuno di loro è stato spiegato “io non lo capisco se è innovativo, a me hanno detto che ne devo bocciare il più possibile perché lo Stato i soldi non li ha“.

Il Web Summit di Lisbona

Noi siamo il territorio nel quale un’azienda innovativa di Frosinone è cresciuta al punto da dover assumere bel suo quindicesimo dipendente. E la norma prevede che quella quota sia riservata ai portatori di disabilità. L’impresa allora va al centro per l’impiego e chiede l’elenco dei portatori di handicap in cerca di lavoro; inizia le selezioni, individua la persona adatta. Il dialogo surreale sviluppatosi che è più o meno il seguente: “Buongiorno, vorremmo assumere la signora“. “Va bene ma dovete portarci i certificati da cui risulta portatrice di handicap“. “Ma l’elenco con il suo nome me lo avete dato voi!”. “Lo sappiamo ma la norma dice che ci vogliono i certificati“. La signora va al centro per l’Impiego, si fa rilasciare il certificato da cui risulta che ha dei limiti motori, lo consegna alla ditta, che a sua volta lo riporta al Centro per l’Impiego insieme alla domanda di assunzione. A Bisanzio erano più efficienti.

Allora, benvenuti nel Paese che non ammira gli imprenditori ed è nemico sia dello sviluppo che dell’innovazione: in questo territorio c’è chi sta rinunciando a fare crescita perché è stanco di dover combattere, oltre che con il mercato ed i competitor di mezzo mondo, anche contro la burocrazia e l’impreparazione.

Web Summit ci dice che abbiamo poche speranze. Perché ha ragione Tony Blair: ” Serve una nuova generazione di politici”, e per nuovi si intende come avvenuto a Lisbona: non importa se hanno 20 o 60 anni ma che siano capaci di capire la rivoluzione digitale ed i suoi cambiamenti. Ma noi a Frosinone abbiamo votato Luigi Di Maio.