Zaccheo attende i Partiti. Sindaco? “Osservo, valuterò”

La conferenza di Vincenzo Zaccheo. La candidatura? Attende i Partiti. La Metro? Si poteva fare. E sarebbe utile ancora oggi.

«Sto osservando, valuterò»: Vincenzo Zaccheo viene da lontano, dalle sezioni del Movimento Sociale e dalle paludi della Prima Repubblica, è sopravvissuto ad intrighi di Partito ed agguati esterni. E ora che due sentenze in un anno gli hanno restituito l’onorabilità sospesa per dieci anni non vuole compiere passi falsi. Sa bene che in ogni conclave chi entra Papa ne esce invece ancora cardinale. Per questo motivo, a chi oggi gli ha domandato se si ricandiderà a sindaco di Latina ha risposto che sta osservando. (Leggi qui Zaccheo, assolto e candidato: l’annuncio domani).

Non osserva: aspetta

Vincenzo Zaccheo durante la conferenza stampa

In realtà non sta osservando un bel niente. Il suo messaggio al Centrodestra lo ha lanciato forte e chiaro nei giorni scorsi. Tocca a loro raccoglierlo, valutare e poi chiedergli di candidarsi. E se non lo facessero? Potrebbe scendere in campo da solo, a capo di uno schieramento civico… Potrebbe. Per ora osserva. E attende.

Un dato è certo: Vincenzo Zaccheo non passerà la primavera su una panchina del parco a leggere i giornali. In pista ci torna. Che il suo nome riscuota ancora oggi molto consenso non è un mistero: né per lui, né per i Partiti. «Anni fa Lega e Fratelli d’Italia mi chiesero di candidarmi. Dissi No, non potevo accettare: avevo da chiarire le mie vicende giudiziarie. Amo Latina e non potevo esporla al rischio di una mia condanna. Ora i giudici hanno ristabilito la verità. Ero un uomo ferito, mi stavano uccidendo. Ora è finita».

Lo ha detto oggi durante la conferenza stampa nella quale fare il punto sulla sua assoluzione. “Per prescrizione” è vero. Ma è altrettanto vero che per quattro volte ha chiesto al giudice di esaminare il suo caso: la prima volta il magistrato ha disposto che venisse riscritta l’accusa perché l’aveva ritenuta troppo generica; le altre tre volte nessuno ha risposto ed è arrivata la prescrizione. È passato troppo tempo, fine della partita.

La metro come l’aeroporto

Un rendering della Metropolitana teorizzata a Latina

Il caso era quello della metropolitana con cui collegare le varie parti della città di Latina. Era finito sotto accusa perché per il magistrato quell’opera non era realizzabile. Un caso che ricorda da vicino quello per la realizzazione dell’aeroporto di Frosinone: la settimana scorsa gli ex presidenti sono stati prosciolti, il fatto non sussiste. (Leggi qui L’aeroporto si doveva fare: assolti D’Amico e Picano).

Nel caso dell’aeroporto, i presidenti avevano agito sulla base di un provvedimento della Regione Lazio che disponeva la realizzazione dello scalo. Nel caso della Metro «c’era stato il via libera unitario del Consiglio comunale e c’era anche un finanziamento da 81 milioni dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica». Dissero che non c’era alcuna autorizzazione della Regione: oggi Zaccheo ha tirato fuori il documento del 2006 con cui si dice il contrario. Amministrazione Marrazzo. Ed è l’allora vice Esterino Montino a comunicare che i progetti per le zone Q4 e Q5 sono arrivati al primo posto nel Lazio ex aequo con un progetto di Roma. Dissero che mancava il Visto d’Impatto Ambientale: «Questo tipo di opera da nessun altra parte ha ricevuto la richiesta di Via, solo a Latina».

Buona ancora oggi

Vincenzo Zaccheo

È il direttore di Latina Oggi Alessandro Panigutti a fare la domanda delle cento pistole: ma se fosse sindaco oggi lo rifarebbe? Vista con gli occhi di oggi, per Vicenzo Zaccheo la metropolitana di superficie si poteva fare. E sarebbe utile ancora oggi.

«Se fossi sindaco porterei avanti il progetto fino alla morte, naturalmente aggiornandolo. Andrei a Roma a parlare con il ministro per cercare una soluzione al problema che non ho creato io. Vedrei se c’è un modo per avere un collegamento dalla stazione al mare».

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