Zaccheo e Coletta con cercano voti ma conferme

Non vogliono essere votati: vogliono essere confermati. A Latina non è più politica ma è ambizione. Sia per Coletta che per Zaccheo

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Che strano passo ha questa città: non ha governo, non ha riferimento avendone troppi. Ci sono due sindaci ma non c’è la città. Due sindaci, Damiano Coletta e Vincenzo Zaccheo, convinti di… La realtà li ha visti già entrambi perdenti: il primo per via di carte bollate e elezioni da rifare, il secondo per esito del voto che è passato dalla mancata vittoria per 800 voti al primo turno ad uno scarto a sfavore di 5000 voti nel ballottaggio.

Tutti e due sanno che “perdere è probabile“. Ma se vincono? Un mio amico diceva sempre: “perdimo, ma se vincimo…” . Seguirò l’ipotesi di vittoria.

E se vincesse Zaccheo…

Vincenzo Zaccheo

Cosa accadrebbe se vincesse Zaccheo? Accadrebbe che non ci sarebbe anatra zoppa: cioè un sindaco di centrosinistra alla guida di un Consiglio con maggioranza di centrodestra; in pratica la situazione di oggi).

Ma ci sarebbe anatra che non ha neanche l’intenzione del volo: Forza Italia non è che lo deve tradire Zaccheo, lo ha già tradito; la coppia Miele-Carnevale della Lega non è che lo deve tradire ha già detto che il candidato Zaccheo era sbagliato. Come dire ha un dissenso preventivo.

L’anatra – sindaco avrebbe una maggioranza di consiglieri che pensa a superarlo: come andare in una locomotiva a vapore ma sapendo già che la prossima corsa è elettrica, elettrificata.

Se vincesse Coletta…

Damiano Coletta

Casa accadrebbe se vincesse Damiano Coletta? Facile ci sarebbe la zoppia come forma ordinaria di cambiamento e ogni cosa sarebbe subordinata al posizionamento dei Partiti. Su tutto: rispetto non a Latina ma alla Regione o al Parlamento. Accadrebbe una città usata per altro e dimenticata anche a se stessa.

A pensarci bene sono questioni di persone, di orgoglio personale ma non c’è disegno collettivo. Le carte bollate sostituiscono con la loro certezza giuridica la mancanza di idea di una città futura.

In Italia consumiamo leader come fossero bruscolini: a Latina li uccidiamo in fasce, come accaduto con Coletta; o li teniamo in vita per sempre come Zaccheo. Ma manca tremendamente Latina.

Quando si vota? Si voterà e si rivoterà mille volte perché ogni esito sarà contestato, ogni soluzione considerata errata: a Latina non si vota si conferma. Zaccheo non vuole essere votato, ma confermato. Coletta? Non è da meno.

A Latina ai cittadini non chiedono opinioni ma di dare la risposta “giusta“: Confermi che Zaccheo è il miglior sindaco? Voti che Coletta è il sindaco che salverà la virtù? E non è più politica, ma ambizione.

Il 4 settembre voteremo? Forse, ma certamente ricorreremo.

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