Zaccheo e l’ultima battaglia

Naturalmente protagonista: non riesce a non esserlo. Al punto che "Monopolizza le Commissioni". Il nuovo Vincenzo Zaccheo ed il suo modello per indirizzare. Ma "solo per dare un contributo”.

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Se in campagna elettorale Damiano Coletta definì questa consiliatura «il mio secondo tempo», lui rispose che questa sarebbe stata «la mia ultima battaglia». E Vincenzo Zaccheo, ex sindaco di Latina, ex deputato, ex consigliere regionale, oggi consigliere comunale, classe 1947, la sua “ultima battaglia” la vuole vivere fino in fondo.

Questo, nonostante momenti vissuti con un basso profilo dopo la sconfitta al ballottaggio con il sindaco uscente. Niente presidenze di Commissioni, ad esempio, anche se «me l’avevano offerta», come dichiarò in occasione dell’avvio degli organi consiliari.

Vincenzo Zaccheo

E quando fu depositato il ricorso contro l’esito delle elezioni e la richiesta di verifica dei verbali in 33 sezioni elettorali (un terzo del totale), dichiarò che non vi era favorevole. Salvo poi, quando il Tar ammise il ricorso dando incarico alla Prefettura di avviare le verifiche (le risultanze andranno consegnate ai giudici amministrativi entro fine aprile), sottolineare «il fatto che il Tar definisca ammissibile e fondato il ricorso, affermando in udienza che mancano 3mila voti, voti che potrebbero ribaltare l’esito delle elezioni».

In realtà, questo sarebbe improbabile, visto che, di quelle 33 sezioni, aveva già vinto in 32 (e in alcune, come nei borghi, anche stravinto).

Tutto Zaccheo

Ma saranno i giudici a stabilire se e come valutare le risultanze delle verifiche. Si saprà il 7 luglio, giorno fissato per la prossima udienza. Intanto, lui, in Consiglio e in commissione fa sentire la sua voce. In assise, segue più pedissequamente le regole, chiede la parola, aspetta il turno, ascolta, non interrompe; nelle cinque commissioni in cui è membro (Trasparenza, Lavori pubblici, Urbanistica, Ambiente, Personale e Affari istituzionali), sta prendendo sempre più confidenza. Interviene molto, molto spesso, tante volte scusandosi, dietro la «voglia di dare un contributo» e spiegando con una battuta che «il dibattito è il cuore della politica».

In commissione Lavori pubblici, lunedì, spinge affinché in Bilancio siano inseriti fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ricordando l’impegno già iniziato a suo tempo da Nino Corona. Martedì in commissione Ambiente sul regolamento delle antenne di telefonia e il rapporto con i gestori, dà una botta al cerchio, apprezzando il lavoro svolto e una alla botte, ammonendo che «va bene mettere le antenne su siti di proprietà comunale, ma che non siano edificabili, altrimenti andrebbe a detrimento del valore». Mercoledì, infine, tiene banco lui, nella commissione Trasparenza. È finita al centro di violente polemiche da parte dell’opposizione per l’assenza dei tre assessori convocati per esaminare la delibera di Consiglio comunale del 2018 dedicata alla pianificazione urbanistica e alla risoluzione dei Ppe annullati.

Monopolizza le Commissioni

Foto © Andrea Apruzzese

Nonostante l’assenza dei delegati di giunta, che egli stigmatizza, Zaccheo sventola la delibera in aula. E la definisce «priva di indicazione di fondi, necessari per realizzare la pianificazione». Anche «da approfondire nella parte che stabilisce la perequazione come sistema di acquisizione di aree a standard per la risoluzione dei problemi dei Ppe. Attenzione, perché la perequazione, sulla quale io sono d’accordo perché i Comuni non hanno fondi per acquistare le aree, è finita in passato al centro di indagini». In una parola, «monopolizza le commissioni», come ha osservato un presidente di una commissione di cui è membro.

E lui, su ogni tema, ricorda che si possono o si devono recuperare fondi che lui aveva ottenuto a suo tempo e poi erano andati perduti. Come lunedì mattina, in commissione Urbanistica, in relazione alle opere di compensazione per la Roma-Latina. Tutto, sempre, «per spirito di collaborazione».

Normalmente protagonista

Valeria Campagna

E c’è chi morde il freno, come anche chi, come Valeria Campagna, 24enne capogruppo di Lbc (ma al suo secondo mandato da consigliera comunale, conquistato con il primato di preferenze, consigliera provinciale e presidente di commissione) nel corso dell’evento “Visione comune” sabato a Roma, sottolinea apertamente che «in Consiglio comunale c’è si rivolge a me chiamandomi “signorina”». E il riferimento era a Zaccheo.

In altra parola, non ce la fa a non essere protagonista. Soprattutto ora che il centrodestra, dopo averlo fatto cadere nel 2010, volente o nolente, lo ha riportato in aula. Nonostante i mal di pancia che ancora oggi non si placano. In particolare nella Lega. Lui intanto, con questo rinnovato entusiasmo, guarda al 7 luglio, a quell’udienza del Tar che potrebbe riaprire le urne. Lui, senza dubbio, ci spera. Con nuovi mal di pancia nel centrodestra: «Se torniamo a votare ora, perdiamo pure il premio di maggioranza», è il lamento nei corridoi.

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