Zingaretti a Di Maio: “Alleanza finita? Auguri”

Zingaretti a Frosinone dice che non c’è alternativa all’ alleanza con i Cinque Stelle. Messaggio a Di Maio

“Se Luigi Di Maio vuole andare avanti con l’8% per cento che si ritrova mentre le destre hanno il 48% faccia pure, auguri”: Nicola Zingaretti è tagliente mentre affronta le scale dell’ex Inam di Frosinone. Non vede alternative all’alleanza tra Pd e Cinque Stelle, anche se non gli è mai piaciuta più di tanto. E che non ci siano altre vie lo ha ribadito questa sera durante la cerimonia per l’inaugurazione della nuova sede del Consorzio per lo sviluppo industriale Asi.

Francesco De Angelis e Nicola Zingaretti allinaugurazione della sede Asi di Frosinone

Gli echi del tonfo rimediato in Umbria sono ancora nell’aria. Sono passate meno di ventiquattrore dall’apertura delle urne che a qualche chilometri di distanza da qui hanno consegnato alla Lega una Regione storicamente di centrosinistra.

Zingaretti ha spiegato che le alleanze locali devono procedere. «In ogni regione bisognerà fare le scelte più attinenti a quel territorio».

Eppure Luigi Di Maio non sembra affatto convinto. Appare sintonizzato su ben altre frequenze. È a questo punto che il Governatore Zingaretti lascia partire la sciabolata: «Se Luigi Di Maio pensa che sia bene andare avanti con l’otto per cento quando il centrodestra ha il 48% allora auguri».

Non nasconde la polvere sotto al tappeto. Zingaretti spiega che «è chiaro, bisogna aprire una riflessione. In Umbria il Pd ha tenuto e rimane baricentro della sola possibile alternativa alle destre. L’alternativa è un’alleanza in grado di competere e non far vincere una destra che si conferma molto radicata e popolare. Chi non fa questo, sbaglia».

L’inaugurazione della sede Asi

Poi un messaggio tra le righe. Indirizzato a Di Maio come per avvertirlo che il Pd non cambierà rotta: «noi costruiremo intorno al Pd una rete di alleanze civiche, con i sindaci e con tutte quelle alleanze che possono rappresentare un’alternativa alla destra che è maggioritaria».

Il risultato in Umbria? “Non avrà ripercussioni nel Lazio: il Lazio è il Lazio e l”Umbria è l’Umbria”.

A proposito della nuova sede Asi mette in evidenza che «è un’inaugurazione vera in un periodo nel quale ci sono state troppe inaugurazioni di convenienza». Ha spiegato che la politica deve ripartire dai territori e che il Consorzio Industriale unificato, deciso dalla Regione Lazio, sarà espressione pratica delle politiche regionali per lo sviluppo concreto dei territori. «Perché dobbiamo reagire attraverso gli investimenti e la riorganizzazione del sistema regionale dei Consorzi».

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