Zingaretti annuncia gli Stati Generali: «Costruiamo insieme il Lazio di domani»

Nicola Zingaretti parla da statista in Consiglio regionale. E apre a tutte le forze politiche per gestire insieme l'immenso flusso di denaro che arriverà per il Lazio. Se ne parlerà a settembre. Con il placet di Forza Italia che però chiede risultati concreti e non enunciazioni di facciata.

«Lo so che per tanti motivi non siamo riusciti a fare sempre squadra come comunità regionale. E che hanno prevalso di più le divisioni politiche. Ora vedo un po’ di più che le battaglie si fanno, ma poi si combatte per difendere i territori. Dovremmo inaugurare una stagione simile. Ognuno con le sue idee, ma quando si tratta di costruire progetti da rivendicare per il nostro territorio dovremmo farlo insieme. Dovremmo farlo partendo dal territorio e dai comuni, valorizzando la classe politica regionale. Inoltre mettendo in campo idee che finalmente ora possono avere una credibilità di realizzazione».

Se non è una sveglia, poco ci manca. E sveglia o carica che sia stata, a suonarla è stato Nicola Zingaretti. Lo ha fatto rivolgendosi al Consiglio regionale nel suo intervento di replica a conclusione della seduta straordinaria dell’Aula.

Una seduta dedicata agli investimenti strutturali, al piano di rimodulazione dei fondi europei e alla misure di emergenza Covid 19 per il contenimento del virus.

La sostanza è che i soldi ci sono, l’iniziezione di liquidità in arrivo dall’Europa, se investita bene darà una marcia in più al Lazio. Proprio perché si tratta del futuro di tutti, il Governatore propone di pianificarlo insieme.

Massa enorme di denaro, serve lavoro di squadra

NICOLA ZINGARETTI. FOTO © LIVIO ANTICOLI / IMAGOECONOMICA

Faccenda bella, ma che presuppone una pax, una collegialità, una comunità di intenti che chiamare Stati Generali del Lazio non pesa.

«Anche per questo motivo – dice Nicola Zingaretti la maggioranza è disponibile a fare una discussione in Consiglio. Ma anche, anche sotto la guida del Consiglio, un grande appuntamento a settembre o ottobre che sia una sorta di Stati generali del Lazio. Un appuntamento in cui apriamo un confronto con territori, sindaci e imprenditori. Cioè i grandi player nazionali che sono qui».

E a proposito di players Zingaretti li ha chiamati per nome. «Ad esempio sulla rete elettrica o sul digitale immaginiamo di chiamare a un confronto Enel, Leonardo, Ferrovie dello Stato, Terna. Insomma, le grandi aziende nazionali che hanno sede qui, per chiedere loro quali investimenti intendono fare e dire quali sono quelli regionali e quelli europei».

Gente che ha sede a Roma, nel Lazio. Che vive ed opera partendo dal Lazio. Per questo vallo coinvolti con convinzione.

Lo start al lavoro per ripartire

NICOLA ZINGARETTI

«Oggi inizia un lavoro, e ho dato il messaggio sulle risorse europee perché avremo bisogno del Consiglio. Ma anche di farci aiutare ad affrontare una condizione assolutamente inedita. Tanti dei problemi che sono stati il cuore del dibattito in questa Regione negli ultimi 15/20 anni li abbiamo risolti».

Zingaretti si riferisce ad opere specifiche. «La Roma-Latina, la Cisterna-Valmontone o la chiusura dell’anello ferroviario di Roma. Certo, li dobbiamo attuare ma non sono l’oggetto del contendere. Il Lazio sarà più moderno, veloce e competitivo di una volta».

Una fase nuova e cruciale dunque, nella quale si intersecano le direttrici del governo Europeo. E di ciò che l’Europa ha stanziato per l’Italia del dopo Covid. «Si apre una fase straordinariamente delicata. Questo perché avremo l’inizio del nuovo settennato europeo, con 6 miliardi di nuova programmazione. Poi il ricalcolo di quella vecchia, l’arrivo sui territori dei soldi delle opere pubbliche. Ed anche ciò che deve arrivare nel Lazio del Recovery plan e del Mes in termini sanitari».

Fase delicata, e soprattutto inedita

NICOLA ZINGARETTI. FOTO © CARLO LANNUTTI / IMAGOECONOMICA

Ed è una fase non solo delicata per contingenze politiche ed economiche. Lo è soprattutto perché è una fase che non ha precedenti da mettere a frutto come know how. E’ nuova, e richiede incisività assoluta.

Perciò è «una fase veramente inedita. E la congiuntura di questa fase deve portarci ad affrontare una sfida. Anche perché tutti abbiamo il problema di immaginare cosa costruire e realizzare. Perché tanti di quei progetti che sono stati patrimonio delle nostre battaglie politiche, ognuno per conto suo, in parte sono risolti e sono sulla via della realizzazione».

Ma cosa servirà per affrontare la nuova stagione di azione collegiale per far ripartire la macchina? Sono tre gli step che Zingaretti mette in agenda. Sta arrivando un fiume di denaro e seguirne i flussi con la pignoleria di chi non puo’ sbagliare è imperativo.

«Avremo da discutere, programmare e pianificare. Questo mentre vigileremo sulla massa finanziaria enorme che arriverà. Poi avremo da immaginare il nuovo Lazio rispetto a una stagione che si apre e sarà di grandi investimenti».

Obiezioni mature, ma c’è la risposta

Nicola Zingaretti, Mauro Buschini, Alessio D’Amato Foto © Bruno Ponzani

Anche in tema di critiche il presidente della Pisana ha rilevato un salto di qualità. Nessuno mette in dubbio l’utilità dei fondi, semmai la loro tempestività di arrivo. «Ho apprezzato la discussione perché pur nelle critiche c’è un salto di qualità positivo che va raccolto. Il tema non è la non condivisione delle scelte annunciate, ma un dubbio legittimo sulla veridicità di quanto pronunciato. O di denuncia sulle lentezze che gravano sul sistema burocratico amministrativo. Sono denunce fondate e comprensibili. Non certo però quelle sulle società regionali. Perché da 40 siamo passati alle attuali 5 con l’obiettivo di averne 4: furono scelte fatte insieme al centrodestra».

Zingaretti ha riconosciuto che «è vero che c’è il pericolo che mai nulla si chiuda. Per questo serve un salto di qualità da fare insieme. Quello che dobbiamo sapere è che, anche se da schieramenti diversi, in parte ci siamo battuti insieme. Questo affinché arrivassero in questa regione segnali per il finanziamento delle infrastrutture attese da decenni. La vera novità, che non vuol dire che queste opere sono fatte, è un altra. Che cioè abbiamo ottenuto un parco di finanziamenti pubblici a sostegno di una delle più grandi rivoluzioni industriali che il Lazio abbia conosciuto dal Dopoguerra».

Cosa ci serve per aiutare l’Italia

Ora però «occorre un salto nuovo – ha concluso Zingaretti-. I grandi titoli li abbiamo. Green Economy, Inclusione Sociale, Digitalizzazione e Ferro. Ma dentro questo dobbiamo immaginare cosa serve al Lazio per dare una mano al nostro Paese. Sapendo che questo ci colloca anche come la regione che di più e meglio puo’ dare una mano all’Italia».

Simeone, ok ma con sviluppo e sanità al centro

Pino Simeone

E i segnali di apprezzamento ci sono stati. In primis da Forza Italia. Che per mezzo il capogruppo in Consiglio regionale, Giuseppe Simeone, ha chiesto trasparenza. «Rispondiamo in maniera positiva all’appello di Zingaretti. Noi ci siamo ma vogliamo trasparenza e atti veri, non enunciazioni di principio. O programmi che lasciano il tempo che trovano».

E ancora. «Vogliamo che si definiscano un modello di sanità che aspetta la gente del Lazio. Inoltre un modello di sviluppo per far ripartire le imprese. Perché senza la ripartenza del mondo produttivo è difficile distribuire solidarietà. Su queste cose Forza Italia c’è ma vogliamo atti che producano qualcosa. Che non siano fumo negli occhi dei cittadini del Lazio e mettano nero su bianco quello che si vuole fare».

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