Zingaretti benedice lo “scisma” di De Angelis (di C. Trento)

Il presidente della Regione Lazio: «Esempio non banale» la decisione di Francesco De Angelis di rinunciare alla corsa per la Segreteria Regionale del Pd per rafforzare la posizione nazionale di Zingaretti. «La sua è una scelta che produce cambiamento. E lo ringrazio»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«La scelta politica di De Angelis ha un valore che va ben oltre la vicenda di merito del segretario regionale o nazionale. È un atto politico che produce il cambiamento di cui abbiamo bisogno per tornare a parlare alle persone». Firmato Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. Ma anche, anzi soprattutto in questa fase, candidato alla segreteria nazionale del Pd.

 

L’ intervista di Francesco De Angelis a Ciociaria Oggi ha provocato un autentico terremoto: il leader di Pensare Democratico ha annunciato che non si candiderà alla segreteria regionale, proprio per rafforzare la posizione dello stesso Zingaretti, visto che gli appuntamenti congressuali (regionale e nazionale) sono destinati a sovrapporsi. (leggi qui De Angelis rinuncia: non si candida. Sosterrà Zingaretti. E se ne frega di Orfini)

Ma c’è dell’ altro: De Angelis aveva aderito all’ area di Matteo Orfini, schierato con Renzi e tra gli avversari più irriducibili di Zingaretti. Evidente quindi il valore “doppio” della scelta del presidente dell’Asi. Una scelta che Zingaretti inquadra in un contesto più ampio, proprio in vista della sfida per la segreteria nazionale dei Democrat.

 

Spiega il presidente della Regione Lazio: «Lo dico perché uno dei limiti più gravi di questi anni è stata la demolizione di una nostra identità comune. Di una comunità fatta di scelte politiche ovviamente, ma anche di valori e di modo di sentirsi  parte” di qualcosa di più grande. Invece l’“io” sostituito al “noi” ci ha devastato e siamo diventati tutti più deboli. Questa situazione non si recupera solo con una linea politica, scelte e idee nuove, ma anche con comportamenti che cambiano la realtà. La scelta di De Angelis è una di queste. Quindi, non solo lo ringrazio per le sue parole, ma gli garantisco che farò di tutto per essere coerente con questo suo atto».

 

Quindi Nicola Zingaretti alza lo sguardo e traccia la rotta. Argomentando: «Davanti a noi abbiamo ostacoli immensi, non servono palliativi o rimozioni: il modello economico nel quale viviamo produce ingiustizie e disuguaglianze in maniera intollerabile e più che accompagnato, come a volte abbiamo avuto la sensazione di fare, va cambiato. Noi torniamo ad essere utili se siamo questo: la forza che nella democrazia che scommette su crescita ed equità, riduce le disuguaglianze e la distanza tra chi ha e chi non ha. Lo possiamo fare perché questa destra vende illusioni, non costruisce speranze. A me colpisce molto che in questi mesi, a parte il decreto dignità, che il lavoro lo riduce, non si sta facendo nulla su scuola, ricerca, innovazione. Sulla giustizia sociale addirittura hanno tolto soldi alle periferie».

 

Poi incalza: «È una maggioranza in realtà con idee diverse su tutto e guidata dal leader della Lega per attuare il suo disegno politico e non il contratto di Governo. Ma non illudiamoci, le persone non torneranno a guardare a noi se non cambiamo. E ripeto: cambiare significa tante cose ma anche e soprattutto la capacità di investire in una identità unitaria. Per questo, lo voglio ribadire, la scelta di De Angelis non è banale. Tra tante parole, è un fatto che ci serve per costruire il futuro. Qualcuno potrebbe dire: “così si faceva una volta” . Rispondo che è vero, ma in questa frase non c’è nulla di superato, c’è anzi molto di quella intelligenza e generosità che ci serve per il domani».

 

Nicola Zingaretti è dunque lanciatissimo verso un appuntamento destinato a cambiare in ogni caso il futuro politico del Partito Democratico. La sfida, inutile girarci intorno, è al modello renziano. Intanto però, sul piano provinciale, la decisione di Francesco De Angelis cambia radicalmente la prospettiva. Pensare Democratico è l’ area dei consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti e della maggioranza dei sindaci, degli amministratori, dei militanti.

Una scelta, come ha spiegato il presidente dell’ Asi, presa in un momento cruciale. «In questo congresso si va dove batte il cuore e dove cresce l’ idea di un progetto per il cambiamento del Pd», ha detto.

Da qui il posizionamento su Nicola Zingaretti. Adesso inizia la battaglia congressuale, che sarà durissima.

 

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