Zingaretti candidato Segretario, scintille tra Orfini e Fantini

Il presidente nazionale del Partito Democratico Matteo orfini attacca Nicola Zingaretti. "Mi sembra si candidi a oggi come nuovo leader della minoranza interna. Vuole il ritorno al passato". La replica al vetriolo del segretario regionale dei Giovani Democratici del Lazio

Botta e risposta a distanza tra il presidente nazionale del Partito Democratico Matteo Orfini e l’ala che fa riferimento al Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, lanciato verso la candidatura alla Segreteria Nazionale Dem.

A lanciare il colpo è il presidente del Pd Orfini, intervenendo alla trasmissione radiofonica  Rai ‘6 su Radio1’. Dicendo «Zingaretti mi sembra si candidi a oggi come nuovo leader della minoranza interna con una ipotesi e un progetto di ritorno al passato, con l’idea che dobbiamo rifare le coalizioni che tengono insieme da D’Alema e Speranza fino al fronte
moderato. Non mi sembra la soluzione, non ha funzionato in passato né alle ultime amministrative, nè ha garantito l’azione di governo».

Gli risponde a distanza il segretario regionale del Lazio dei Giovani Democratici. Luca Fantini, dagli studi di Teleuniverso, nel corso della registrazione dell’ultima puntata della trasmissione A Porte Aperte, ribatte a bruciapelo. E dice: «Se il passato è rappresentato dal nostro ritorno alla guida della Regione Lazio, se il passato è il nostro ritorno alle guida del III e dell’VIII Municipio di Roma dopo appena due anni di governo a Cinque Stelle, questo è un passato al quale vogliamo tornare perché ci piace molto. Anche perché il presente che ci ha fatto vedere Orfini francamente ci è piaciuto poco».

 

Non finisce qui. Matteo Orfini sulla radio prosegue. E aggiunge. «Figure come Gentiloni e Calenda “non credo possano essere rappresentative di tutte le opzioni in campo. Gentiloni non ho idea cosa ne pensi, è un pò che non parla, lo ascolteremo».

Liquida la questione Luca Fantini: «Orfini prenda atto che l’epoca delle esclusioni nel Pd è finita. Si deve aprire una fase di inclusione, nella quale si torni a riconoscere a tutti il proprio spazio. Sta alla capacità dei leader fare la sintesi politica. Noi ascolteremo tutti. Ed a tutti riconosceremo il loro spazio».

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