Zingaretti chiama, Tajani rilancia

 

Prima il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, poi il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Entrambi protagonisti di un tour in provincia di Frosinone. Entrambi accompagnati dalle delegazioni locali dei rispettivi partiti (Pd e Forza Italia), anche se il Governatore ha volutamente accentuato l’aspetto dell’uomo solo al comando.

Due pezzi da novanta che si muovono perché in realtà le elezioni politiche e regionali sono ormai dietro l’angolo. A febbraio 2018 il mandato scade in entrambi i casi.

Stamattina a Roma Nicola Zingaretti è con Andrea Orlando per lanciare definitivamente la candidatura del Guardasigilli alla guida del Partito. Contro Matteo Renzi. Mentre i leader provinciali dei Democrat sono tutti con l’ex rottamatore: nessuna sorpresa che ci siano Francesco Scalia, Maria Spilabotte, Nazzareno Pilozzi, Antonio Pompeo, Domenico Alfieri, Simone Costanzo.

Non era scontato invece che ci fossero Francesco De Angelis e Mauro Buschini. Nicola Zingaretti punta su uomini nuovi sul territorio.

Discorso opposto per Antonio Tajani. Con l’europarlamentare e con il consigliere regionale Mario Abbruzzese c’erano tutti ieri: il coordinatore Pasquale Ciacciarelli, il dirigente nazionale Silvio Ferraguti, il sindaco Nicola Ottaviani, il consigliere provinciale e comunale Danilo Magliocchetti, il capogruppo al Comune Adriano Piacentini. Soprattutto Alessandra Mandarelli, ex assessore comunale della giunta Marzi, ex assessore regionale dell’esecutivo Marrazzo, ex consigliere regionale del listino di Renata Polverini. Sarà candidata alla Camera.

Antonio Tajani ha sviluppato il suo intervento in chiave nazionale, defininendo irrealistiche e pericolose le posizioni contro l’Europa. Quindi anche quelle di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Matteo Salvini (Lega).

A modo loro, Zingaretti e Tajani, a livello nazionale non hanno paura di stare in minoranza. Nel Partito Democratico e nel centrodestra. Se però poi le loro scelte si riveleranno maggioritarie, allora i rispettivi cerchi magici cominceranno a studiare da… Gigli. Fiorentini naturalmente. O arcoriani, che non vuol dire extraterrestri.

 

 

Foto: copyright archivio Michele Di Lonardo, per gentile concessione dell’autore

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