Zingaretti, D’Amato, Ruberti: quelli che vogliono prendersi Roma. E poi l’Italia

Fanno parte della war room di Roberto Gualtieri. Lo schema di sei liste a sostegno. Il ruolo decisivo del Governatore, dell’assessore e del potentissimo capo di Gabinetto. Una strategia studiata a tavolino.

Nel quartier generale di Roberto Gualtieri, candidato a sindaco di Roma, è forte la convinzione che al primo turno l’ex ministro si giocherà l’accesso al ballottaggio con Virginia Raggi. Ma anche che poi, al secondo turno, sarebbe il grande favorito. Sta costruendo la coalizione. Lo chiamano già “il cacciatore dei grillini pentiti”, per la capacità di intercettare quelli che hanno lasciato la Raggi sbattendo la porta.

Però il fulcro sarà rappresentato dalla lista del Pd. Dove troveranno spazio diversi candidati uscenti ma anche nomi nuovi. Dove saranno rappresentate tutte le correnti, con Roberto Gualtieri intenzionato a dire la sua sempre.

La war room

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri

Ma è la war room a fare la differenza. Ne fanno parte il  presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato e Albino Ruberti, potentissimo capo di Gabinetto dello stesso Zingaretti.

Ci sarà poi una lista civica che porterà il nome del candidato sindaco,  Gualtieri, e che si chiamerà Alleanza per Roma. Ha scritto Fanpage: “Un contenitore dove Gualtieri vuole che trovino spazio nomi e volti nuovi della società civile, ma dove potrebbero trovare spazio anche i fuoriusciti del Movimento 5 Stelle, in particolare Donatella Iorio e Marco Terranova.”

Ci sarà poi la lista dei Verdi Europei che correranno con il loro simbolo, così come i Socialisti che alle primarie hanno partecipato con la consigliera comunale Cristina Grancio. Sul fronte dei “moderati” troviamo la lista di DemoS – la forza cristiano sociale molto vicina alla Comunità di Sant’Egidio – pronta  a rappresentare il mondo del volontariato e il cattolicesimo di base. Più difficile la situazione a sinistra. A Giovanni Caudo è affidata la costruzione di una lista civica e di sinistra. Lo schema è questo.

Nel bunker

Ma torniamo alla war room. Albino Ruberti garantisce i contatti e le relazioni con mondi sterminati di ogni tipo di settore. E li garantisce con discrezione e operatività.
Alessio D’Amato è l’uomo di punta della giunta regionale. In nessuna altra parte d’Itala (con la sola eccezione della Lombardia) è l’assessore alla Sanità e non il Governatore a fare il quotidiano punto della situazione sulla pandemia.

Poi c’è lui, Nicola Zingaretti, mancato candidato sindaco di Roma. Ma ora grande capo di una coalizione che vuole mandare a casa Virginia Raggi e battere il centrodestra nella città eterna. Per fare cosa poi? Cambiare verso alla politica nazionale. E prendersi la golden share del campo riformista.

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