Zingaretti da Fiuggi avverte: «Rigenerare il Centrosinistra chiunque sia il Segretario»

Il governatore del Lazio interviene dal congresso dell'Udc a Fiuggi. E manda una serie di segnali al suo Partito. ma anche a tutta quell'area del cattolicesimo democratico che dal Pd si è allontanata. Chiede di rigenerare il Centrosinistra. A prescindere da chi sarà il nuovo Segretario nazionale Dem

Il nuovo segretario nazionale Pd? È più importante avviare un processo di rigenerazione del centrosinistra. Ne è convinto Nicola Zingaretti: lo ha detto a margine della festa dell’Udc a Fiuggi.

 

Delrio (quasi) l’avversario

Le indiscrezioni dicono che il suo avversario sarà Graziano Delrio, l’ex ministro che ha riformato le Province. Perché Matteo Renzi lo avrebbe quasi convinto ad accettare, nella convinzione di raggiungere un obiettivo preciso: riunificare le varie correnti che avevano sostenuto il suo governo. Coinvolgendo così Paolo Gentiloni e Dario Franceschini, che oggi invece sono molto più vicini a Zingaretti.

La possibile discesa in campo di Graziano Delrio alla segreteria del Pd? Nicola Zingaretti sorride e dice «C’è un dibattito legittimo, quel che sto facendo io è girare l’Italia» per ricostruire «un’alternativa», partendo da «una nuova generazione che può e deve ridiventare protagonista, anche per spazzare via tutto il retaggio di un correntismo esasperato e di tanto notabilato che c’è e in parte è stato il problema del Pd».

 

I giovani ai quali stanno scippando il futuro

Su Il Foglio di questa mattina Alessandro Barbano manda un messaggio alle giovani generazioni. Sollecita i ragazzi ad aprire gli occhi. Gli fa notare che due terzi delle risorse dell’attuale Governo andranno a finanziare l’abbassamento dell’età in cui andare in pensione e ad aumentare l’assegno pensionistico. Insomma, si investe tutto su una generazione diversa dalla loro.

Nicola Zingaretti sembra agganciare quella preoccupazione. E da Fiuggi dice che ora bisogna scrivere «una nuova agenda politica e sociale» ed è «per questo che è importante il congresso, non tanto per eleggere il nuovo segretario» ma «per aprire un processo di rigenerazione del centrosinistra».

 

Congresso prima delle Europee

Il congresso, assicura Nicola Zingaretti, si terrà prima delle elezioni Europee. Ma «l’importante è iniziare a parlare con gli italiani di nuovo per dire loro che si può cambiare e che abbiamo capito che le sconfitte vanno prese sul serio».

«La cosa importante – sostiene il governatore, candidato alla segreteria nazionale Pd – è cominciare a parlare con gli italiani di nuovo, per dire che si può cambiare, che c’è una speranza da ricostruire, che abbiamo capito che le sconfitte vanno prese sul serio, e cambiare».

 

Cambiare l’Europa, non distruggerla

Da Fiuggi Nicola Zingaretti fa partire anche un altro messaggio importante. Un messaggio in difesa dell’Europa. E non una difesa politica. ma pratica. Spiega perché ci conviene oggi stare sotto l’ombrello dell’Ue.

«Dire che si è contro l’Europa sembra cool, in realtà l’Europa va cambiata ma non distrutta. Se l’Ue la distruggiamo a picconate, gli italiani rimarranno soli rispetto alle altre potenze mondiali. Chi si dice sovranista è il primo nemico della sovranità italiana: se muore l’Europa arrivano in 7 giorni e si comprano tutto. Teorizzare alleanze con personaggi come Orban è il simbolo di una deriva di chi vuol far male all’Italia e agli italiani, non di chi vuole difenderli».

 

Il governo? Non tiene

Dal palco di Fiuggi Nicola Zingaretti ne ha anche per il governo gialloverde.

«Si vede, anche in questi giorni, che non è la soluzione. Non ce la fanno, bisogna costruire un’alternativa che al momento non c’è. Il contratto sottoscritto da M5S e Lega purtroppo non tiene, e dico purtroppo da italiano anche se non condivido quel contratto: è pieno di illusioni vendute in campagna elettorale».

Ma quelle promesse, dice il governatore «insieme sono totalmente irrealizzabili e incompatibili» e tenute in piedi da «due forze politiche diverse e che sono insieme per convenienza, non perché convinti. Questo apre un grande e serio problema: i litigi continui li pagano gli italiani, con lo spread ad esempio».

Tutto questo «apre un grande e serio problema – aggiunge – perché questi litigi continui li pagano gli italiani con lo spread, ad esempio, e cominciano a pagare il prezzo di questa indecisione». 

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