I muscoli di Zingaretti: «Nel Lazio la più grande giunta di Centrosinistra in Italia»

Il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti riunisce la giunta. E manda segnali al Pd. Senza accendere nuovi fuochi dopo quelli di Orlando e Cuperlo contro il caminetto di Renzi. La via zingarettiana al dialogo politico: 'Terrò conto delle opposizioni'. Il sorpasso al M5S sul suo terreno

Gli domandano del Presidente della Repubblica e delle consultazioni con cui capire chi possa costruire la nuova maggioranza di governo alla quale affidare il Paese. Nicola Zingaretti sta al gioco e risponde: «Ho fatto tante consultazioni sull’amministrazione regionale, non mi sono occupato delle consultazioni al Quirinale».


La realtà è che vogliono capire cosa pensa della attuale linea politica del Pd l’uomo che ha annunciato la sua intenzione di mettersi alla guida del Partito. Glielo domandano in un momento delicato, nel quale basta una sola scintilla per innescare un nuovo incendio: l’ala del ministro Andrea Orlando (della quale Zingaretti fa parte) e di Gianni Cuperlo hanno appena attaccato Matteo Renzi «Deve decidere: se ritiene che la colpa della sconfitta non sia sua, ma mia o dei cambiamenti climatici ritiri le dimissioni. O lascia governare Martina o torna in campo». Tutto colpa del “caminetto” che il segretario – non più segretario ha riunito in Via Veneto con Boschi, Lotti, Rosato e Bonifazi per fare il punto.


Nicola Zingaretti sa che non è il momento di gettare benzina sul fuoco. Semmai di proporre uno scenario diverso. Disinnesca dicendo «Credo che il presidente della Repubblica Mattarella stia svolgendo un ruolo egregio e bisogna aver fiducia nel Capo dello Stato. Pensiamo alla Germania, che non ha avuto un Governo per sei mesi, o al Belgio o alla Spagna. Sono stati momenti delicati che le democrazie hanno saputo affrontare. Vedo che il presidente sta svolgendo con grande maestria il ruolo che la Costituzione gli ha affidato».



È a questo punto che manda il segnale: il modo diverso di fare politica. Quel modo Zingarettiano di costruire il dialogo anche con chi non parla la tua lingua, di costruire ponti in mezzo al nulla nella certezza che la strada molto presto passerà di lì. «Mercoledì ci sarà il mio discorso di insediamento, figlio di tutti gli incontri che ho avuto con le forze politiche di opposizione che hanno chiesto di farmi carico di tanti temi che mi hanno segnalato».

Come a dire: nemmeno io ho una maggioranza. Ma se si sa costruire il dialogo non si finisce all’angolo. Non si rischia di lasciare il Paese nelle mani di altri. Concetti che Nicola Zingaretti ha detto dopo la prima riunione di giunta che si è svolta oggi, nella sede della Regione sulla Cristoforo Colombo.



Se non fosse chiaro, il Governatore aggiunge: «Visto che nel Consiglio regionale non c’è la maggioranza farò di tutto per fare un discorso di investitura del presidente avendo come punto di vista ma, lo ripeto, facendomi soprattutto carico di quanto le diverse opposizioni mi hanno segnalato. Con il discorso di investitura proporrò un’agenda condivisa e quindi le Giunte cominceranno a produrre quegli atti da produrre in Consiglio sulla base di una condivisione collettiva».



Non fa accordi con il Movimento 5 Stelle, Nicola Zingaretti sorpassa i grillini sulla loro stessa strada: annuncia quello che Luigi Di Maio sogna di voler fare, un documento chiaro e condiviso con gli altri per realizzare insieme le cose che stanno scritte in quell’agenda. Impossibile per le truppe a Cinque Stelle dirgli di no.



Ma l’impronta politica è tutta la sua. Anche questo Nicola Zingaretti lo mette in chiaro: «Nel Lazio oggi abbiamo la più grande giunta di centrosinistra d’Italia, questa é stata una bella soddisfazione, ora dovremo fare in modo che questa alleanza del fare, questa amministrazione di centrosinistra, dimostri che ne valeva la pena».

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