Zingaretti, il nuovo Ulivo, Gasbarra, Renzi e la tentazione di sfasciare tutto

I sondaggi riservati commissionati dal Governatore. L'attesa per le conferme dalla Sicilia. La richiesta di avere le mani politicamente libere per tentare un nuovo laboratorio politico. Sulle tracce dell'Ulivo

Nicola Zingaretti se la sta “tirando”. Intanto ha commissionato dei sondaggi particolarmente riservati per capire la reale situazione a poco meno di sei mesi dal voto. Poi aspetterà l’esito delle regionali siciliane, quindi attenderà di capire se ci sono gli spazi e i tempi per una nuova legge elettorale, non tanto alla Regione, quanto alla Camera e al Senato. Ma soprattutto vuole prima vedere chi sarà il candidato del centrodestra. Quello dei Cinque Stelle non lo preoccupa più di tanto, perché l’effetto Roma di Virginia Raggi non assicura il vento in poppa ai pentastellati, lacerati al proprio interno e non soltanto sulle candidature a Governatore che circolano: Davide Barillari, Valentina Corrado, Roberta Lombardi.

 

Nicola Zingaretti è l’unico che può riunire il centrosinistra, cercando anche di proseguire l’intesa con Alternativa Popolare. Potrebbe perfino riuscire nell’impresa, oggi complicata, di “recuperare” Articolo 1 Mdp.

 

Zingaretti sa benissimo che nel Pd circolano altri nomi, a cominciare da quello di Enrico Gasbarra, tenuto al coperto, ma che inevitabilmente circola. Più di quello di David Sassoli. La politica ha le sue regole e nel Pd adesso a menare le danze è il segretario Matteo Renzi. Zingaretti si aspettava di più da Andrea Orlando, ma a questo punto farà da solo. E’ convinto di poter centrare il bis, ma vuole carta bianca sulle alleanze e perfino sulle liste. Come fece nel 2013, quando impose il veto su chi era già stato consigliere regionale.

 

Se non vogliono ricandidarlo, allora chiederà un posto al Senato. Eleggibile naturalmente. Blindato anzi.

 

Il centrodestra non ha le idee chiare. Francesco Storace, Fratelli d’Italia e tutto il mondo proveniente da Msi prima e da An poi vuole il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.
Forza Italia no: preferisce un suo uomo oppure un esponente del mondo confindustriale. E’ per questo che Nicola Zingaretti era in prima fila alla cena di Unindustria qualche settimana fa.

 

Il Governatore nel Lazio immagina un laboratorio per un nuovo Ulivo di ispirazione prodiana. Matteo Renzi non fa salti di gioia. Andrea Orlando non interviene, Enrico Gasbarra è pronto a subentrare. Ma il pallino in mano lo ha Zingaretti. Può aggregare tutto. Ma può anche sfasciare tutto.

 

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