Zingaretti, il Pd e gli inutili compagni di viaggio

Comunque vada a finire, il Partito Democratico dovrà interrogarsi se davvero ha senso continuare a restare alleati di Cinque Stelle e Italia Viva, perché andare avanti in questo modo porterà un inevitabile logoramento.

Ha ragione Nicola Zingaretti quando dice che sta combattendo da solo. E poi aggiunge, con riferimento al Governo (ma anche alla maggioranza), che se la bicicletta si ferma, alla fine cade. Il centrodestra ha chiuso la campagna elettorale con Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Antonio Tajani (Forza Italia) sullo stesso palco. A chiedere ai loro elettori di votare compatti per provare a vincere ovunque. Soprattutto in Toscana, perché lì farebbe la differenza. (Leggi qui Zingaretti, più orgoglio che rabbia: “Solo il Pd contro le Destre”).

Nicola Zingaretti

Lui, Nicola Zingaretti, segretario del Pd, ha chiuso da solo. Spiegando ancora una volta che non si può governare da avversari. Il Governo non cadrà probabilmente, comunque vada a finire. Ma la domanda che la sinistra deve porsi è se vale la pena continuare in questo modo. Perché continuare in questo modo vuol dire logorarsi progressivamente. Arrivando ad un punto di non ritorno. E’ necessario squarciare una volta per tutte il velo dei ipocrisia.

Di Maio “cattiva compagnia”

In queste ore Luigi Di Maio dice a Zingaretti che ci sono tante cose da fare insieme. Ma nelle prossime ore la sinistra è con il fiato sospeso sui risultati di tre Regioni chiave come la Puglia, le Marche e la Toscana. Regioni che il centrodestra unito può conquistare.

Ma tutto questo non è frutto del caso o di oscure trame dei poteri forti. Tutto questo sta avvenendo perché l’alleanza di Governo non esiste. I Cinque Stelle presentano candidati “contro” quelli del Pd. Operazione che, seppure su scala ridotta, ha fatto anche Italia Viva di Matteo Renzi.

Esiste una maggioranza parlamentare che nel Paese reale non si vede. Davvero c’è soltanto il Pd a provare a fronteggiare un centrodestra unito e agguerrito. Alla fine la differenza vera è questa soltanto.

Zingaretti, ne vale davvero la pena?

Luigi Di Maio Foto © Imagoeconomica / Alvaro Padilla

Non servirà a nulla archiviare una eventuale sconfitta dicendo che ora bisognerà concentrarsi sull’Economia e sulla legge Finanziaria. Sarà come nascondere per l’ennesima volta la polvere sotto il tappeto.

La riflessione che il Pd deve fare è se vale davvero la pena continuare ad avere questi compagni di viaggio.

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