Zingaretti all’attacco: «Impediamo che un manipolo di incapaci prenda la Regione»

Zingaretti all'attacco: «Impediamo che un manipolo di incapaci prenda la Regione». Inaugura il comitato a Roma: «Nella nostra città assessori cadono come birilli, noi abbiamo avuto sempre stessa squadra»

La campagna elettorale adesso è cominciata. Nicola Zingaretti toglie i panni del Governatore ed indossa quelli del candidato. E subito carica a testa bassa.

 

Lo fa inaugurando a Roma il suo comitato elettorale, in via Cristoforo Colombo 163. Il primo attacco, frontale, è proprio contro chi governa la Capitale.

 

«In una città in cui gli assessori cadono come birilli, perché incapaci, nella Regione Lazio abbiamo avuto sin dall’inizio la stessa squadra. Dobbiamo impedire che un manipolo di incapaci che non sanno fare nulla e cavalcano le paure della gente arrivino a gestire anche la Regione».

 

Nulla a che vedere con i rigidi toni istituzionali che Nicola Zingaretti si è imposto per cinque anni. Lo spartito adesso è cambiato e la musica è diversa. da crescendo rossiniano.

 

«Abbiamo conosciuto più assessori al Comune di Roma in due anni che negli ultimi 25».

 

Nei giorni scorsi il suo comitato ha trascorso buona parte del tempo a smentire le notizie false messe in circolazione. Nicola Zingaretti non perde l’occasione per sottolinearlo: «Nel corso della nostra campagna dovremo combattere non solo contro idee diverse, che poi è il bello della democrazia, ma anche contro bugie, falsità, delazioni. Le chiamano fake news, io le chiamo bugie. Contro questo dobbiamo combattere».

 

Ricorda i risultati raggiunti, gli ospedali riaperti, il buco nella Sanità finalmente sotto controllo, le opere realizzate e quelle programmate.

 

«Siamo una Regione che difende se stessa. Sta scattando lo spirito giusto. Una Regione -ha ricordato- che non vuole ritornare indietro e vuole andare avanti. E soprattutto che non vuole che, sulla base delle bugie, delle ingiurie, delle falsità, delle cattiverie e dell’odio, vinca chi non ha neanche un’idea di come risolvere i problemi».

 

Con la chiusura del debito e la fine del commissariamento, inizieranno gli investimenti più importanti. «Il Lazio ha bisogno di soluzioni. Ne hanno diritto le persone. Noi ne abbiamo date tante e con umiltà diciamo… ‘rompiamo un tabù’. Nel Lazio nessuno ha mai vinto due volte. E questo si vede perché ogni 5 anni rimettiamo le lancette dell’orologio indietro, mentre le altre regioni vanno avanti. Ora tocca a noi andare avanti e andare avanti tutti».

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