Zingaretti: il nome del sindaco c’è

Foto © Imagoeconomica / Carlo Lanutti

Nicola Zingaretti parla al Corriere. E conferma che il candidato sindaco di Roma. Sarà del Pd: “una delle personalità politiche di maggiore rilevanza in Italia e a livello internazionale”. Il Partito, le Regionali, le voci di congresso.

Il nome del sindaco di Roma c’è. Il Centrosinistra torna alle sue origini e per la Capitale si prepara a mettere in campo una figura del massimo spessore. Lo farà subito dopo le elezioni di settembre. È Nicola Zingaretti a spazzare il campo dalle illazioni e dalle polemiche.

Il futuro sindaco di Roma sarà, nei prossimi anni, una delle personalità politiche di maggiore rilevanza in Italia e a livello internazionale. La superficialità con la quale nel caldo agostano è stato affrontato questo tema e imbarazzante. Ha rimosso la portata di questa sfida con un fiorire di nomi senza senso e slegati da qualsiasi progetto”.

Il Segretario nazionale del Pd lo ha detto questa mattina al Corriere della Sera. Al quotidiano milanese ha chiarito che non ci sono ritardi nell’indicazione dei nomi. Per questo – ha spiegato – “sono prive di fondamento le polemiche di questi giorni. Le candidature si avranno dopo le amministrative 2020. È quasi banale doverlo ricordare”. (leggi qui Giachetti lancia Calenda. Morassut lancia i temi).

Organici o no

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Nicola Zingaretti ha chiarito anche cosa si debba intendere per ‘alleanza’ con il Movimento 5 Stelle. Ha spiegato che anche «Il dibattito su un’alleanza “organica” o “non organica” appassiona pochi e per certi aspetti è incomprensibile. Abbiamo deciso con Italia Viva, Leu e 5 Stelle di governare l’Italia per tutta la legislatura. È dunque un’alleanza che ha delle ambizioni politiche e una missione da realizzare. Tale alleanza si verifica ogni giorno nei processi reali. Occorre una maggiore concordia e la rigorosa verifica della bontà delle nostre decisioni. D’altra parte noi l’abbiamo detto mille volte. Crediamo al governo, vogliamo collaborare meglio con i nostri alleati, ma restiamo convinti che è giusto assumersi responsabilità e gestire il potere solo fino a quando tutto questo risulta utile all’insieme della nostra comunità». 

È una serie di messaggi per gli alleati. A Partire dal Movimento 5 Stelle. Al quale Nicola Zingaretti fa capire che il Pd non è attaccato al Governo né alla Legislatura: ha ricordato che l’alleanza è stata fatta per governare il Paese realizzando cose concrete, sottolineando che l’alleanza ha un senso fino a quando quelle cose si fanno e sono utili agli italiani. In caso contrario non ha senso continuare.

E se le Regionali…

Nicola Zingaretti e Dario Franceschini © Imagoeconomica, Benvegnu’ e Guaitoli

I sondaggi danno le Regionali in bilico: stando ai numeri due regioni vengono assegnate al centrosinistra e due al centrodestra, le altre due possono fare la differenza e chiudere la tornata di settembre con un 4-2, oppure con un 3-3 ma anche con un 2-4.

C’è chi spera vadano male al Pd per poter rimettere tutto in discussione all’interno del Partito. Il Corriere chiede a Zingaretti se si dimetterà in caso di risultato negativo. La risposta è in piena sintesi zingarettiana: in ogni caso, a prescindere dal risultato, il Partito Democratico andrà verso un «grande dibattito sul futuro dell’Italia, a prescindere dal risultato che riusciremo ad ottenere e che riguarda il Pd, l’insieme dell’alleanza ed anche il governo nazionale. Il Pd si candida a guidare con spirito unitario, la transizione ad un’altra Italia».

Il Pd secondo Zingaretti

Nicola Zingaretti

«Quando ci si chiede cos’è il Pd, io rispondo: il Pd è la garanzia ed il motore affinché le cose cambino in meglio. Quello che abbiamo fatto fin qui è stato importantissimo. Abbiamo gestito la pandemia e rafforzato il nostro rapporto con l’Europa che sta cambiando. Tutto questo lo abbiamo guadagnato sul campo. Ora occorre, se intendiamo continuare insieme a dare una guida alla Repubblica, mettere in campo una progettualità ed una visione più forte». 

In pratica, dietro l’angolo c’è un cambio di marcia. C’è un Pd più incisivo e più definito, con un progetto di cambiamento del Paese del quale vuole essere il motore.

Ed il nome del candidato sindaco di Roma sarà la sintesi di questo cambio di passo.

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