Zingaretti-Letta, un anno per prendersi tutto

Dopo la vittoria della partita per il Quirinale il Governatore del Lazio ha fatto i complimenti al segretario Dem. Ora inizia la lunga marcia per approdare in parlamento e, nel caso di vittoria del centrosinistra, diventare ministro. Ma nel frattempo vuole blindare la successione alla Regione. E le sue mosse anticiperanno quelle nazionali. Ecco perché.

Ha fatto gli auguri a Sergio Mattarella ed i complimenti a Enrico Letta e al gruppo dirigente del Partito Democratico. Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e alla guida dei Dem fino allo scorso anno, non ha mancato di sottolineare come mai i rapporti di forza in Parlamento erano stati così sbilanciati a favore del centrodestra per l’elezione del Capo dello Stato. E che di conseguenza Letta è stato doppiamente bravo a giocare e vincere da protagonista.

Non è una presa di posizione banale oppure doverosa. Si tratta invece di un ragionamento politico di un uomo politico che guarda al futuro non dimenticando mai il passato e la prospettiva.

Il percorso dei due Segretari

Nicola Zingaretti ed Enrico Letta (Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Nicola Zingaretti ha vinto il congresso del Pd con il progetto di Piazza Grande, ha riportato il partito al Governo dopo l’autoestromissione di Matteo Salvini, ha ricominciato a vincere nei Comuni e nelle Regioni. Inoltre è quello che più di tutti ha favorito un’intesa vera con il Movimento Cinque Stelle, nominando due assessori pentastellati nella giunta del Lazio.

Enrico Letta ha continuato quel tipo di percorso e adesso si vede all’orizzonte la fine della legislatura parlamentare. Ma pure di quella regionale.

Nicola Zingaretti è destinato ad un salto: concorrerà per la Camera o per il Senato e nel caso di una vittoria dei Democrat o di condizioni favorevoli per un esecutivo di centrosinistra sicuramente farà il ministro. Contemporaneamente però deve preoccuparsi della “successione” alla Regione Lazio. Indipendentemente dai nomi che circolano maggiormente, cioè quelli di Daniele Leodori e Alessio D’Amato.

Il problema è il quadro

Nicola Zingaretti e Roberta Lombardi

Deve preoccuparsi di un quadro politico che in questi dieci anni ha rappresentato la roccaforte del Pd e dell’area progressista. Nel 2013 il successo di Nicola Zingaretti archiviò l’esperienza di centrodestra di Renata Polverini. Poi nel 2018 rappresentò il baluardo della controtendenza, perché il bis alla Regione arrivò lo stesso giorno del disastro del centrosinistra a livello nazionale. La fine del Pd renziano.

Se l’esito della partita per il Quirinale fosse andato diversamente nel Pd si sarebbe scatenato il caos. E il congresso anticipato avrebbe rappresentato una mina vagante. Adesso ci sono dodici mesi di tempo per preparare le elezioni.

Il primo passo sarà la riforma della legge elettorale. Ma attenzione anche alle mosse di Nicola Zingaretti alla Regione. Anticiperanno quelle nazionali.

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