Zingaretti non si fida, Ottaviani neppure

Domenica sapremo se il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani potrà essere tenuto in considerazione per le primarie del centrodestra per la scelta del candidato sfidante di Nicola Zingaretti. Ammesso che Zingaretti si ricandidi però.

 

A Fiuggi il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi parlerà degli orizzonti politici in vista delle candidature a Camera, Senato e Regione. Indicherà le alleanze possibili, ma pure i requisiti. Dopo mesi di lodi indirette a Nicola Ottaviani per la vittoria bis, con il 56%, da sindaco di Frosinone, il momento della verità è arrivato. Se non ci saranno le primarie, difficilmente Ottaviani indosserà l’armatura di “crociato” per combattere politicamente le regionali. A lui interessa il metodo. Se dovessero esserci le solite logiche romanocentriche calate dall’alto, allora Ottaviani al massimo sarà… un elettore. A proposito: il sindaco di Frosinone ha o no la tessera di Forza Italia?

 

Quanto a Zingaretti, c’è un fatto obiettivo: negli ultimi mesi si è fatto fotografare con il segretario provinciale del Pd Simone Costanzo (area di Franceschini) e con il presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo (area Scalia). Ha curato molto i rapporti mediatici con l’assessore Mauro Buschini (area Orfini) e con il consigliere Marino Fardelli (area Scalia), ha più volte incontrato i senatori Bruno Astorre, Francesco Scalia e Claudio Moscardelli. Alla presidenza della Regione si candiderà soltanto se potrà imporre la sua linea, a partire dalle alleanze: da Mdp di Massimo D’Alema ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano. Guardando anche alla sinistra più radicale. Se Matteo Renzi glielo concederà, bene, altrimenti Zingaretti cercherà una candidatura al Senato e questo spiega probabilmente la sua offensiva mediatico-ecumenica in provincia di Frosinone.

 

I rapporti con Renzi sono ai minimi storici, ma a questo punto il Governatore vuole vedere se il ministro della giustizia Andrea Orlando si batterà nel partito per blindarlo. Al Senato naturalmente.

 

La questione è importante anche a livello locale, perché nel 2013 Zingaretti chiese ed ottenne che i consiglieri regionali in carica non si ripresentassero. Un nuovo candidato alla presidenza della Regione potrebbe fare altrettanto. A quel punto le carte potrebbero mischiarsi, con Buschini e Fardelli “costretti” a reinventarsi altrove e con Pompeo, Pilozzi e Spilabotte pronti ad invertire la rotta.

 

Pure il Movimento Cinque Stelle non dorme sonni tranquilli: dopo il doppio pasticcio delle candidature a sindaco di Genova ed a presidente della Regione Sicilia, nel Lazio i pentastellati si giocano tutto. Si profila il derby tra Valentina Corrado e Roberta Lombardi, ma visto che ormai si voterà insieme alle politiche l’ipotesi Paola Taverna potrebbe riprendere quota.

 

Nessuna certezza quindi sulle candidature a presidente, mentre il listino resterà e forse verrà introdotta la doppia preferenza. Nicola Zingaretti e candidati del centrodestra e dei Cinque Stelle. Un tris di incognite.

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