Il bersaglio di Zingaretti dietro alla frase sulla fatica per il doppio ruolo

La frase di Nicola Zingaretti che per un pomeriggio ha mandato in fibrillazione il Pd. Per ore si pensa che stia per fare un passo in dietro. E che si prepari a fare il premier. In serata l'indizio: che fa capire come fosse una frase ad uso interno. Ecco con chi ce l'aveva

«In questi mesi ho onorato un doppio impegno, quello di presidente della Regione e di leader nazionale. Oggi avverto un po’ il peso e la fatica di un doppio ruolo. (…) Nelle prossime settimane vedremo e discuteremo su come andare avanti». La frase che manda in fibrillazione il Partito Democratico, Nicola Zingaretti la pronuncia pochi minuti dopo le 14.30.

Da qualche secondo ha finito la conferenza stampa che certifica un altro suo successo amministrativo: traccia il bilancio della lotta alle Mafie nel Lazio e lo fa dalla villa confiscata ai Casamonica. È il clan che ha sfidato lo Stato ostentando il suo potere, sbattendo in faccia a tutti la sua ricchezza criminale. Tenere la conferenza sulle mafie lì è il segno che lo Stato c’è, la Regione è parte dello Stato ed ha già assegnato quella villa ad attività sociali. (Leggi qui Mafie nel Lazio, il piano della Regione per cancellarle).

Lombardi e Zingaretti

Come ad ogni fine di conferenza stampa c’è la ressa dei giornalisti. Il quadro politico nazionale è confuso: il Movimento 5 Stelle si sta sfaldando, l’ala dialogante di Roberta Lombardi raccoglie i successi non solo nel Lazio, dovunque il M5S abbia ragionato insieme al Pd ha vinto; dove non lo ha fatto si è schiantato. (leggi qui Zingaretti e Lombardi, se non ora quando?).

Ma c’è maretta anche all’interno dei Dem, Dario Franceschini marca sempre le distanze, gli ex renziani di Base Riformista non si rassegnano di fronte ai risultati delle Regionali che dovevano segnare la fine del Segretario e invece lo rafforzano sempre di più. E poi c’è anche la novità di Goffredo Bettini: il papa nero del Pd ha fondato un movimento.

Cosa vuole dire quella frase, a chi è diretta?

Le frasi di Zingaretti

Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Un dato è certo: non è una frase detta per caso. Non è una voce dal sen sfuggita: sul globo terracqueo non c’è essere vivente capace di ricordare una sola frase sfuggita a Nicola Zingaretti. Se l’ha detta significa che l’ha pensata, soppesata, limata e poi sparata.

Per comprenderla bisogna leggerla nel contesto in cui è stata detta. Al Segretario nazionale del Pd e Governatore del Lazio è stato appena domandato se entrerà nel Governo ed andrà a fare il ministro. Eppure aveva già chiarito l’argomento l’altra sera andando da Fazio su Che Tempo Che fa. (Leggi qui Fine dei giochi. Alla Regione Lazio si voterà nel 2023. Ora tocca alla Lombardi).

La risposta è la stessa di due giorni fa. “Non sono assolutamente in campo per una figura di ministro. Sono contento del risultato politico del Pd e sono contento di aver ridato all’Italia un grande attore del riformismo italiano, un partito presente in tutto il Paese, importante pilastro delle alternative alle destre. Non da solo, ma con alleati nazionali e nei territori civici“.

A questo punto arriva la frase da cardiopalmo. “In questi mesi ho onorato un doppio impegno, quello di presidente della Regione e di leader nazionale. Oggi avverto un po’ il peso e la fatica di un doppio ruolo, soprattutto nel momento del covid, che richiederà una presenza e che sarà costante. L’impegno di leader nella fase che abbiamo davanti sarà importante, ricca di discussione politica, di sostegno al governo, di rigore ma troveremo una risposta anche a questa situazione che è faticosa, molto pesante e alla quale io credo molto. Per questo ho fatto davvero di tutto per onorare questo doppio ruolo. Nelle prossime settimane vedremo e discuteremo su come andare avanti“.

La frase è inequivocabile: “avverto il peso e la fatica di un doppio ruolo. (…) Nelle prossime settimane vedremo e discuteremo su come andare avanti”.

Le due interpretazioni

Nicola Zingaretti

Possibile chiave di lettura n°1: Zingaretti sta per mollare la carica da Presidente della Regione Lazio o quella da Segretario. Se così fosse, rinuncerebbe al ruolo da Governatore per concentrarsi sul Partito e sul futuro del Paese. Non c’è una sola ragione per la quale rinunciare ad un ruolo che consente di guidare l’Italia verso la modernizzazione che fino ad oggi mai nessuno ha raggiunto davvero. Anche ragionando in termini di potere fine a se stesso, cosa che Zingaretti non fa, bisogna tenere conto che è il Segretario ad avere la prima e l’ultima parola su tutte le candidature.

Ma ha appena detto che non intende andare a fare il ministro. Allora è un preavviso di sfratto a Giuseppe Conte? Dopotutto Nicola Zingaretti ha il vento in poppa in questo momento: ha vinto dove nessuno osava sperarlo. Ha il 5 Stelle in sfaldamento, la parte che gli resterebbe accanto sarebbe molto più convinta della collaborazione e quindi disposta a costruire insieme risultati concreti.

Ma non è così. Nicola Zingaretti in questa fase non punta a Palazzo Chigi. È stato eletto per fare il Governatore e lo farà. È stato eletto per fare il Segretario del Pd e lo farà. Lo impone il senso del dovere e del Partito.

E allora?

Il messaggio ad uso interno

C’è la possibile chiave di lettura n°2. Si è trattato di un messaggio ad uso interno. Destinato agli addetti ai lavori: indirizzato al Pd. O meglio, ad una parte del Pd. Quella cioè che nonostante i risultati continua a creare tensioni ed a non voler navigare in maniera unitaria.

Nicola Zingaretti non vuole vivere in uno stato di tensione costante, non intende perdere energie per prevenire gli assedi. Perché c’è un Paese da orientare e da tirare fuori dall’emergenza economica. I giochi di bottega, il potere per il potere, hanno già avuto la loro stagione nel Pd. E Zingaretti non intende rivedere il bis.

Il messaggio con ogni probabilità è per loro. O si va avanti in maniera unitaria oppure posso andare avanti anche da solo.

La conferma che potrebbe essere questa la chiave di lettura giusta arriva in serata. Quando gli chiedono se si stia prepartando ad un passo indietro. Lui sgombra il campo Mi riferivo al ruolo di ministro, non facciamo retroscena”.

Intanto il messaggio è arrivato dove doveva arrivare.

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