La rotta di Zingaretti: «Se non si sconfigge il virus non c’è ripresa»

La prima conferenza stampa di Nicola Zingaretti dopo il Covid-19. Mantenere le attuali misure per continuare a bloccare il virus. Verso un test veloce per tutti i cittadini del Lazio. La ripresa? Se non si batte il coronavirus non si può ripartire. La situazione a Frosinone. Larivoluzione nella Sanità

La catena di comando della Asl di Frosinone non è compromessa: il Direttore Generale Stefano Lorusso ha effettuato il tampone ed è risultato negativo al Covid-19; il suo braccio destro Patrizia Magrini (direttore Sanitario) è a casa e sta lavorando dall’isolamento che le è stato imposto da ieri pomeriggio quando ha scoperto di essere positiva. Stessa situazione per il primario di Penumologia Bruno Macciocchi che è confinato a casa. A fare il punto sulla situazione nell’Azienda Sanitaria di Frosinone è stato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato durante la conferenza stampa tenuta in mattinata con il governatore Nicola Zingaretti e con il vice presidente Daniele Leodori, dalla sede regionale del Numeo Unico di Emergenza 112

È stata la prima uscita ufficiale di Nicola Zingaretti dopo i 23 giorni di malattia dovuti al coronavirus. È ancora debole il governatore, ha detto che gli occorrerà qualche altro giorno per poter recuperare del tutto le energie. Ma ne ha già abbastanza per fare il punto sulla situazione, mandare segnali politici alla maggioranza che governa il Paese ed all’opposizione, agli industriali ed ai lavoratori.

La salute del presidente

La video conferenza stampa

«Sono guarito, sto uscendo da una fase complessa ma sto bene. Oggi sono uscito per la prima volta. Tornerò a casa per una fase di convalescenza per recuperare le forze».

Gli chiedono se sia ancora infetto, se i medici gli hanno detto che adesso può uscire senza rischiare di trasemttere il virus. «La scienza medica conferma che dopo avere contratto un virus si sviluppano degli anticorpi che rendono l’individuo immune dal Coronavirus».

Porta la mascherina, siede al tavolo stando ad un metro di distanza dal suo vice e dal suo assessore. «Porto la mascherina per solidarietà con chi mi circonda, per dare l’esempio di come bisogna tenere alta la guardia. E infine perché è vero che la scienza medica a oggi conferma che siamo in presenza di un virus sconosciuto e quindi ci sono alcune precauzioni da seguire nella dimensione del rapporto pubblico».

Il virus rallenta

Coronavirus, Foto © Marco Cremonesi / Imagoecinomica

Rallenta, la bestia che ha messo a letto il Governatore.Lo dicono le cifre. Lo ribadisce Nicola Zingaretti. «Le misure di contenimento adottate stanno funzionando anche nel Lazio. Grazie alle persone, alla loro grande prova di coraggio e determinazione che si è manifestata rispettando provvedimenti che mai nella storia della democrazia erano stati applicati».

Non bisogna abbassare la guardia. Non ora. Il terrore è di una ripresa, di nuovi focolai, della classica fiammata di ritorno. Per questo il presidente chiede a tutti di non cedere alla tentazione di abbassare la guardia. «Per sconfiggere il virus occorre prima di tutto continuare a mantenere in maniera rigida tutte le misure di sicurezza adottate per limitare i contatti tra le persone. Continuare sul distanziamento sociale».

Poi una sottolineatura su quelli che non rispettano le regole. «Ieri a Roma c’è stato un record di fermati, sono una minoranza molto pericolosa. Questo e’ molto grave e non va bene». 

Ora si tratta di pensare a quelli che devono isolarsi da tutto ma non hanno una casa abbastanza grande per farlo. La Regione punta a duemila posti letto negli alberghi per gli asintomatici. Il Lazio è tra le prime regioni in Italia per numero di tamponi effettuati: oltre 33mila. «Stiamo sperimentando – ha detto il presidente – anche possibili estensioni per avere tamponi veloci». Ma ora stiamo andando verso una nuova fase: «stiamo approntando duemila posti letto per i contagiati asintomatici o per chi ne sta uscendo. I posti letto non sono negli ospedali, anche per tutelare gli stessi pazienti, ma sono quelli messi a disposizione dalla rete alberghiera».

Test per tutti

Provette con Coronavirus © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

A cosa si riferisce Nicola Zingaretti quando parla di test più veloci? A quanto ha rivelato in mattinata Alessio D’Amato: si sta lavorando per fare in modo che tutti i cittadini del Lazio possano essere sottoposti al test sul Covid-19.

Per l’assessore «Stiamo lottando con un virus subdolo e meschino. La nostra arma contro il Covid-19 deve essere il test rapido a tappeto. È fondamentale. Per questo mi auguro che arrivi al più presto una validazione scientifica dalle sperimentazioni che stiamo eseguendo».

Il test è quello in via di sperimentazione allo Spallanzani e tra i medici di base che stanno lavorando sulla popolazione di Nerola. E poi ce n’è uno che ha iniziato a sperimentare il Policlinico Tor Vergata. Sono due. Entrambi sul sangue e danno esiti rapidi.

Con i metodi di oggi ci vorrebbero anni per testare tutti. L’obiettivo invece è quello di avere un test rapido con cui controllare tutti i residenti nel Lazio.

Il sistema rimane

Alessio D’Amato © Foto Imagoeconomica / Sara Minelli

L’emergenza Covid ha obbligato a riorganizzare la rete ospedaliera in tutto il Lazio. Ha obbligato a ridisegnare la mappa della Sanità regionale concepita in questi anni. «Ma – spiega l’assessore Alessio D’Amato – questo non stravolge i piani. Perché anche dopo che il virus sarà sconfitto ci resteranno 450 posti letto di Terapia Intensiva, resterà l’immenso patrimonio di esperienza umana acquisita sul campo, il personale medico che ora è in forza».

L’emergenza infatti ha fatto scavalcare tutte le procedure. Sono state 1104 le nuove assunzioni: 403 medici, 399 infermieri e 300 sanitari delle altre professioni.

Quello che andrà ripensato invece è il ruolo delle case di riposo. Un limite che aveva evidenziato domenica il vescovo Ambrogio Spreafico, presidente di commissione all’interno della Conferenza dei Vescovi Italiani (leggi qui Covid-19, la strage nelle Rsa. Il vescovo Spreafico: «Salviamo gli anziani»).

«Quando usciremo da questa emergenza – annuncia Alessio D’Amatodovremo ripensare completamente l’attività delle Case di Riposo. Non fanno parte del sistema sanitario regionale, ma vengono autorizzate dai Comuni. È un problema serio perché spesso vengono ospitati anziani non autosufficienti, che non ci possono stare». 

L’inizio della rivoluzione

Sulla rivoluzione in atto fa una sottolineatura il Governatore. Tutta tecnologica. È per l’applicazione doctor Covid. «È stata scaricata da 77mila utenti e avendola sperimentata ‘in guerra’ possiamo dire che questa app è l’inizio della rivoluzione del sistema sanitario regionale».

Perché Nicola Zingaretti la ritiene così importante? «Puntiamo a dare ad ogni cittadino regine una app di rapporto con il sistema sanitario regionale e il medico di famiglia. Sarà una proiezione del futuro del sistema sanitario che, anche come assistenza domiciliare, offrirà molto più di quello che abbiamo visto».

No alla faciloneria

Coronavirus, pazienti in Terapia Intensiva. Foto © Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica

Ora si pensa alla ripresa. Zingaretti annuncia che è questione di ore. Col vicepresidente Daniele Leodori si prepara a presentare quello che definisce «il nostro contributo alla ripresa economica».

La realtà è cruda. Unindustria nei giorni scorsi ha indicato con chiarezza i numeri drammatici della crisi. Prevede che una parte delle attività non riaprirà. Servono allora non solo soldi ma soprattutto stimoli straordinari e quindi normative straordinarie. (leggi qui L’allarme di Tortoriello: «Servono mezzi straordinari, coraggio, concretezza»).

Nicola Zingaretti mette in chiaro che «non ci sarà alcuna ripresa economica se prima non si sconfigge il virus». Spiega che non ci sono alternative alle saracinesche abbassate, al lockdown che ha chiuso buona parte delle aziende nel Lazio. Sa bene che ci saranno conseguenze. Ma assicura che «Nessuno sarà lasciato solo. Non solo dal punto di vista sanitario, anche nella propria condizione di vita precaria o perché licenziato o di solitudine o di chiusura di un’attivita».

Come si riprende? Quando? «Attendiamo le scelte del Governo sull’allentamento delle misure. Ma condivido chi ha detto che stiamo parlando della vita di essere umani e sulla vita delle persone non si scherza. Nessuna faciloneria, nessun dibattito politico che non sia supportato dal parere della scienza: sarebbe irresponsabile. L’unico modo di pianificare è farlo sulla base della certezza scientifica. Se si molla ora si rischia di vanificare gli sforzi fatti».

Gli industriali premono sull’acceleratore. Per una ripresa o quantomeno per un progetto certo che indichia la strada da percorrere dopo. «Il mio contributo a questo dibattito è non partecipare ad una discussione che non ha senso se non è fondata sull’indicazione della scienza e su scelte condivise. Scelte che andranno fatte insieme ma sulla base di indicazioni che dovranno venire dal ministero della Salute e dal Comitato Tecnico Scientifico».

La ripresa economica

Foto © Imagoeconomica / Marco Cremonesi

Per Nicola Zingaretti il Comitato tecnico scientifico dovrà produrre indicazioni sullo stato della diffusione del virus. Poi bisognerà costruire un programma di ritorno alla normalità o «a un modo di vivere che sarà quello dopo il Coronavirus. Ma la politica deve attenersi assolutamente e sempre alle indicazioni che verranno. Gli italiani ora hanno bisogno di certezze».

Domani o dopodomani sarà di nuovo in Regione. Presenterà il pacchetto per il sostegno alle imprese e al lavoro. Sono misure per affrontare il tema del sostegno alle imprese e al lavoro. E sono parallele all’azione di governo.

«Col vicepresidente Daniele Leodori presenteremo le azioni regionali – ha spiegato- Bisogna prendere provvedimenti affinché nessuna azienda chiuda e nessuno perda il lavoro nel Paese. Andrà realizzato un grande sforzo dentro una condizione di sostenibilita’ dell’economia“.

Combattere il Coronavirus è il primo tassello della rinascita italiana «che dobbiamo immaginare insieme. Non dobbiamo avere paura sul futuro perche’ l’Italia ce la farà se continuerà a vivere con questo spirito di pensare insieme al futuro, che dobbiamo costruire come italiani e come europei».

Il peso dell’Italia

Alessio D’Amato con Nicola Zingaretti © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

A chi in queste settimane ha criticato l’azione dell’Italia Nicola Zingaretti ha risposto ricordando che siamo stati la prima democrazia occidentale ad affrontare il nuovo coronavirus, «a camminare in una strada buia, abbiamo fatto da apripista sulle cose da fare. Le democrazie dell’occidente stanno riproducendo le scelte che abbiamo compiuto. E chi le ha fatte con scetticismo, ritardo o ironia sta pagando un prezzo enorme“.

Il Governatore ha riconosciuto che c’è stata una fase in cui ha pesato l’incertezza. Perché nessuno aveva idea della potenza di questo Covid-19.

Guardando al futuro, parla di un modello economico e produttivo nel quale «la forza dell’Italia sarà immensa e richiede autorevolezza e capacità di tutti di eliminare le piccolezze del confronto politico e puntare al bene comune del nostro Paese. Su questo sono molto fiducioso. Nessuno pensava un mese fa che milioni di persone, coscienti della gravità di ciò che sta accadendo, accettassero di comportarsi come hanno fatto. E allo stesso modo avverrà che ci rimboccheremo le maniche per ricostruire questo Paese che ripartirà».

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