Via libera a Zingaretti per le consultazioni con l’opposizione

Prima riunione di maggioranza dopo le elezioni. Via libera a Nicola Zingaretti per le consultazioni con le opposizioni. Le linee giuida per formare la giunta. I primi incontri per la Presidenza. E la proclamazione ancora in sospeso

Primi passi verso lo Zingaretti bis in Regione.

La maggioranza ha dato il via libera al presidente per aprire un giro di consultazioni con le opposizioni. Servirà per verificare se esistono le condizioni per definire un’agenda di lavoro comune.

Le elezioni di domenica scorsa hanno confermato Nicola Zingaretti alla guida della Regione Lazio. Ma non gli hanno dato una maggioranza di governo: il centrosinistra ha eletto 24 Consiglieri regionali mentre le opposizioni unite possono contarne 26.

In un primo momento il coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone aveva lasciato aperto uno spiraglio al dialogo. (leggi qui Forza Italia pronta al dialogo con Zingaretti: Fazzone indica la strada) Che però è stato chiuso dopo qualche ora dal candidato presidente del centrodestra Stefano Parisi nel corso di un vertice tra gli alleati che l’avevano sostenuto. (leggi qui Dietrofront di Parisi: «Nessun appoggio a Zingaretti, meglio le elezioni bis»). Spiragli erano stati lasciati anche dal M5S (leggi qui Regione: consiglieri M5S, con Zingaretti confronto: «No pregiudizi, si al bene dei cittadini»). E domani il governatore incontrerà la sindaca Virginia Raggi: ufficialmente per definire le linee di collaborazione tra Comune di Roma e Regione Lazio.

Il vertice in sala Aniene

Il quadro della situazione è stato delineato nel pomeriggio da Nicola Zingaretti nel corso della sua prima riunione di maggioranza dopo il voto. Il vertice è stato riunito nella sala Aniene della Giunta Regionale del Lazio, presenti tutti i consiglieri eletti nelle liste che lo hanno sostenuto.

La sintesi è: siamo ancora qui. Ma non abbiamo i numeri. La rotta che il governatore intende seguire – ha detto – è quella indicata già poche ore dopo la rielezione: individuare alcuni punti chiave da realizzare e vedere chi intende starci.

La maggioranza che è minoranza gli ha dato l’avvallo politico: via libera alle consultazioni. Serviranno per vedere chi vuole starci e chi no.

Allargare la ‘maggioranza’: non serve

C’è un paradosso. Lo Statuto della Regione Lazio non impone di creare una maggioranza. L’aula della Pisana non funziona né come quella di Montecitorio né come quella di Palazzo Madama. Lì il presidente del Consiglio dei Ministri deve presentare il suo programma di governo ed ottenere la fiducia della maggioranza dei due rami del Parlamento.

In Regione no. Non è previsto alcun voto di fiducia. Quindi non occorre una maggioranza stabile. Al punto che Nicola Zingaretti, terminata la riunione, dice: «Il giro di consultazioni servirà per raccogliere formalmente le indicazioni dagli altri gruppi. Non credo ci siano le condizioni oggi per un allargamento strutturale della maggioranza. Non essendoci neanche il voto di fiducia in Consiglio, sarebbe stravagante immaginarlo».

Maggioranze sui fatti

La strategia di Nicola Zingaretti insomma è quella di costruire tutti gli assetti d’aula attraverso il confronto con l’opposizione. Lo stesso schema andrà utilizzato nel momento in cui andranno formate le Commissioni Consiliari Permanenti: sono i gruppi di lavori specializzati sui singoli temi, composte dai Consiglieri che devono discutere i testi da portare poi in Aula per il voto.

«Dobbiamo costruire un processo – ha spiegato Nicola Zingaretti – per cui nella definizione delle Commissioni ci sia un confronto. È indispensabile per evitare di andare a voti al buio».

E la Giunta?

C’è poi da mettere a punto il governo del Presidente. Il fatto che in aula ci siano troppo pochi consiglieri non rende possibile replicare l’esperienza dello scorso anno: consiglieri che sono anche assessori. La linea tracciata oggi è quella che Zingaretti aveva anticipato nella conferenza stampa all’indomani della rielezione: i consiglieri potranno diventare assessori solo se prima si dimetteranno, lasciando il posto al primo dei non eletti nella loro Circoscrizione. Per fare un esempio: se Mauro Buschini intendesse fare l’assessore dovrebbe prima dimettersi e lasciare il suo posto in Aula a Marino Fardelli.

Qualcuno chiede al dirigente di Liberi e Uguali Pietro Latino se il suo Partito reclamerà la vice presidenza della Giunta. «E’ un ragionamento che ci puo’ stare. Siamo stati decisivi per tenere in piedi l’alleanza nel Lazio» è stato il commento.

Il Presidente del Consiglio

A proposito di Aula: c’è da eleggere il presidente del Consiglio Regionale, cioè colui che arbitra i lavori. Le indiscrezioni assicurano che ci sono stati i primi contatti tra Dem e Movimento 5 Stelle. Ma la linea sembra essere molto semplice: se ci sono le condizioni si avvia una discussione su un nome condiviso da eleggere a maggioranza qualificata, se non ci sono basterà aspettare la quarta votazione e da quel momento sarà sufficiente una maggioranza semplice.

Segretario del Pd? Non c’è fretta

Nel corso del vertice di maggioranza non si è parlato del Pd e della disponibilità di Nicola Zingaretti a concorrere per diventare Segretario Nazionale nel dopo Renzi.

«Non abbiamo discusso del Pd, anche perché visti i tempi mi pare un problema che si allontana nel tempo…»: il riferimento è alla riunione della Direzione Nazionale che si è tenuto ieri. Non ci sarà una decisione immediata, il Partito ha una reggenza che si preannuncia abbastanza lunga da lasciar decantare la sconfitta rimediata due domeniche fa (leggi qui Renzi non partecipa al suo funerale politico. Pd a Martina) .

La proclamazione non arriva

Al momento non c’è ancora un nuovo Consiglio Regionale. Infatti, la Commissione Elettorale Centrale non ha ancora ricevuto le relazioni finali con i risultati convalidati dalle Commissioni Elettorali presso i tribunali dei capoluoghi di ogni singola provincia.

Manca, al momento, la relazione con i dati finali della provincia di Latina. Nel pomeriggio è partito il plico della Commissione Elettorale Provinciale di Frosinone (leggi qui Alessia Savo recupera 200 voti: eletta in Regione Lazio. A condizione che…). Ha rilevato una serie di errori nei conteggi, dovuti principalmente alla stanchezza dei presidenti di seggio. La verifica ha consentito di recuperare circa 200 voti ad Alessia Savo, candidata al consiglio regionale nella lista della Lega.

Un riconteggio che per il momento la rimette in corsa. In attesa che arrivino però i numeri di Latina. Tutto è appeso al diverso metodo di ripartizione dei seggi: il Metodo di Hondt in vigore dagli Anni 70 è stato sostituito ora dal Quoziente Hagenbach-Bischof  (si divide il totale dei voti validi per il numero dei seggi da assegnare nella Circoscrizione più uno).

Tutte le possibilità di elezione sono legate al resoconto finale della Commissione Elettorale Centrale.