Il silenzio di Zingaretti sul voto ed il metodo Macchitella

Questa volta ha scelto, saggiamente, il silenzio assoluto. Nei mesi scorsi, prima dei ballottaggi di Cassino e Sora, Nicola Zingaretti aveva invitato il Pd provinciale a fare squadra, ad unire le forze, a remare nella stessa direzione. Per cercare di vincere.

In entrambi i casi, però, è andata diversamente e le lacerazioni del primo turno sono diventate delle voragini al… secondo.

Poi, in estate, il Governatore aveva lanciato un messaggio chiaro sulle elezioni comunali di Frosinone, insistendo sul fatto che il capoluogo ha una sua importanza imprescindibile. A livello di facciata il Pd ha seguito l’indicazione e alla fine la candidatura di Fabrizio Cristofari è stata presentata unitariamente. Sul campo però la situazione è diversa e il sostegno finora è stato tiepido.

Zingaretti ha letto più volte gli appelli fatti agli alleati da parte dei leader locali del Pd, che hanno posto l’accento sul modello regionale. Come a dire: ma perché qualcuno, a livello regionale, non fa notare a Socialisti, Area Popolare e Sinistra che gli accordi non possono valere soltanto a Roma e non nelle province?

Nicola Zingaretti, però, anche se ama soffermarsi sul piano amministrativo, di politica mastica molto. Altrimenti non avrebbe annunciato la sua ricandidatura alla Regione pochi giorni fa… (leggi qui il precedente)

Il presidente non ha alcuna intenzione (neppure minima) di togliere le castagne dal fuoco al Pd provinciale, a meno che non arrivino segnali diversi dal territorio.

Il modello di riferimento del Governatore è quello della Sanità. La nomina di Luigi Macchitella al vertice della Asl frusinate ha disinnescato tutte le polemiche furibonde che si erano scatenate, in primis nel Pd (tra Francesco Scalia e Mauro Buschini) all’epoca di Isabella Mastrobuono.

Macchitella è lì: amministra la Asl senza farsi notare, ma soprattutto – pur parlando con tutti – non costituisce un interlocutore per nessuno. Se i risultati ci saranno, il merito sarà di Nicola Zingaretti. Non dei colonnelli provinciali. Unica eccezione per Mauro Buschini.

Ecco perché stavolta Zingaretti non dirà mezza parola.

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