Zingaretti: «Qualcuno ha fatto festa con i soldi della Regione Lazio»

«Siamo coperti di debiti che ereditiamo dal passato. Calcolate che la Lombardia, con il doppio del bilancio nostro, paga per i debiti del passato 80 milioni di euro l’anno. Noi invece paghiamo un miliardo e 200 milioni di euro l’anno per coprire i debiti del passato. C’è qualcuno che con i soldi del Lazio ci ha fatto la festa: è evidente. E oggi noi dobbiamo pagare. Le generazioni future devono pagare. Questo non è giusto». E’ furibondo Nicola Zingaretti mentre spiega ai ragazzi dell’Università di Cassino i suoi progetti per investire su di loro.

 

Il governatore è appena uscito dallo stabilimento Fca di Cassino. E’ stato a vedere dove vengono prodotte le auto da sogno del segmento premium: Giulia e Stelvio. Sono le vetture che hanno consentito all’intero gruppo di sistemare i conti mondiali nella prima trimestrale del 2017. «Ho visto uno degli impianti più tecnologicamente avanzati sul pianeta Terra. Grazie anche alla sua classe operaia di altissimo livello. Non è vero che l’intelligenza artificiale sostituirà quella umana».

 

E’ un messaggio per gli studenti dell’università. Cassino Plant tra poco sarà lo stabilimento più avanzato al mondo, con il passaggio al 4.0: la quarta rivoluzione industriale che farà interagire uomini e macchine attraverso smart watch, palmari, monitor touch. E allora, «bisogna evitare che la fuga dei cervelli continui ad essere un problema. Dobbiamo trasformarla in un vantaggio. I ragazzi vogliono formarsi all’estero? Li aiutiamo noi e paghiamo una parte delle loro esperienze fatte fuori dall’Italia. Ma a condizione che tornino e mettano a disposizione del territorio la loro visione del mondo con gli orizzonti ampliati grazie a quelle esperienze». Illustra il progetto Torno Subito. Spiega che una volta rientrati si può andare a fare un’esperienza di lavoro grazie ad un rimborso messo a disposizione delle aziende dalla Regione Lazio. E ancora: per chi rientra e vuole mettersi in discussione c’è Fondo Futuro che finanzia l’avvio di uno studio o di un’attività.

 

L’amarezza emerge quando deve fare il paragone con i ragazzi della Lombardia. «Siamo costretti ad appoggiarci ai fondi europei. C’è qualcuno che con i soldi del Lazio ci ha fatto la festa: è evidente. E oggi noi dobbiamo pagare. Non è giusto».

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