La sfida di Zingaretti: vaccino italiano e obbligatorio

Conferenza stampa allo Spallanzani. Il Governatore del Lazio chiede che il vaccino venga prodotto in Italia. Appoggio convinto alla proposta di Forza Italia: che vuole rendere obbligatoria la vaccinazione contro l'influenza. Come già avviene nel Lazio. Le mascherine devono diventare una moda. In spiaggia un po' più tardi ma preparati

Il vaccino contro il coronavirus deve essere prodotto in Italia, fa bene Forza Italia a proporre l’obbligo di vaccinazione nel Paese come già è stato fatto nel Lazio; se al mare si andrà più tardi che altrove un motivo c’è; intanto però le mascherine diventino un elemento di moda e la pandemia non diventi un pretesto per escludere chi ha meno soldi disponibili. Sono tanti i messaggi politici lanciati dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti durante la conferenza stampa tenuta questa mattina allo Spallanzani di Roma: un luogo simbolo della lotta al virus.

Vaccino nazionale

Coronavirus, provette in laboratorio Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

È da lì che il Governatore dice: “La produzione industriale del vaccino sia fatta dal sistema industriale italiano e prodotto in Italia. Questa è la garanzia che i cittadini potranno avere accesso alla possibilità del vaccino come un diritto universale“.

I vaccini servono, sono indispensabili: lo saranno ancora di più in autunno quando arriverà l’epidemia di influenza stagionale. Che potrebbe sovrapporsi ad un ritorno del Coronavirus. È per questo che nel Lazio Nicola Zingaretti ha introdotto l’obbligo di vaccinarsi per alcune categorie. Se ne sono convinti anche i pentastellati, tradizionalmente più scettici. (leggi qui Scontro a 5 Stelle: «No al vaccino». «Invece serve, non ti appoggiamo»)

Ora però Forza Italia chiede al governo di introdurre l’obbligo del vaccino antinfluenzale almeno per quest’anno: “Condivido la posizione di Forza Italia” dice subito il Governatore. Confermando: “Nel Lazio stiamo già valutando l’obbligo del vaccino antinfluenzale per gli over 65, perché bisogna salvare vite umane – ha spiegato – Il vaccino obbligatorio permette una diagnosi precoce anche per gli eventuali casi di Covid. Prevenendo la possibilità influenzale normale, potremmo avere le strutture ospedaliere pronte ad accogliere le patologie più gravi“.

Ma proprio oggi la consigliera del Lazio Francesca De Vito ha ipotizzato il ricorso al Tar. A chi gli chiedeva un commento, Zingaretti ha replicato: “Ovviamente non sono d’accordo. Dopo tre mesi di Covid e gli sforzi che stiamo facendo con la ricerca per trovare un vaccino contro questo virus, mi domando cos’altro deve accadere per capire che i vaccini sono degli strumenti per salvare delle vite“.

Spiagge tardi ma preparate

Nicola Zingaretti

I dati della curva epidemica del Lazio non sono tra i migliori in Italia. Ma sono confortanti. Per Nicola Zingarettibisogna mantenere altissima attenzione, sia sulle regole sociali sia sulle scelte sanitarie, per essere sempre pronti al rischio possibile di un aumento della curva epidemiologica“.

La situazione sta migliorando grazie anche agli sforzi dei cittadini. Nicola Zingaretti lo sottolinea. “Ringrazio i cittadini del Lazio perché i risultati che stiamo ottenendo sono frutto non soltanto delle scelte di politica sanitaria, ma anche dei loro comportamenti“.

La gente però ha voglia di andare al mare: è un piccolo passo verso la normalità perduta. nel Lazio ancora ci sono restrizioni. 

La scelta di non aprire nel Lazio gli stabilimenti balneari dal 25 maggio ma quattro giorni dopo, ha un motivo: prepararci al meglio, in modo da farlo con la massima sicurezza possibile in tempo di Covid senza vaccino“. 

La mascherina diventi una moda

Mascherina alla moda © AG IchnusaPapers

La mascherina è diventata una necessità. fastidiosa ed insopportabile per molti: il Governatore ne è cosciente. per questo prova a cambiare la prospettiva. Durante la conferenza stampa propone “Alle ragazze e ai ragazzi che possono tornare a frequentare i locali la sera, dico: pensate a voi stessi, ai vostri genitori, ai vostri nonni, perché potete essere vettori del virus. Per questo mi auguro che la mascherina, oltre ad essere una protezione, diventi la moda dell’estate“.

Insomma, un nuovo accessorio d’abbigliamento: come la bandana, il foulard, la pashmina. Magari in pendant con l’elastico per i capelli. “Confido nella creatività italiana– ha aggiunto Zingaretti- D’altronde le mascherine le dobbiamo tenere, quindi devono diventare un oggetto di uso comune come la cravatta, il foulard, un braccialetto, un piercing“.

Rivedere il modello scuola

Didattica a distanza © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

A proposito di giovani, la pandemia ha introdotto il nuovo modello di formazione a distanza, le lezioni via web. Ma c’è un rischio, evidenziato dal Governatore.

È il rischio della povertà educativa per i giovani. Malgrado gli sforzi di professori e studenti, è evidente che qui bisogna rivedere il sistema formativo per garantire, senza differenze di classe o territorio, che tutti abbiano diritto di accesso alla formazione come prevede la nostra Costituzione. E’ una delle grandi priorità nazionali“.

Perché, al di là delle parole e delle spiegazioni tecniche, c’è il problema che nel Lazio non dappertutto arriva internet ad alta velocità. Dove non arriva c’è bisogno di attaccarsi alla rete del telefonino: i giga costano: non tutti possono permetterselo.

E questo – ha sottolineato il governatore – non deve diventare un elemento con il quale discriminare chi ha meno possibilità.

Test non è patente di immunità

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani

Il test sierologico non è patente di immunità. Significa verificare se si è avuto un contatto con il virus e permetterne il tracciamento: lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito.

Ha spiegato che nei test sierologici fin qui effettuati sono risultati 9 positivi al tampone, “significa il 2,2%. Il sistema ha permesso quindi l’identificazione di persone che sono positive: voi direte che è una cifra piccola, ma rapportata su 5 milioni di abitanti del Lazio contribuisce al sistema di tracciabilità del virus

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