Zingaretti silura la manovra: «Tasse, tagli alle pensioni, aumenti alla benzina e all’Iva

Il Governatore del Lazio e candidato alla Segreteria Nazionale Pd con un video di 120 secondi attacca la Manovra. E dice: "Il Popolo pagherà la manovra populista"

Maglioncino blu a collo stretto, camicia bianca che si intravede appena: sceglie il look informale Nicola Zingaretti per sferrare la bordata sulla linea di galleggimento del Governo Conte. Per lanciarla ha aspettato che la manovra economica fosse definitiva.

Pacato, tono sereno: tutto il contrario delle urla e dei vaffa che lanciava Beppe Grillo un anno fa. È rassicurante il governatore del Lazio e soprattutto dannatamente chiaro mentre in un minuto e venti secondi attacca alle basi la prima manovra messa a punto dopo 9 mesi di governo grilloleghista.

«Conte ha presentato la manovra, ha detto tante cose ma ne ha dimenticate tante altre. In realtà la manovra populista è contro le persone». Sfondo grigio perla, sul lato alla sinistra appare un rettangolo che richiama le parole chiave usate dal Governatore; sotto, una scritta su due righe riporta frase per frase il discorso.

Il candidato alla segreteria del Pd inizia ad elencare. «Aumentano le tasse, compresa l’iva, c’è il blocco delle assunzioni, soprattutto per i giovani che hanno fatto i concorsi nella pubblica amministrazione, c’è il blocco dell’adeguamento per i pensionati, c’è e ci sarà l’aumento del pedaggio autostradale dall’1 gennaio, non cala la benzina anzi è previsto l’aumento, c’è il taglio degli investimenti e si sono tagliati tanti incentivi per le imprese.Insomma, un mezzo disastro che hanno tenuto nascosto».

Non accusa, non rimprovera, soprattutto non offende e non deride. Nicola Zingaretti spiega: coinvolge tutta quella fetta di elettorato che da qualche anno a questa parte è disorientato, sia dal Pd che da Forza Italia. E ancora di più da una manovra che sta suscitando discussioni infinite. Ed ha deluso molte aspettative.

«Si poteva fare diversamente? – domanda Zingaretti, rispondendo subito dopo una pausa di un secondo – Si, si poteva fare diversamente. Bisognava evitare la sceneggiata con l’Europa che ha bruciato miliardi e ha fatto alzare i mutui. E bisognava concentrarsi su alcune grandi scelte rivolte alle fasce sociali più deboli, come ad esempio il reddito di inclusione».

Con una sola frase scuote quello che per i grillini dovrebbe essere l’emblema della manovra: con una dozzina di parole Zingaretti è riuscito ricordare che il Reddito di Cittadinanza non è altro che il provvedimento già messo a punto e definito dal precedente governo di centrosinistra. ma con un nome diverso.

E poi balza su quello che è stato il cavallo di battaglia dei populisti e della festa. ma che tutti ora hanno lasciato nelle scuderie al momento di mettere mano ai conti. Lo fa dicendo: «Si potevano sbloccare, e si poteva fare perché sono finanziate, tante opere pubbliche, aprendo dei cantieri».

La chiusura è da Segretario Nazionale del Pd. «La verità e che queste scelte populiste si stanno rivelando scelte che penalizzano le persone e non le aiutano».

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