L’atteso referendum sulla giustizia ripropone il tema della differenza tra decidere e scegliere. Sullo sfondo la democrazia dell’apparenza dove il popolo in realtà non ha alcun potere. Ed invece la consultazione di oggi e domani può diventare un’occasione per votare finalmente nel merito ed in piena libertà senza i condizionamenti della fazione a cui gli elettori appartengono
Franco Fiorito
Peter Thiel arriva in Italia per discutere di Anticristo e modernità tecnologica. Dietro il dibattito filosofico emerge il nodo politico: l’intelligenza artificiale come infrastruttura del potere globale e delle nuove guerre digitali.
Il conflitto in Iran ed il referendum sulla giustizia. I temi più dibattuti in questi giorni fanno riflettere sulle contraddizioni del mondo dell’informazione amplificate dai social. Le posizioni cambiano un po’ al chilo. Insomma un vero e proprio corto circuito
Il Festival di Sanremo, la vittoria di Sal da Vinci e le canzoni più o meno belle fanno da contraltare all’attacco di Usa ed Israele all’Iran con morti, distruzioni ed in Italia il caso-Crosetto. Ma come canta Battiato anche stavolta la guerra non fermerà i sentimenti e l’amore
Partendo dal celebre brano di Guccini, emulo musicale del capolavoro letterario Cyrano di Bergerac di Rostand, il confronto dialettico resta centrale nelle vicende politiche pur tra contraddizioni, ipocrisia ed autentici sproloqui. Emblematico il dibattito sul referendum o sulla politica estera con il botta e risposta tra la Meloni e Macron
Dal curling elegante di Stefania Constantini al fondo muscolare di Andrew Musgrave: il referendum sulla giustizia si trasforma in scontro brutale. Tra parole incendiarie, etichette e fazioni contrapposte, lo spazio per il ragionamento si assottiglia.
Spettacolo, suggestioni, personaggi, polemiche e gaffe. Tutto e di più sulla cerimonia d’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina. Alla fin resta comunque una manifestazione bella e di grande presa a conferma che il made in Italy non tradisce mai
Una riflessione amara e appassionata sull’aumento del diesel: tra incoerenza politica, ideologia ambientale, inflazione reale e delusione elettorale. Un racconto quotidiano che trasforma un prezzo alla pompa in una questione di fiducia.
L’uso della forza e quindi la guerra tornano in primo piano in un equilibrio mondiale sempre più instabile. D’altronde la storia racconta secoli di conflitti ed i filosofi li ritengono inevitabili. Anche nel forum svizzero è emerso che la potenza militare è fondamentale e Trump non lo ha nascosto nel suo fragoroso intervento. Bisogna rendersi conto che siamo in un momento di profondo cambiamento e l’Europa appare in forte ritardo
Tra manga, selfie istituzionali e geopolitica da fumetto, la settimana internazionale scivola dal pop giapponese di Giorgia Meloni alle “truppe Sturmtruppen” in Groenlandia: diplomazia, comunicazione e politica sembrano sempre più una graphic novel.
Dalla vendetta muscolare di Trump a quella dialettica di Meloni, passando per giochi di forza, rancori e rivincite personali: la politica resta il luogo dove l’azione genera sempre una reazione, spesso sproporzionata.
Da De André a Trump, passando per Maduro e le risse di Capodanno, il filo rosso è il “villano” che riemerge ciclicamente: nella politica, nella guerra, nella vita quotidiana. Un racconto amaro su forza, passività e incapacità di reagire.
Lo spot di Poste Italiane con il bambino che spedisce un pacco regalo al nonno scomparso fa riflettere sulle feste che devono ritrovare i valori di una volta. A partire dalla famiglia, simbolo di questo periodo così atteso.
Un editoriale duro e ironico sull’Europa che persevera in politiche inefficaci: agricoltura, guerra, green deal e migrazioni diventano esempi di un accanimento terapeutico che ignora i dati e scarica i costi sui cittadini.
E’ stata la settimana della festa di Fratelli d’Italia diventata un appuntamento clou della politica italiana dove non essere invitati è una vera diminutio. Ma l’edizione di quest’anno è stata soprattutto un grande sfoggio di potere. Ora si aspetta una risposta della sinistra con un evento programmatico e un progetto alternativo. Ma la destra non dovrà abbassare la guardia: questa neo egemonia culturale si scontrerà con le elezioni politiche tutt’altro che scontate
Tra case nel bosco, editori contestati e flash mob improvvisati, sembra che la natura sia diventata il nuovo bersaglio culturale. Eppure il rapporto tra uomo e ambiente affonda in radici profonde, da D’Annunzio alle ninfe: radici che oggi fingiamo di non vedere.
Un’analisi provocatoria sullo “stato etico” tra nuove norme sul consenso, controllo digitale e libertà individuali, che intreccia politica, filosofia e costume per denunciare una crescente invasione dello Stato nella sfera privata.
La storia di Catherine e Nathan che rischiano di perdere i loro figli per la decisione di vivere secondo le regole della natura senza tecnologia è il paradigma del rischio che stiamo correndo. L’intrusione dello Stato che decide al posto dei genitori, che invade la vita e le scelte delle persone, che si sostituisce a loro, che ne conculca le libertà essenziali. E magari cerca di isolare l’individuo dalla famiglia per renderlo più debole, meno libero e quindi controllabile
CONTRO MAMDANI / L’elezione del musulmano Zohran Mamdani a sindaco di New York è vista come segno del declino dell’Occidente, travolto dalla cancel culture e dalla retorica progressista. Un’analisi dura, provocatoria e polemica contro la sinistra globale.
La storia e le storture della festa modaiola esportata dall’America che si contrappone alla ricorrenza di Ognissanti. La celebrazione del buio e della morte è diventata una tradizione solo per fini commerciali. Ed invece si dovrebbe tornare alla luce della santità per imparare ad amare Dio ed il prossimo
























