BPC, l’eredità che resta: Donato Formisano e la banca che sceglie il territorio

A cinque anni dalla scomparsa di Donato Formisano, la Banca Popolare del Cassinate conferma la sua visione: filiali rinnovate, comunità al centro, solidarietà concreta. Una banca che resta e trasforma il territorio.

Ci sono storie che non finiscono con una data. E ci sono presenze che continuano a orientare le scelte anche quando non sono più fisicamente accanto a noi. Alla Banca Popolare del Cassinate, il nome di Donato Formisano non è un ricordo da celebrare ma una direzione da seguire. Cinque anni fa, il 27 dicembre, veniva a mancare il presidente che più di ogni altro ha incarnato l’idea di una banca popolare: come presidio sociale, prima ancora che economico. Oggi quella visione non solo è viva: è diventata strategia.

È dentro questo solco che vanno lette le scelte di queste ultime ore attuate dalla BPC. Scelte che parlano alle persone ma che producono effetti concreti sull’economia reale. Scelte che tengono insieme innovazione tecnologica, inclusione sociale e sviluppo territoriale.

Quando la banca sceglie di restare

Il logo della Banca Popolare del Cassinate al centro del tavolo del CdA Foto A.S. Photo / Andrea Sellari

Mentre i grandi gruppi bancari riducono sportelli, accentrano servizi e lasciano interi territori senza punti di riferimento, la Banca Popolare del Cassinate fa l’esatto contrario: investe nelle piccole aree, le rafforza, le rende competitive. In queste ore le filiali di San Giorgio a Liri e Cervaro sono state al centro di un Open day per mostrare al pubblico che ci sono, non chiudono, restano sul territorio e vengono modernizzate. Non sono semplicemente state ristrutturate: sono state ripensate come luoghi moderni, digitalizzati, efficienti, capaci di dialogare con il sistema produttivo contemporaneo.

È una scelta che ha un impatto sociale evidente — perché garantisce accesso ai servizi, presenza umana, relazione — ma anche un risvolto economico strategico: territori dotati di infrastrutture bancarie evolute diventano attrattivi per le imprese, anche per quelle di dimensione medio-grande, che possono investire senza rinunciare a servizi avanzati.

In altre parole: la periferia smette di essere periferia.

Natale in BPC: la banca che apre le porte

Il Natale diventa allora il momento simbolico per raccontare tutto questo. Dopo le luminarie, gli alberi allestiti in tutte le filiali e l’accensione dell’albero in piazza Diamare a Cassino, arrivano le Feste di Natale in BPC, due appuntamenti che trasformano le filiali in spazi di comunità.

Sabato 20 dicembre a San Giorgio a Liri e domenica 21 dicembre a Cervaro, la banca diventa luogo di gioco, arte, musica, incontro. Laboratori di fumetto per i bambini, artisti di strada, gospel, street band, Babbo Natale. Eventi gratuiti, aperti, pensati non per “fare vetrina”, ma per stare dentro la vita delle persone.

Come spiega il Direttore Generale Roberto Caramanica, si tratta di festeggiare due filiali rinnovate senza mai interrompere il servizio: un risultato che racconta meglio di qualsiasi slogan cosa significhi essere una banca radicata nel territorio.

L’altra faccia del Natale: la solidarietà che non si vede

La sede dell’emporio solidale

Ma se c’è un luogo in cui l’eredità di Donato Formisano emerge con forza, è l’Emporio Solidale di Cassino. Non una semplice iniziativa benefica ma un progetto strutturale di contrasto alla povertà. Un supermercato solidale che restituisce dignità, non assistenzialismo.

La BPC ha messo a disposizione i locali, ha sostenuto la crescita del progetto, ha voluto che portasse il nome di Donato Formisano, perché quell’idea di banca — mutualistica, cooperativa, comunitaria — trovasse lì la sua espressione più concreta.

Anche quest’anno, come ormai tradizione, la banca ha rifornito gli scaffali dell’emporio e ha organizzato una festa di Natale per le famiglie e per i bambini. Nessuna formalità, nessun palco, nessun discorso: solo sorrisi, regali, dolci, e la presenza discreta delle istituzioni. Un gesto semplice, ma potentissimo, perché parla direttamente alla fragilità.

Accanto all’Emporio Solidale, il sostegno alla Caritas di Cassino, con una fornitura di generi alimentari per garantire a tutti un Natale dignitoso. È il segno di una banca che non misura il proprio successo solo nei bilanci ma nella capacità di tenere insieme la comunità. «La BPC è questo – dice il presidente Vincenzo Formisanonon solo attività economica, ma solidarietà, relazione, prossimità». Parole che suonano come una sintesi, ma anche come una promessa.

La lezione di Donato Formisano

Vincenzo e Donato Formisano

Tutto sembra spingere verso la disintermediazione, la distanza, l’automazione senza volto, la Banca Popolare del Cassinate continua a dimostrare che restare sul territorio è una scelta rivoluzionaria. Restare nei territori, restare accanto alle persone, restare fedeli a un’idea di banca che crea sviluppo senza lasciare indietro nessuno.

È forse questo il vero Natale in BPC. Ed è, senza dubbio, l’eredità più viva di Donato Formisano.