J&J mette 125 milioni a Latina: nuovo modello di crescita del Made in Italy

Il maxi investimento di Johnson & Johnson sullo stabilimento di Latina. A cosa servirà. E come crescerà. Urso, Rocca e Calandrini "Un modello di crescita del Made in Italy”

Un investimento di 580 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Di questi ben 125 milioni di euro andranno a finanziare l’aumento di oltre il 25% della capacità produttiva dello stabilimento di Latina. Lì si svilupperanno progetti innovativi in fase di sviluppo e nuove tecnologie di produzione. Lo ha annunciato oggi Johnson & Johnson Innovative Medicine.

L’investimento si inserisce all’interno di un piano strategico. Prevede una crescita degli investimenti in Italia del 9,2% ogni anno per il periodo 2019-2023, tre volte superiore rispetto alla media del settore farmaceutico.

I progetti

Il ministro Adolfo D’Urso in visita allo stabilimento Johnson & Johnson di Latina. (Foto: Emanuele Valeri © Ansa)

Tra i progetti annunciati c’è la Flex Line, per gestire in modo più efficiente il confezionamento di piccoli lotti di produzione e una nuova linea di produzione continua che ridurrà il tempo totale di produzione end-to-end e consentirà ai farmaci di raggiungere i pazienti più rapidamente.

Il sito di Latina, in particolare, rappresenta una parte importante della catena di approvvigionamento globale di Johnson & Johnson: produce più di quattro miliardi di compresse all’anno, per circa 30 prodotti diversi, e il 97% della produzione viene esportato nel mondo.

Lo stabilimento sta vivendo un’evoluzione significativa, stiamo potenziando le nostre capacità per servire un maggior numero di pazienti con prodotti innovativi” ha spiegato oggi Jorge Lopez, General Manager dello stabilimento Johnson & Johnson di Latina. “È stato riconosciuto come sito 4IR (Industria 4.0) dal World Economic Forum grazie al nostro impegno per l’innovazione e la sostenibilità“.

L’obiettivo è quello supportare “la crescita dell’attuale portafoglio di farmaci e la nostra pipeline di soluzioni innovative – ha aggiunto Oladapo Ajayi, Vicepresidente, Innovative Medicine Supply Chain di Johnson & Johnson – che ci permetteranno di continuare a fornire prodotti ai milioni di pazienti in tutto il mondo“.

Nuovo modello di crescita

Il ministro Adolfo Urso, il governatore Francesco Rocca ed il senatore Nicola Calandrini (Foto: Emanuele Valeri © Ansa)

L’evento di oggi ci dimostra come il settore farmaceutico sia diventato un nuovo modello di crescita del Made in Italy, grazie agli imponenti investimenti in ricerca e innovazione. Questa crescita, trainata per il 60% dalle aziende estere, consente al tessuto produttivo locale coinvolto nella filiera di crescere altrettanto e ne favorisce l’internazionalizzazione” commenta il ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso. “Si tratta di un settore che può dare grandi soddisfazioni per aprire l’Italia al mondo e portare il mondo in Italia. L’Italia, a seguito delle elezioni europee, è diventata il paese più affidabile a livello europeo in grado di attrarre sempre di più investimenti esteri.

Il distretto produttivo Chimico Farmaceutico del Lazio è un’eccellenza mondiale. Si sviluppa tra il sud della provincia di Roma ed il nord delle province di Latina e Frosinone. Si sostiene che nel mondo di Big Pharma c’è chi non sappia indicare sulla carta geografica doive si trovi Roma ma tutti sanno dove sta quel polo produttivo. “Il polo farmaceutico del Lazio ha un ruolo cruciale. È un settore che punta sulla qualità. Lo dimostra il livello del personale impiegato e il grande investimento nei settori della ricerca e dello sviluppo” conferma il governatore del Lazio Francesco Rocca.

Una potenzialità industriale sulla quale ha posto l’accento oggi il senatore Nicola Calandrini (FdI) presidente della Commissione Bilancio del Senato. “Poter vantare sul territorio laziale la presenza di un’azienda di tale portata – ha detto Calandrini – è di estrema rilevanza per la nostra comunità. La nostra sfida in Commissione Bilancio è quello di promuovere una diversa contabilizzazione della spesa sanitaria. Questo al fine di poter considerare una parte delle risorse destinate alla tutela della salute come investimento e non come un costo corrente. Lavoriamo, con la collaborazione di tutte le forze politiche, per raggiungere questo obiettivo, prima di tutto a livello europeo e quindi nel contesto nazionale”.