Profima europrogetta anche per la PA, come per le PMI

La società frusinate, alla volta della Transizione 5.0, vanta l’approvazione del 93% dei progetti realizzati e presentati per conto delle Piccole e medie imprese. Ora mette il Metodo Profima anche al servizio della Pubblica Amministrazione, specie i grandi Comuni. Il patron Altobelli: «Task force di 25 esperti e indipendenza dalle grandi aziende».

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Non solo per le Piccole e Medie Imprese, ma anche per la Pubblica Amministrazione. Profima offre al pubblico lo stesso servizio offerto finora solo al privato: l’attrazione della finanza agevolata. Per la società di Frosinone, tra i leader nazionali nella consulenza per lo sviluppo, parlano i numeri degli ultimi cinque anni: l’approvazione del 93% dei progetti redatti e presentati per conto di 3.200 clienti, che hanno ricevuto finanziamenti pari a quasi 300 milioni di euro.      

Un mese fa è iniziato il rinnovo della strategia di supporto alle Pmi puntando alla Transizione 5.0: il piano strategico nazionale per la transizione ecologica e digitale richiesta dal Pnrr. «Con ProfimaPlus – hanno annunciato da Frosinone – viene offerta una consulenza continua che permette alle aziende di navigare con sicurezza in acque complesse, assicurando che ogni investimento sia parte di un piano coerente e interconnesso».

Un piano che viene ora modellato e applicato sulla Pubblica Amministrazione, soprattutto a favore dei Comuni con oltre 20mila abitanti. «Grazie a una task force di 25 esperti interni – lo illustrano – Profima è in grado di supportare efficacemente gli enti pubblici nell’accesso ai fondi pubblici italiani ed europei, promuovendo lo sviluppo sostenibile e l’innovazione».

Metodo Profima anche per la PA

Metodo Profima anche per i grandi Comuni. Ovvero realizzare in collaborazione con l’Amministrazione comunale, così come con l’imprenditore, un piano di sviluppo industriale. Si parte dall’analisi dei dati pregressi e si arriva fino alle prospettive del settore di riferimento.

Nata nel 2010, radicatasi ormai in tutta Italia con 50 collaboratori, l’azienda di Enzo Altobelli è ormai tra le “big” nazionali. Stando alle analisi di Plimsoll, è una delle dieci imprese più grandi nel settore della consulenza strategica economica e finanziarie. 

«Profima – propone – mette a disposizione dei Comuni una task force dedicata per la Pubblica Amministrazione con 25 esperti, ciascuno con una profonda conoscenza delle normative e delle opportunità di finanziamento disponibili. Questo team si occupa di ogni fase del processo, dalla identificazione delle opportunità di finanziamento alla predisposizione e presentazione delle domande, garantendo un supporto continuo e su misura per ogni ente».

Con i Comuni come con le Aziende

Fondi pubblici come leva fondamentale per il miglioramento di servizi e infrastrutture locali. «L’obiettivo è lavorare fianco a fianco con i clienti per aiutarli a navigare nel complesso panorama dei fondi pubblici – ha dichiarato l’ingegner Altobelli oltre che assicurarsi che ogni Comune possa sfruttare appieno le risorse disponibili per realizzare progetti che migliorino la qualità della vita dei cittadini».

Propone piani di investimento coerenti e sostenibili, fatti su misura.  «La missione – ha spiegato il fondatore e amministratore unico di Profima – è chiarire che i fondi pubblici non sono solo una risorsa temporanea, ma uno strumento strategico per promuovere la crescita e l’innovazione a livello locale. Con la consulenza, Profima aiuta i Comuni a trasformare le risorse in progetti concreti e di valore». Viene dall’assistenza già garantita a varie Amministrazioni comunali per il miglioramento delle infrastrutture e la promozione della sostenibilità ambientale.

Ingegner Altobelli, siete già in contatto con Comuni ciociari?

Abbiamo già ricevuto un incarico ufficiale dai Comuni di Ferentino e Isola del Liri. Siamo in contatto con altri della provincia di Frosinone, ma le prime adesioni sono arrivate dalla Puglia. Forniamo subito assistenza per comprendere quali sono i potenziali investimenti del Comune e le attività pubbliche, culturali, sportive e sociali per cui vuole individuare opportunità di finanziamento. Stiamo facendo uno scouting delle opportunità sia nazionali che regionali. Poi si passerà all’assistenza alla redazione delle domande. Abbiamo già vinto, inoltre, il bando per lo Sportello facilitatore digitale per tre Comuni ciociari.

Comune che vai, Ufficio Europa che non trovi

Ma i tanto celebrati “Uffici Europa” dei Comuni?

Ci sono Comuni più attivi, che hanno già uffici abbastanza organizzati, ma perlopiù non sono organizzati per nulla. Cercano, in fin dei conti, di tirare a campare con i finanziamenti magari consigliati e veicolati dalla Politica “amica”. Non sono strutturati con uffici idonei a un lavoro del genere in maniera continuativa, se non per spot. Alla fine non è che ci sia in realtà qualcuno che ci lavora effettivamente. La consulenza per lo sviluppo richiede competenze specifiche. Se non le hai, devi andare a prenderle sul mercato. Altrimenti ti limiti all’ordinario, perdendo tutta la strategia dei fondi che non vai a prendere.

Che situazione vede a livello nazionale?

La situazione generale non è di certo rosea. Ci sono regioni che sono ancora ferme a un terzo della programmazione dei loro Piani operativi regionali 2021-2027. A questo punto, dovrebbero riuscire a spendere in appena tre anni due terzi dei fondi stanziati in tutto. Senza parlare del Pnrr, che come scadenza ha il 2026. 

C’è così tanta esigenza di Consulenza nella PA?

Parla da sé il fatto che tutti i Comuni intercettati sono ben disposti e la vorrebbero. In tanti casi, però, non hanno la capacità di partire. Molti stanno trovando una soluzione per incaricarci, a seconda delle diversità ed esigenze. Lavoriamo ormai in tutta Italia. Oltre al Lazio, dove attendiamo di sapere anche da Aprilia, partecipiamo a una gara a Trieste e abbiamo contatti fino a Marche, Puglia e Calabria. Sono arrivate chiamate persino dalla Sardegna.   

AI, Formazione, Indipendenza

Che rapporto avete con l’intelligenza artificiale?

La usiamo giornalmente come elemento basico, sia a livello di analisi che per la parte progettuale. Siamo diventati soggetto attuatore di una misura del Pnrr che riguarda proprio il mondo dell’intelligenza artificiale. Da qui all’ottobre 2025 ci vedrà a supporto delle aziende che vogliono realizzare progetti e ottenere contributi per iniziative ad alto tasso tecnologico.

Quant’è importante per voi la Formazione Continua?

È semplicemente all’ordine del giorno. La facciamo sia con i dipendenti che rispetto all’evoluzione del mercato, dei bandi e delle nuove tecnologie. Forniamo, innanzitutto, il mindset che bisogna avere per fare questo lavoro. Con una vera e proprio Academy, poi, facciamo anche formazione all’esterno. Sia per le aziende che vogliono informarsi, sia per i ragazzi che vogliono affacciarsi a questa professione e al mondo dei finanziamenti pubblici.

Perché scegliere proprio Profima?

Semplicemente perché non siamo una delle tante società nate sull’onda del Covid. Facciamo questo lavoro da 14 anni e siamo tra le poche storiche realtà italiane che fanno da sempre solo e soltanto finanza agevolata. E siamo indipendenti da multinazionali o altre grandi aziende. Non abbiamo proprietari che si occupano di questo come di tanto altro. Abbiamo professionalità ed esperienza per mettere al riparo tanto le Aziende quanto i Comuni.